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Monterosi Tuscia-Taranto 0-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto pareggia senza reti a Viterbo contro il Monterosi Tuscia. Play-off all’orizzonte

Il Monopoli acquisisce la certezza di essere nei play off aggiungendosi al Crotone, Pescara, Picerno, Cerignola e Foggia

di Fabrizio Di Leo

La 37^ giornata, penultima della stagione regolare, ha prodotto dei risultati che hanno fatto emettere dei verdetti in zona play off e, non ancora definiti, in zona play out. Il Monopoli acquisisce la certezza di essere nei play off aggiungendosi al Crotone, Pescara, Picerno, Cerignola e Foggia. Nonostante la sconfitta di Pescara i biancoverdi adriatici, raggiungono l’agognato traguardo spaventando la formazione di Zeman, prima di soccombere e consentire, agli abruzzesi, di mantenere un vantaggio seppur minimo di un punto, rispetto a Picerno e Cerignola. Il Picerno grazie alla sconfitta del Foggia al Ceravolo contro il Catanzaro, passando sul campo di una Virtus in profonda crisi di gioco e soprattutto di risultati, rimane in scia dei bianco azzurri di Zeman, rimandando l’assalto alla terza posizione a domenica prossima, proprio nello scontro diretto con i pescaresi sul proprio campo. Il Cerignola, appaiato ai lucani e sempre in corsa per la terza piazza, passa non senza difficoltà sul Latina, proteso a conquistare punti per rafforzare la sua posizione in zona play off. La sconfitta del Foggia lasciava aperta la lotta per altre quattro posizioni, con in lizza ben sei formazioni. Le attuali privilegiate rimangono le formazioni a 46 punti, ovvero Giugliano e Latina. I partenopei dopo essere stati in svantaggio con i lucani, riuscivano a rinforzarsi ribaltando l’esito dell’incontro, con una vittoria di cuore e grinta, apprezzata dalla tifoseria giuglianese. La sconfitta dei lucani veniva sfruttata dal Taranto che, nel pari di Viterbo (in casa Monterosi), nonostante l’ennesima direzione arbitrale dubbia, riceve, negli spogliatoi, la notizia di essere al 10° posto, con tanto d’ingresso nella griglia play off, agognata dall’estate scorsa. La sconfitta casalinga del Francavilla di Calabro, terza consecutiva, lascia quattro formazioni a 45, tutte in corsa per le posizioni d’elite in classifica, ancora non definite per l’imprevedibilità in base ai risultati domenicali. La Turris (vincente sulla Viterbese, sul proprio campo) e l’Avellino (sconfitta ad Andria) creano un gap di tre punti rispetto al Messina quint’ultima e occupante la miglior posizione nella lotta per la permanenza, da conquistare nei play out. La sconfitta casalinga della Gelbison, con il Crotone, definisce la posizione dei salernitani, terz’ultimi in classifica, ovviamente badando all’Andria dietro a tre punti, mentre il turno domenicale aggrava la posizione della Viterbese che, sconfitta a Torre del Greco, in rimonta, era consapevole dell’impresa per tentare l’ultimo aggancio ai pugliesi, al fine di evitare la retrocessione diretta, sempre in attesa del verdetto, di secondo grado, per l’annullamento della penalizzazione di due punti.

CATANZARO – FOGGIA: allo Stadio Nicola Ceravolo il Catanzaro batteva il Foggia per 2 a 1. Nel primo tempo i padroni di casa cominciavano subito fortissimo riuscendo a passare in vantaggio già al 1′ grazie alla rete messa a segno da Iemmello, approfittando di un errore commesso da Rizzo. I giallorossi raddoppiavano al 16′ con la doppietta personale completata da Iemmello, ma gli ospiti accorciavano le distanze al 28′ tramite il gol siglato da Bjarkason. Nel secondo tempo i calabresi impensierivano gli avversari quando Curcio sollecitava il portiere Thiam al 53′. Nell’ultima parte dell’incontro Thiam negava ancora il tris a Gatti all’88’. I tre punti guadagnati consentivano al Catanzaro di portarsi a quota 96 in classifica, mentre il Foggia restava fermo a 58 punti.

