di Francesca Raguso
Francesco Cottarelli, classe 1996, inizia la sua carriera nelle giovanili del BluVolley Verona come schiacciatore ma in corso d’opera cambia ruolo diventando palleggiatore. Dopo la vittoria di sabato in casa contro Verona, ascoltiamo le sue emozioni e conosciamolo meglio.
Francesco raccontaci i tuoi inizi di carriera nelle giovanili del Verona.
“Incomincio la mia carriera precisamente a Legnago, che è dove abito ed è in provincia di Verona. All’etá di quindici anni mi sposto a Verona dove resto per tre anni. Successivamente, dalle giovanili di Verona, vqdo a giocare in serie B all’Isola della Scala, che è sempre un altro posto vicino Verona. Come inizio è andato bene. Sono arrivato come schiacciatore e propeio lì mi hanno reinventato palleggiatore. In pratica è stato un inizio un po’ difficile perché cambiare ruolo non è una cosa facile ma ho riscoperto il ruolo di palleggiatore che è quello che faccio ancora oggi”
In quale ruolo ti sei trovato meglio?
“Adesso ti posso dire che mi sento meglio come palleggiatore. In tutti gli anni in cui ho giocato a pallavolo o nella maggior parte, ho giocato nel ruolo di palleggiatore. Però fare lo schiacciatore mi è servito molto per conoscere le prospettive anche da un altro punto di vista, non solo quelle del palleggiatore e anche saper fare altri fondamentali oltre il palleggio, come la schiacciata o il bagher. Secondo me è una cosa che all’inizio dovrebbero far tutti, non specializzarsi subito in un determinato ruolo ma provarli tutti e solo in seguito specializzarsi in uno specifico.”
Esordisci in Superlega con il Piacenza, nel quale resti per tre anni.
“Dopo la serie D sono andato a Piacenza dove il primo è stato un anno di gavetta. Fare un salto dalla serie D alla A1 è un grande passo, quindi il primo anno mi è servito per capire i meccanismi, allora non si chiamava ancora Superlega, per poi andarci meglio dentro negli anni successivi. In quegli anni ho conosciuto anche Alletti che giocava anche lui a Piacenza. Comunque è stata una bella cosa, sono stati anni che mi sono serviti molto e che ricordo sempre con piacere.”
Dopo Piacenza vivi l’esperienza di Padova per due anni. Qui come ti sei trovato e che differenze c’erano?
“A Padova sono arrivato un po’ più maturo, ero più cresciuto sia dal punto di vista mentale che fisico ma anche tecnico. Mi sono trovato con un gruppo di ragazzi veramente favoloso, eravamo 11 veneti su 13 quindi ci capivamo al volo. Padova è una società in cui mi son trovato da Dio e infatti ci son stato due anni. Ho imparato molto in questa esperienza e mi ha dato anche tante sicurezze per quanto riguarda il mio ruolo.”
Sei nella Prisma dalla stagione 2020-2021. Nel tuo primo anno a Taranto hai ottenuto la promozione dalla A2 alla A1. Come ti sei sentito da artefice di questa promozione?
“E’ stato un anno complicato sotto tanti punti di vista. È stato l’anno del covid, il mio primo anno in A2 e lontano da casa. Per fortuna si è concluso con la vittoria del campionato. È stato un anno dove son cresciuto tanto sotto l’aspetto tecnico e ho anche giocato tante partite, ci siamo trovati anche molto bene. Avevamo un gruppo molto bello, molto unito e fortunatamente il campionato si è concluso con la nostra vittoria perchè non poteva coronarsi diversamente.”
Sabato, nella prima gara interna del nuovo anno, avete ritrovato la vittoria contro Verona, vincendo per 3 a 0. Cosa è scattato in questa partita, qual è secondo te l’interpretazione di questa partita?
