di Francesca Raguso
Nella giornata di ieri, domenica 12 marzo, si è concluso il campionato di Superlega. La Gioiella Prisma Taranto, nonostante la sconfitta a Milano per 3-0, trova la permanenza nella massima categoria grazie alla contemporanea sconfitta di Siena in casa di Monza con lo stesso risultato, 3-0. Al termine dell’ultima gara, è stato ascoltato il capitano Marco Falaschi.
Al termine della partita, c’è un verdetto che comunque salva la Gioiella Prisma Taranto, grazie anche all’altro campo in cui si disputava la partita tra Monza e Siena. Questa sera quali sono le tue prime emozioni?
“Le prime emozioni… Non so se sono presentabile o meno. C’è stato veramente un pianto quasi di liberazione perché è stato un anno difficile sotto tanti punti di vista. Ultimamente eravamo in pochi elementi anche ad allenarci, abbiamo comunque dato quello che avevamo in questi giorni e per me è il giusto premio per tutto quello fatto in un’intera stagione. Abbiamo sempre espresso, a mio avviso, un gioco di alto livello. Ammetto che forse all’inizio ci sono state un po’ di partite in cui facevamo fatica a trovare l’amalgama ma era normale, abbiamo cambiato tanto durante l’estate e abbiamo ricostruito nuovamente, però siamo ancora qua, quindi vuol dire che qualcosa di buono l’abbiamo fatto.”
La vera salvezza sta proprio in quello che hai appena detto, ovvero l’amalgama di un gruppo così diverso e anche giovane, che è passato attraverso tante battaglie, tante esperienze. Forse c’è stato qualche rammarico di qualche punto lasciato per strada, ma alla fine la chiave della salvezza è arrivata proprio da quello scontro diretto a Taranto contro Siena.
“Fatti i conti alla fine, assolutamente sì, perché credo che il 3-2 in casa con Siena con il grande pubblico di Taranto e della Puglia, che ci ha sostenuti nelle ultime partite, è stato bellissimo. Io lo avevo detto già l’anno scorso che avevamo chiuso in crescendo, soprattutto col pubblico, e siamo ripartiti da una buona base. Abbiamo fatto l’apoteosi con Perugia, facendo il sold-out, con 3000 persone nel palazzetto. Deve essere un punto di partenza sia sotto questo aspetto, ma anche per cercare di costruire qualcosa di più perché comincio ad avere una certa età e tutte queste emozioni, queste salvezze all’ultimo sono complicate. Sono emozioni forti, ve lo dico sinceramente, diverse anche dal vincere qualcosa. Noi ci abbiamo messo tutto veramente. Anche oggi c’erano i tifosi venuti da Taranto e sono stati encomiabili come sempre.”
Che messaggio vogliamo dare a questi tifosi che hanno seguito il team in tutta Italia, partendo dal Palamazzola con il sold-out?
“Niente da dire. Lo sanno perché c’è anche un rapporto con loro. Io sono sempre disponibile a parlare, anche su aspetti tecnici che provo anche a spiegargli. Devo dire che hanno compreso a pieno il momento che abbiamo passato, soprattutto poi da quando si è fatto male Tommaso, successivamente poi abbiamo avuto il problema di Eric. Io non voglio dimenticare questi due ragazzi perché hanno dato tanto e la salvezza è anche merito loro.”