GELBISON – CROTONE: penultima delicatissima sfida per la Gelbison che aveva ancora una chance di evitare i playout. Opposta alla squadra dello squalificato Nanu Galderisi, il Crotone di Zauli, certo da tempo del secondo posto in classifica. Nei cilentani out per infortunio Graziani. Davanti a D’Agostino, Gilli, Cargnelutti e Granata. Uliano e Papa al centro con Loreto e Nunziante sugli esterni. Tra i titolari anche Correnti. Davanti Tumminello e De Sena. Fornito rientrava, ma si accomodava in panchina. Nel Crotone solito 4-2-3-1. Assente Gomez per infortunio, Tribuzzi, D’Errico e Chiricoò dietro Kargbo che partiva quindi titolare in luogo di Cernigoi. Iniziava la gara e al 4′ ci provava subito la Gelbison, ma tiraccio da parte di Tumminello, palla abbondantemente fuori. Reagiva il Crotone al 7′: bell’ iniziativa di D’Errico, palla alta dal limite. 8′: destro alto di Nunziante. Il Crotone alzava il giro del motore al 13′: erroraccio di Uliano dal limite, ma Chiricò sciupava. Al 16′ vantaggio calabrese: cross perfetto di Tribuzzi per Kargbo che a due passi da D’ Agostino non si faceva pregare. Reazione Gelbison al 27′: bella palla di Loreto dalla sinistra, ma non si faceva trovare pronto De Sena al tap-in di testa. Vallesi ancora vivi al 30′: Nunziante sradicava una palla vagante dal limite e scagliava dal limite un rasoterra, Dini raccoglieva in due tempi. 32′: letale ripartenza della squadra di Zauli, un due contro uno con la Gelbison sbilanciata: Chiricò saltava Gilli e depositava sul primo palo. D’ Agostino poteva solo osservare la traiettoria. Giallo al 35′: sugli sviluppi di un corner segnava Loreto, ma l’arbitro annullava.Al 40′: rasoiata di Vitale dal limite, bloccava D’Agostino. La Gelbison sfiorava la rete al 43′: punizione dal limite di De Sena, tiro alto di Papa su respinta di Dini. Sul punteggio di 2-0 per il Crotone terminavano i primi 45′. Nella ripresa, al 1′ Uliano dal limite, palla alta. 7′: punizione di Gigliotti sull’ altro versante, fuori di poco. 15′: De Sena, a tu per tu con Dini, sciupava clamorosamente. 17′: tiro cross di Nunziante sul fondo. 32′: si rivedeva il Crotone con Carraro, bloccava in due tempi D’Agostino. Nel finale entrava anche Kyeremateng e creava scompiglio nella retroguardia calabrese: prima provando a metterla sotto l’incrocio, parava alla grande Dini. E poi procurandosi un rigore che Caccavallo, anche lui subentrato, clamorosamente sciupava. La Gelbison rimaneva a 36 punti ed i playout erano una certezza.

PESCARA – MONOPOLI: il primo tempo era da incubo, poi nella ripresa usciva l’arcobaleno. Finiva 2-1 per il Pescara ma il gol realizzato nel finale dal Picerno rimandava a domenica prossima il discorso terzo posto. Il Monopoli inizia va molto meglio, De Santis sbloccava il risultato e il Pescara faceva fatica a creare gioco. Solo uno spunto di Merola (traversa) nei primi 45′. Cambiava tutto nella ripresa: dentro Aloi per Mora ed era tutt’altro Pescara. Lescano deliziava tutti (17 gol) con una sforbiciata che valeva il pari e Brosco di testa completava il sorpasso al Monopoli. Nel finale traversa di Lescano. Per il terzo posto diventava fondamentale lo scontro diretto dell’ultima giornata a Picerno.