“Non so tanto dirti l’interpretazione della partita ma dico che stiamo giocando bene, stavamo giocando bene da tempo e ci voleva. Eravamo tutti consapevoli che prima o poi sarebbe dovuta arrivare la partita in cui sarebbe andato anche a noi qualcosa nel verso giusto, anche a Monza abbiamo giocato veramente bene, siamo andati sopra spesso, però arrivavamo spesso nei punti importanti in cui capitava sempre qualcosa per la quale non riuscivamo a portare a casa il set. Invece con Verona quelle cose sono successe e siamo stati bravi a cogliere l’occasione per chiudere la partita nel più breve tempo possibile e portare casa questi 3 punti. Son contento perché abbiamo fatto fatto vedere il gioco che sappiamo fare e che esprimiamo anche in settimana durante l’allenamento.”
Dopo aver avuto nel primo set un inizio un po’ traballante, c’è stata subito la rimonta che vi ha fatto vincere la partita. Qual è il tuo parere?
“Siamo stati molto bravi, soprattutto dopo l’uscita di Tommaso Stefani che si è fatto male e siamo stati bravi a rimanere lì concentrati. Tutta la squadra ci ha creduto sin dai primi punti, anche se siamo andati sotto comunque ci abbiamo sempre creduto. Quando siamo andati punto a punto abbiamo capito che potevamo farcela. È entrato Ekstrand e ha fatto vedere di non essere entrato in campo per caso ma di poterci restare, anzi ha fatto molto bene e mi congratulo con lui. Quindi siamo stati bravi a rimanere concentrati, siamo andati punto a punto fino alla fine del primo set e poi nei punti importanti siamo stati bravi e decisi.”
Domenica sera Siena ha vinto ma per il momento rimane dietro. In vista della classifica, come preparerete la partita di domenica contro Padova?
“Diciamo che il coach Di Pinto non è abituato a guardare la classifica ma nemmeno noi giocatori. Prepariamo partita dopo partita senza preoccuparci tanto della classifica ma sempre per vincerle. Ho visto che Siena ha vinto e sapevamo che non era squadra da sottovalutare sin dall’inizio. Ha vinto contro Piacenza, sono stati molto bravi, però spero che continueremo ad esprimere il nostro gioco, partita dopo partita sempre meglio perché, quello che stiamo facendo in allenamento, sarebbe molto bello riproporlo in partita.”
Mancano sette partite alla fine del campionato. Che prospettive ci sono e come vedi la squadra in questa parte finale?
“Vedo una squadra che secondo me sta giocando bene, una squadra consapevole dei propri mezzi, che si sta rendendo conto che può fare bene. Secondo me nella prima parte sapevamo che potevamo fare qualcosa ma non ne eravamo consapevoli, invece in questa parte, con anche alcuni risultati che stanno arrivando e che potrebbero arrivare, ci stiamo rendendo conto che possiamo fare molto bene. Cosa andiamo ad inseguire è sempre quello, la salvezza, niente di più niente di meno. Nel caso dovesse arrivare qualcosa di più è bene accetto, ma quello che andiamo a cercare comunque è sempre la salvezza.”
Una curiosità. So che hai vissuto un’esperienza alternativa, al di fuori della pallavolo, partecipando nel 2020 a Temptation Island. Com’è stato?
“E’ stata bella, come hai detto è stata un’esperienza alternativa che ho fatto non tanto perché fossi appassionato del mondo dello spettacolo ma perché nel 2020, con il covid, non avevo tanto da fare e mi è arrivata questa opportunità, mi sono detto perché non provarci. Ho conosciuto belle persone, mi ha fatto capire tante cose ed è stata un’esperienza formativa.”
Che augurio ti senti di fare a te stesso, alla squadra e ai tifosi che vi seguono?
“Alla squadra l’augurio che faccio è quello di giocare sempre meglio, di riuscire a salvarci perché ci stiamo impegnando tanto, entriamo in palestra alle 15.30 e usciamo alle 21.00 tutti i giorni e ce lo meritiamo. Spero che i tifosi continuino a seguirci. Ci stanno seguendo in casa e son molto contento, ci seguono anche in trasferta e quindi spero di farli felici con qualche vittoria in più. L’augurio che faccio a me è quello di crescere e giocare sempre di più.”














