RASSEGNA STAMPA DEL 15 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Pamiotti
«Quando il commissario ha terminato la sua passerella politica, lo attendiamo con entusiasmo a Palazzo di Città per metterci al lavoro insieme seriamente. Il sindaco Rinaldo Melucci lancia una frecciata a Massimo Ferrarese, commissario di Governo per gli interventi del Giochi del Mediterraneo di giugno 2026, rilancia e riconferma il progetto del nuovo stadio al posto dell’attuale lacovone («Ferrarese non vuole? Si prenda allora la responsabilità») e sostiene di non aver ricevuto nessuna ulteriore richiesta di documenti dal commissario. «Il Comune di Taranto precisa di non aver ricevuto al proprio protocollo ufficiale alcuna nuova richie sta», sostiene Melucci.
Quotidiano ieri ha scritto che nella serata di venerdì scorso, 11 agosto, gli uffici del commissario hanno spedito a Palazzo di Città una pec chiedendo chiarimenti sullo stato di Dip (Documento di indirizzo alla progettazione) e Pfte (Piano di fattibilità tecni-co-economica) per riformulare il master plan delle opere. I Píte riguardano le palestre Paolo VI e Ricciardi, il centro nautico torpediniere (stato delle autorizzazioni e conferenza dei servizi) e la piscina di Torre D’Ayala (integrazione di documenti e conferenza dei servizi). I Dip, invece, con riferimento all’assegnazione della progettazione, sono relativi a giardini Peripato, PalaMazzola, campo comunale Talsano e campo scuola Salinella. Sono stati poi chiesti i Dip del centro sportivo Magna Grecia e dello stadio lacovone.
E ieri la struttura commissariale, pur non commentando le dichiarazioni del sindaco, ha confermato a Quotidiano l’avvenuto invio al protocollo del Comune via pec nella serata dell’11agosto, alle 19.21, della richiesta di chiarimenti e documenti sui progetti relativi a Taranto. «Avremmo tutti bisogno di metterci in fretta al lavoro, secondo la ampia e leale disponibilità che nuovamente abbiamo fornito al Governo nell’ultimo tavolo istituzionale a Roma – dichiara Melucci -. Invece continuiamo solo a vedere conferenze stampa e prese di posizione poco garbate, che nulla hanno a che vedere con l’esistente masterplan dell’evento internazionale. Il Comune ha a più riprese reiterato il proprio invito ad un confronto tecnico e formale con la struttura commissariale, attendiamo fiduciosi».
Tema stadio. Il commissario dice che il nuovo stadio in project financing non c’è nel masterplan dove invece si parla di ristrutturazione dello lacovone. Quest’ultima, per il commissario, è la strada da percorrere poiché non c’è più tempo, a poco più di due anni dall’evento sportivo, per demolire lo lacovone e usare la stessa area per edificare il nuovo stadio. Melucci non la pensa così: «Debbo ancora una volta sottolineare che esso occorre alla rigenerazione dell’intero quartiere Salinella e ad una piazza importante come quella di Taranto. Se il commissario è di diverso avviso deve lui prendersi la responsabilità con la comunità ionica. I tecnici dicono chiaramente che noi siamo nel giusto e il tempo sarebbe ancora sufficiente».
E Vincenzo DI Gregorio, consigliere regionale Pd, polemizza col deputato forzista di Brindisi, Mauro D’Attis, che ha proposto la piscina a Brindisi. «Lo stadio del nuoto di Taranto è uno dei progetti bandiera su cui ha lavorato il comitato organizzatore, ora all’attenzione del commissario Ferrarese – dice Di Gregorio -. A questo intervento sono già destinati 24 milioni di euro contemplati nei 150 deliberati dal Parlamento a marzo del 2022. Il Comune di Taranto ha inviato alla struttura del commissario il Pfte (Piano di fattibilità tecnico economica) dello stadio del nuoto. Avanzare ipotesi alternative alimenta la confusione e non rende un buon servizio alle comunità di appartenenza. I Giochi del Mediterraneo sono sicuramente una grande occasione per potenziare le infrastrutture sportive sui territori, ma non possono diventare una specie di pozzo dei desideri». «Se l’onorevole D’Attis avesse realmente a cuore le sorti della sua Brindisi e nella fattispecie dell’ex piscina olimpionica, se ne sarebbe potuto occupare negli anni scorsi visto che la struttura è abbandonata da 40 anni», conclude Di Gregorio.
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