VIRTUS FRANCAVILLA – AZ PICERNO: gli imperiali erano obbligati alla vittoria nell’ultima partita della stagione regolare alla Nuovarredo Arena contro un Picerno arrivato in Puglia alla ricerca di punti in chiave terzo posto. Sotto un costante diluvio, però, a spuntarla erano i lucani al 90′ con un colpo di testa di Garcia. Al 14’ il primo squillo dei biancazzurri: lancio lungo dalle retrovie, Patierno riusciva a tenere in campo il pallone, lo scaricava all’indietro per l’accorrente Maiorino, che non riusciva a concludere; poi, però, arrivava Cisco, il cui tentativo sfiorava il palo alla destra di Albertazzi. Sul capovolgimento di fronte, poi, erano gli ospiti a sfiorare il vantaggio: D’Angelo tentava il colpo sotto per sorprendere Romagnoli, ma era Caporale sulla linea a evitare la clamorosa beffa. Al 24’ ancora Picerno pericoloso: giocata in verticale di Albadoro per Santarcangelo, che a pochi passi dalla porta veniva murato in maniera determinante da Pierno. Al 28’ la più limpida delle occasioni da rete: Maiorino prendeva la mira dalla lunga distanza, ma il suo missile terra-aria, deviato, si stampava sulla traversa della porta difesa da Albertazzi. Allo scadere della prima frazione di gioco tornava a rendersi pericoloso il Picerno con Golfo, il cui tiro dopo un cross di Guerra veniva bloccato senza problemi da Romagnoli. Dopo un minuto di recupero, le squadre rientravano nello spogliatoio. Il secondo tempo si apriva con un cambio tra le fila della Virtus: fuori Carella e dentro De Marino. Al 48’ Cisco accelerava sulla destra, convergeva verso il centro dell’area, dribblava un avversario e concludeva sul primo palo, trovando l’attento Albertazzi. Un minuto dopo era clamorosa la palla-gol costruita dagli ospiti: cross di Guerra dalla sinistra per Golfo che, tutto solo era libero di colpire, mandando di testa a lato. Al 63’ il Picerno pareggiava il conto dei legni: era D’Angelo, dalla sinistra, a calciare forte e in diagonale, ma con poca fortuna dalle parti di Romagnoli. Nell’ultimo quarto di gara spazio a Karlsson e Tchetchoua tra i biancazzurri, Longo rispondeva con Ceccarelli ed Emmausso. E proprio Ceccarelli, all’80’, ci provava con un rasoterra dalla distanza ma il pallone terminava debolmente sul fondo. A tre minuti dalla fine doppia ghiotta occasione ancora per gli ospiti: Romagnoli deviava il cross verso il cuore dell’area e poi si ripeteva sulla botta a colpo sicuro di Emmausso, salvando la Virtus. Ma al 90′ arrivava la beffa per il Francavilla: ennesimo cross dalla sinistra e Garcia, libero di colpire in area di testa, portava avanti i lucani con un autentico colpo di biliardo. Gol che valeva la conferma al quarto posto in classifica della formazione di Longo, per la Virtus servirà un’impresa a Viterbo per sperare nei playoff.

