RASSEGNA STAMPA DELLO 08 MARZO 2023 – GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
di Fabio Venere
La società che si candida a gestire lo stadio «lacovone» propone al Comune di Taranto di realizzare un (grande) centro sportivo. Che verreb be realizzato su un’area di 10 ettari a Lama, in contrada San Domenico, nei pressi di via Primule.
In estrema sintesi, lo studio elaborato dagli architetti Roberto Rami-cola e Roberta De Florio, per conto della «Red Sport srl», prevede 6 campi per giocare a padel, 2 terreni rego lamentari per il calcio in erba naturale e 2 in erba sintetica. Le strutture potranno, inoltre, contare su 168 posti auto ma altri verranno ricavati su una superficie di 4mila 200 metri quadrati, nelle strade limitrofe al Centro sportivo «San Domenico» (si chiamerà così dal nome della contrada in cui verrà ubicato). Infine, i privati metterannoa disposizione del Comune di Taranto 22mila metri quadrati per dar vita così ad un Parco urbano tematico. La proposta, salvo imprevisti, verrà già di scussa oggi dal Consiglio comunale anche in considerazione del parere favorevole espresso dal responsabile della direzione Urbanistica, Mimmo Netti che ha sottolineato come il progetto ricada in aree già indicate dall’attuale Piano regolatore come zone in cui possano esserci attività spor tive e aree per il verde.
Il Centro sportivo «San Domenico» potrebbe rivestire un ruolo centrale per lazona Lama -Carelli e per l’intera città di Taranto. Per la sua posizionesi configura, infatti, come una nuova porta di accesso al quartiere ricucendo un’area connotata dalla cosiddetta edilizia diffusa e attrezzandola di uno spazio destinato, in parte, a centro sportivo e in parte a parco urbano. Che sarebbe aperto a tutti, in ogni momento della giornata e dell’anno e verrebbe inserito all’interno di un progetto più ampio per realizzare un contenitore sportivo destinato al calcio e al padel e a servizio degli allenamenti di squadre professionistiche e non. Ci saranno, in poltre, 5 edifici in cui verranno sistemati gli spogliatoi, i punti di ristoro e un’area relax.
L’intervento, inoltre, si inserisce in un contesto di sviluppo della città potenziandone l’attrattiva sportivo – turistica e «rispondendo – assicurano i progettisti – ai più avanzati requisiti in tema di sostenibilità ed accessibilità.
Seguendo lo stesso principio, le risorse naturali sono impiegate per soddisfare il fabbisogno energetico del parco e – aggiungono Ramicola e De Florio – per raggiungere l’autosufficienza».
Nella presentazione del progetto de positata in Municipio, gli architetti incaricati dalla Red sport sostengono che «c’è la fusione di architettura e paesaggio. Le aree e gli spazi richiesti per il funzionamento del parco – si riporta questo passaggio testualmente
– sono stati concepiti come architetture che si integrano e dialogano totalmente con il disegno del verde e dei percorsi creando un unicum a servizio della città e dei suoi abitanti. Il risultato di questo approccio è un progetto dalla forte connotazione contemporanea, nato dalla fusione tra paesaggio e architettura in grado – assicurano i progettisti – di veicolare l’immagine di questa parte di territorio quale altra città possibile».
Intanto, venerdì prossimo, si terrà la prima riunione della Conferenza di servizi sul progetto di finanza promosso dalla società tarantina Red Sport (ma «generata» dalla milanese Esperia Investor) per trasformare lo «lacovone» in un impianto polivalente. Che unisca il calcio ad esercizi commerciali e a strutture aperte tutto il giorno e per tutto l’anno.














