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Taranto-Crotone 2-1, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto vince in casa contro il Crotone. Ora trasferta a Catania

La conferma più importante è senz'altro l'ennesimo successo, casalingo in questa occasione, della Juve Stabia che sia pure con il minimo garantito ha superato il Catania, ancora una volta deludente

di Fabrizio Di Leo

La 8^ giornata di campionato ha dato ulteriori conferme, determinate nuove sorprese, stabiliti nuovi approcci negativi per l’esito della stagione sportiva. La conferma più importante è senz’altro l’ennesimo successo, casalingo in questa occasione, della Juve Stabia che sia pure con il minimo garantito ha superato il Catania, ancora una volta deludente, come il cammino fin qui percorso, tanto da mettere sempre più in dubbio la permanenza di Tabbiani sulla panchina etnea. Intanto, un altro convitato eccellente al tavolo delle big, attuali, è il Latina che, al Francioni, al cospetto del proprio pubblico, sciorinava una prestazione dai due volti. Primo tempo extra con tre goal realizzati in mezz’ora, tanto da mettere in ghiaccio il risultato ed il successo, poi, con un classico colpo di coda, il bomber monopolitano, Starita, con un rigore e Basile, nel recupero, accorciavano lo svantaggio, ma non basta per ritornare, in Puglia con un punto che avrebbe avuto del miracoloso. Nello Zaccheria di Foggia, palcoscenico di uno dei derby di Puglia, i rossoneri di Cudini affrontavano il Brindisi di Danucci, in un match importante per le due squadre e sentito dai padroni di casa, incrocio avvenuto dopo tanti anni. Match giocato in modo sciolto dai padroni di casa che impiegavano una frazione, la prima mezz’ora di gioco, uno due che aveva l’effetto mortale, più sotto l’aspetto mentale che fisico, dando la possibilità ai dauni di balzare nel primo gruppetto degli inseguitori, a soli tre punti dalla capolista Juve Stabia. Il Brindisi, invece dopo il pareggio interno con la Juve Stabia, per larghi tratti era una vittoria, ora terz’ultimo e chiamato, nei prossimi turni ad uscire dalla 18° posizione di classifica, con un distacco, non proprio rassicurante, sia dal penultimo che dal fanalino di coda del campionato. Il Benevento del nuovo corso, al Vigorito, incontrava soverchie difficoltà nel confrontarsi con il Picerno di Longo. Una rincorsa iniziata dopo il vantaggio su rigore, nella ripresa quando tutto sembrava incanalarsi sul pari, ospiti ancora in vantaggio ad un pugno di minuti dal fischio finale, fino a quando un contestato goal, in pieno recupero, non decretava il pareggio, quasi superfluo, che serviva a mettere fieno in cascina, in attesa di occasioni migliori. L’Avellino, pirata in trasferta a Caserta, con un goal per tempo, espugnava il Pinto e riprendeva la risalita in classifica, con una prova di determinazione, accompagnata dalle doti tecniche di cui la rosa irpina non ne difetta. La Turris, in crisi fino a domenica scorsa, nel Monday Night sciorinava una magistrale prestazione a Potenza, dando vita ad una gara in cui i campani erano in vantaggio e i padroni di casa sempre intenti ad inseguire. L’ultimo svantaggio però, rimediato, avveniva prima del recupero, quando una giocata ferale, dava ai corallini il successo e metteva in crisi i rossoblù lucani, scontentando il pubblico del Viviani per una sconfitta bruciante. Il Taranto, nello Iacovone deserto per la gara a porte chiuse disputata, affrontava il Crotone che provava a spaventare i rossoblù di Capuano, in formazione d’emergenza, tanto da rendersi pericoloso colpendo anche un incrocio dei pali poi, prima Kanoute, quindi l’acciaccato Cianci, colpiva e, al termine del primo tempo, il doppio vantaggio era un buon risultato, ma non rassicurante visto la seconda frazione da disputare. Nella ripresa, gli ionici cercavano di fare gioco e tenere gli avversari lontano dalla propria area, ma i pitagorici cercavano di avanzare il baricentro e stringendo i denti, i padroni di casa, resistevano fino a pochi minuti, quando su palla inattiva, Tumminiello, dimezzava lo svantaggio, ma non sufficiente a raccogliere un risultato positivo. L’abbraccio dei tifosi, fuori dal tempio calcistico, in un afflato con la squadra, documentato dal web, era l’emblema dello spirito d’appartenenza e la compattezza tra ambiente e squadra, al di là di eventi esterni che avevano attirato l’attenzione nella settimana preparatoria al confronto ionico calabrese. Nei match, interessanti club posizionati subito a ridosso della zona play off con altri in area play out, o impegnati ad evitare la retrocessione diretta, quello tra Virtus Francavilla – Sorrento, ha visto la debacle dei brindisini ed una prestazione “monstre” della formazione costiera allenata da Maiuri, al secondo successo consecutivo, con un balzo in classifica, appena fuori dalla zona play out, mentre, per la formazione degli imperiali, battuta d’arresto su cui riflettere, in vista di gare, le prossime, più complesse ed impegnative che dovranno cercare di far arrivare punti utili a non scivolare, repentinamente, nelle paludi della lotta alla permanenza. A Teramo, invece, il Monterosi Tuscia, incrociando l’Audace Cerignola, è crollato pesantemente, andando incontro all’aggravamento della posizione, già desolatamente solitaria in fondo alla classifica, ma che non lascia adito a speranze di inversioni di tendenza, dopo questa seconda sconfitta interna casalinga che conferma la striscia negativa (arrivata al quinto stop di fila) che non da speranze, al momento, di evitare la retrocessione diretta in serie D.

