PORTIERE: per la prima volta durante questo inizio di stagione, Pellegrino viene seriamente impegnato dagli attaccanti avversari. Si rende protagonista assoluto grazie ad un rigore parato nella prima frazione di gioco e ad un paio di miracoli realizzati nella ripresa. Domenica, il portiere nato a Cosenza, si è rivelato davvero fondamentale e, come nella stagione precedente, ha dato la dimostrazione di quanto sia indispensabile la sua presenza tra i pali.
DIFESA: mister Panarelli sperimenta un 4-4-2 iniziale schierando sulla fascia difensiva Pelliccia (’00), Bova, Lanzolla e Ferrara (’99). Discreta la prova nel primo citato, che non commette errori e cerca di contentere gli attacchi offensivi della squadra dauna, anche quando viene avanzato dal mister sulla fascia dei centrocampisti. Cosa che invece non riesce bene al compagno di reparto Ferrara, ancora impacciato e in seria difficoltà, soprattutto quando il Cerignola schiera nella ripresa il forte attaccante Marotta. Lanzolla effettua ancora una volta una grande prestazione, così come Bova, che però concede, forse ingenuamente, un rigore ai padroni di casa che sarà poi neutralizzato da Pellegrino.
CENTROCAMPO: anche qui tante novità. Inizialmente si parte, come per la difesa, in 4, ma con il passaggio al 3-5-2, Panarelli inventa una mossa che per poco non si è rivelata vincente. Il mister schiera Di Senso, Massimo, Marsili e Carullo (’99). Bella prestazione per quest’ultimo, che dimostra la sua qualità in entrambe le fasi, nonostante la sua giovane età. Marsili come sempre è onnipresente. In ogni zona del campo c’è sempre lui, pronto a recuperare la palla o ad impostare l’azione. Questo lavoro però, sembra non essere tra le migliori qualità del compagno di di reparto Massimo, che prende il posto di Manzo, ma non riesce in alcun modo a dare un impatto positivo sulla sua gara. Infine, troviamo il migliore in campo di Cerignola-Taranto, Sebastian Di Senso, che oltre al goal arrivato su calcio di punizione, sfodera dal cilindro una prestazione da grande esperto della categoria. Parte nel suo ruolo naturale, quello di esterno destro, per poi spostarsi a gara in corso, nel ruolo di mezz’ala di centrocampo, posizione in cui, stranamente, si adatta alla perfezione. Viene riportato sulla fascia con l’ingresso in campo di Bonavolontà, il quale crediamo possa fare davvero bene, per poi essere sostituito da un pimpante, ma fumoso, Oggiano.
ATTACCO: la coppia Favetta-Diakitè, già proposta da mister Cazzarò nella scorsa stagione, non incide in maniera positiva sulla partita. Entrambi non trovano spazi, a volte pestandosi i piedi a vicenda. Diakitè si muove tanto, ma non riesce a rendersi mai pericoloso, così come Favetta, che cerca di fare una gara più fisica, ma penetrare la diga formata dai due centrali difensivi del Cerignola non è affatto semplice.
ALLENATORE: Panarelli stupisce tutti con un cambio di modulo dell’ultimo minuto, ma soprattutto con la scelta di lasciare in panchina l’esperienza di Manzo e l’estrosa fantasia di Stefano D’Agostino. Le scelte del mister si rivelano vincenti durante il primo tempo e in buona parte del secondo. Il Taranto comunque, fa una gara di sacrificio, ma viene messo a dura prova sulle forze fisiche e mentali. Nel complesso, ci viene da vedere il cosiddetto “bicchiere” mezzo pieno, perchè il Cerignola è una delle candidate alla vittoria finale e la compattezza dimostrata dal Taranto per quasi tutta la durata della gara, può far ben sperare per i prossimi scontri diretti, in particolare quelli che si giocheranno in trasferta.
Simone Pulpito