AUDACE CERIGNOLA – LATINA: il Cerignola di mister Pazienza faceva il proprio dovere al “Monterisi” contro il Latina e regalava ai propri tifosi la soddisfazione di altri tre punti conquistati nell’ultima esibizione casalinga della regular season. Langella portava avanti i cerignolani al 42′. Nella ripresa ci pensava Fabrizi a pareggiare i conti per i pontini al 70′. Di Achik all’87’ il gol vittoria per i “cicognini”. Un successo che, purtroppo, non si incastrava con i risultati provenienti dagli altri campi. Il Foggia, come prevedibile, cadeva di misura a Catanzaro, il Picerno espugnava al 90′ il terreno della Virtus Francavilla e, soprattutto, il Pescara batteva il Monopoli in rimonta all’Adriatico per 2-1. In virtù di ciò, gli abruzzesi blindavano di fatto il terzo posto a quota 62 punti mentre l’Az e i gialloblu erano appaiati a quota 59. Domenica ci sarà Picerno-Pescara e lo scenario, comunque andrà, non prevederà l’opzione terzo gradino del podio per il Cerignola che sarà sfavorito negli scontri diretti contro pescaresi e rossoblu. L’Audace, tuttavia, dovrà onorare al meglio l’ultimo impegno a Castellammare di Stabia per poi proiettarsi alla disputa dei play-off.
GIUGLIANO – POTENZA: i tigrotti raggiungevano l’aritmetica salvezza (sarebbe bastato un punto), battendo i lucani al Partenio-Lombardi di Avellino con reti di Zullo, Gladestony e Rondinella. Primi minuti da incubo per i gialloblu, sotto di due gol (reti di Volpe e Murano) dopo soli diciassette minuti di gioco. La reazione dei padroni di casa era veemente. Il Giugliano accorciava le distanze con il difensore Zullo al 25′, poi pareggiava dieci minuti dopo con un bel gol del solito Galdestony. Ripresa ricca di colpi di scena. Al 15′ era Rondinella a siglare il gol che consentiva al Giugliano – reduce da due sconfitte di seguito e negli ultimi mesi sempre in difficoltà tra le mura amiche del Partenio-Lombardi – di conquistare gli agognati tre punti.

MONTEROSI TUSCIA – TARANTO: entrambe le due formazioni avevano bisogno di aggiudicarsi la vittoria. Il Monterosi, lo si era capito, giocava con l’ansia da prestazione, infatti guardando le ultime gare della formazione allenata da Menichini con due vittorie e altrettanti pareggi era riuscito a scalare diverse posizioni in classifica sentendo odore di salvezza. Ma la partita alla fine ha permesso di mettere nel cassetto un solo punto a Monterosi Tuscia, meglio di niente. Il Taranto, supportato da oltre un centinaio di tifosi, rientrava, come 10°, nei play off, grazie a risultati provenienti dagli altri campi, al termine di un match che lo vedeva costretto a giocare, nel secondo tempo, in inferiorità nuemtìrica (espulsione per doppio giallo a Boccadamo), per una direzione arbitrale che lasciava scontente entrambe le formazioni. Velleterie, nel recuepro, le prosteste dei locali per un goal in fuoriguioco e valutatodai locali regolare. Il pareggio, al fischio finale, era un risultato che lasciava l’amaro in bocca al Monterosi, costretto, matematicamente, alla disputa dei play out, mentre per Capuano e ragazzi, il match casalingo con il Messina certificherà la posizione finale dei rossoblù, in classifica.