JUVE STABIA – CATANIA: il Catania perdeva ancora ed entrava ufficialmente in crisi con soli 8 punti conquistati in 7 partite (21 punti disponibili). La squadra di Luca Tabbiani cedeva l’intera posta alla capolista del Girone C di Serie C, le vespe vincevano grazie alla rete segnata al 30′ del primo tempo da Meli, a completamento di una bella azione corale condotta con il supporto di Piscopo e Candellone, ottima la finalizzazione del calciatore appena subentrato all’infortunato Bentivegna, che freddava Bethers da buona posizione (da rivedere un possibile fuorigioco in avvio di azione). Rossazzurri inguardabili in fase sia difensiva che offensiva, ancora una volta troppo prevedibili, lenti e impacciati. Gli attaccanti deludevano le aspettative, in difesa dormita generale in occasione del goal con i calciatori avversari lasciati liberi di fare quello che volevano in area di rigore. Gli etnei costruivano poche vere occasioni da rete, da segnalare in particolare la chance capitata tra i piedi a Chiricò, anche lui irriconoscibile, nella ripresa con un tiro dal limite ben angolato e parato dall’ottimo Thiam. La guida tecnica del Catania provava nel secondo tempo anche una nuova alternativa tattica, il 4-3-1-2 con Sarao in campo e Chiricò fantasista dietro le punte. La verità, però, era che gli avversari avevano ormai letto il “gioco” rossazzurro, annullandone completamente le fonti. Parlare di gioco era però eccessivo, prova davvero deludente della compagine siciliana. Momento di necessaria riflessione in casa etnea, una crisi di risultati che doveva essere attenzionata dalla società chiamata a ragionare sulle scelte fatte in estate.

LATINA – MONOPOLI: il Monopoli non riusciva ad uscire dal momento no. Allo stadio Francioni i biancoverdi erano battuti per 3-2 dal Latina, incassando così la quarta sconfitta della stagione: un risultato pesante, con la classifica che restava deficitaria (solo quattro i pareggi messi a referto finora). E non erano esclusi in provvedimenti da parte della società: a tal proposito oggetto di valutazioni era la posizione dell’allenatore Francesco Tomei, che rischiava l’esonero. Il Latina praticamente chiudeva la partita nella seconda parte del primo tempo: a sbloccare il match era Mastroianni al 22′, poi Del Sole al 28′ coglieva il raddoppio; Cittadino, al 34′, si faceva trovare pronto per il tris dei padroni di casa. Nel finale gli uomini guidati da Francesco Tomei accorciavano le distanze grazie ad uno scatenato Starita, autore di una doppietta con reti all’84’ (su rigore) e al 92′. Il Monopoli, come già accennato, rimaneva fermo a quota 4 punti in classifica.