ACR MESSINA – JUVE STABIA: la Juve Stabia voleva giocarsi le proprie chances playoff. Le vespe affrontavano al “Franco Scoglio” il Messina in piena lotta salvezza. Un match ad elevatissimo coefficiente di difficoltà per le vespe che dovevvano fare a meno degli squalificati Altobelli, Pandolfi e Scaccabarozzi oltre che degli indisponibili Bentivegna, Guarracino, Moreschini, Peluso, Russo e Volpe. Mister Novellino, con il suo solito 4-3-3 confermava Barosi tra i pali. Cinaglia e Caldore difendevano la porta, mentre Dell’Orfanello e Maggioni coprivano la trequarti. A centrocampo Ricci andava a supporto di Berardocco centrale e Gerbo sulla destra. Il tridente d’attacco vedeva Rosa partire tra i titoli come esterno offensivo, Zigoni confermato punta centrale e a sorpresa Mignanelli correva sulla corsia opposta. Partiva bene il Messina: Perez impensieriva Barosi con un destro dalla distanza, il pallone si stampava sull’esterno della rete. Ancora Messina in avanti: al 10’ I. Balde calciava con il sinistro, Barosi questa volta era costretto a respingere. Al 18’ Fiorani ci provava dai venti metri, l’estremo difensore gialloblù allontanava con i pugni. Le vespe facevano fatica a guadagnare terreno. Al 21’ Rosa provava a impensierire Lewandowski dalla distanza, il portiere respingeva. Al 27’ cross di Mignanelli dalla sinistra, Zigoni colpiva di testa, Lewandowski allontanava il pericolo. I gialloblù cominciavano ad alzare il baricentro dopo venti minuti avari di emozioni. Al 31’ Perez, servito da Berto, calciava con il destro, ma colpiva l’esterno della rete. Il direttore di gara concedeva tre minuti di recupero. L’arbitro diceva che poteva bastare e mandava le squadre negli spogliatoi per l’intervallo. Nella ripresa i padroni di casa passavano in vantaggio: Ferrini si inseriva in area e sul primo palo insaccava alle spalle di Barosi. Primo gol stagionale con la maglia dei peloritani. Occasione Messina al 13’: scambio tra Perez e il neo entrato Zuppel, quest’ultimo calciava dalla distanza, il pallone terminava di poco al lato. Al 23’ ancora Zuppel: l’attaccante veniva servito in area e tentava un diagonale, respinto da Barosi. Tre minuti dopo rispondeva la Juve Stabia: Dell’Orfanello faceva partire il traversone, Zigone impattava di testa, ma spediva il pallone troppo alto. Le vespe volevano crederci e sfruttare il calo dei padroni di casa. Al 36’ Vimercati metteva in mezzo, scambio tra Zigoni e Ricci, quest’ultimo provava a impensierire Lewandowski, che però respingeva con i pugni. Insisteva la Juve Stabia: al 43’ Silipo faceva partire un sinistro ad fuori, l’estremo difensore dei peloritani si tuffava per evitare il pericolo. Il direttore di gara concedeva otto minuti di recupero. Ultima occasione nel finale: Perez subentrava in area, tentava il sinistro, Barosi allontanava il pericolo. Prima dello scadere, Berardocco veniva espulso. Finale rovente al ‘San Filippo’. Ai peloritani bastava la rete di Ferrini nella ripresa per agguantare i tre punti. Si complicava il cammino play-off per la squadra di Novellino: la sola speranza per l’accesso al torneo rimaneva quella di vincere in casa con il Cerignola all’ultima di campionato e sperare in un passo falso delle contendenti.

FIDELIS ANDRIA – AVELLINO: l’Avellino perdeva in casa dell’ultima in classifica, la Fidelis Andria. Un gol nella ripresa consentiva ai pugliesi di conquistare il bottino pieno. Nel primo tempo era la Fidelis Andria a dominare il gioco, a parte un paio di iniziative dei biancoverdi che sfumavano subito. Nella seconda frazione, l’Avellino partiva bene e per dieci minuti riusciva a bloccare gli avversari e ad avvicinarsi alla porta, poi i pugliesi salivano in cattedra. E andavano vicini al gol al minuto 24 con Ekuban che sfiorava di testa su assist di Marino. Al trentesimo la Fidelis Andria segnava con Dalmazzi. Finiva così una gara senza gloria per i lupi che potevan dire addio ai play off. Servirà almeno un punto per evitare il purgatorio degli spareggi retrocessione.

TURRIS – VITERBESE: ancora non c’è la certezza matematica, ma la sconfitta per 2-1 rimediata dalla Viterbese in casa della Turris suona come una sentenza. Una sentenza di retrocessione con i gialloblù che ora sono ultimi a tre punti dalla Fidelis Andria e a meno dieci dal quint’ultimo posto occupato dal Messina. Per salvarsi, la Viterbese dovrà trovare nell’ultima giornata contro il Francavilla una serie di combinazioni molto complicate e forse, l’unica speranza, è legata al difficile ricorso per riavere indietro i due punti tolti a causa del mancato versamento irpef di dicembre. La partita del Liguori si metteva subito in discesa: dopo tre minuti il gol di Marotta portava in vantaggio i gialloblù, suicidatisi a fine primo tempo con il rigore generoso realizzato da Marotta. Oltre al tiro dal dischetto arrivava anche l’espulsione per il lituano Megelaitis che lasciava in dieci i suoi per tutto il secondo tempo. Secondo tempo condizionato dalla rete di Frascatore che regalava la salvezza alla Turris e condannava al probabile ritorno in serie D dopo sette anni della Viterbese.

Tags: Serie C
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