FOGGIA – BRINDISI: al duplice fischio che autorizzava la pausa tra le due frazioni, erano probabilmente due i sentimenti che animavano chi aveva osservato la partita del Foggia: alla soddisfazione per la prestazione di alto livello e di intensità quasi anglosassone, si associava il dubbio sulla capacità della squadra stessa di reggere certi ritmi a lungo. Nel dubbio, la squadra di Cudini era brava a chiudere il primo atto con un doppio vantaggio tanto meritato quanto (quasi) riduttivo rispetto alla bontà della prestazione. Perché in barba a un caldo inconcepibile per un pomeriggio di metà ottobre, i satanelli sin dai primi secondi imponevano ritmi frenetici al Brindisi. L’azione di Peralta, archiviata con una conclusione terminata in curva, dopo poco più di venti secondi, era come un lauto antipasto che preannunciava un pranzo ancora più abbondante. Il 3-4-1-2 di Cudini funzionava in ogni singolo componente e, per una volta, non era necessario il ricorso agli adattamenti. Dietro, Salines e Rizzo fiancheggiavano Carillo; in mezzo al campo Cudini decideva di rinunciare a un ragionatore puro come Marino a vantaggio dei muscoli di Martini e Di Noia, fondamentali sia per avviare la nuova aggressione, ma soprattutto per proteggere Schenetti, piazzato alle spalle di Peralta e Tonin. Poi c’erano gli esterni, Vezzoni a sinistra e, soprattutto, Garattoni a destra. E, senza nulla togliere a chi lo aveva sostituito da Catania in poi, con il capitano titolare era tutta un’altra musica. A destra il Foggia era a tratti devastante, ma era l’intensità e la repentinità del recupero palla a rendere speciale la performance dei satanelli. Che collezionavano azioni nitide e potenziali (con Di Noia e Vezzoni), fino al gol di Garattoni, nella classica azione da 3-5-2 (o 3-4-1-2) che vedeva un esterno servire il compagno dell’altro fronte. Il capitano era bravo ad accentrarsi, a puntare l’uomo e scaricare un destro violento che piegava le mani a Saio. Il Brindisi era quasi mai pervenuto. Certo, lo schieramento ultra offensivo scelto da Danucci, unito a una circolazione di palla piuttosto lenta, non aiutava. Di fatto, la squadra era spezzata in due tronconi, con i tre trequartisti quasi sempre in linea con la punta Ganz, e i due mediani costretti a coprire porzioni di campo piuttosto ampie. L’unico a farsi notare era Fall, che Salines e Garattoni riuscivano a contenere a volte non rispettando l’ortodossia degli interventi. Alla presunta pericolosità (resa comunque effimera) offensiva di Fall corrispondeva una certa tenerezza in fase passiva, come attestava l’azione del raddoppio rossonero. Garattoni era un treno che non conosceva fermate, andava sul fondo e crossa, Saio respingeva non a sufficienza per evitare il tap in di Schenetti. 2-0 e fortunatamente (per il Brindisi) si andava così all’intervallo. Nel secondo tempo, Mazia per Bunino e Costa per Fall erano le correzioni apportate da Danucci per provare a sovvertire l’ordalia. L’incipit sembrava far presagire una ripresa con qualche affanno in più per i padroni di casa, impressione che non trovava però il conforto della concretezza. Il Foggia lasciava sì un po’ di campo e il possesso al Brindisi, ma era una rinuncia strategica non una necessità indotta dagli avversari. Anche perché a riempire il tabellino delle occasioni degne di nota erano sempre i padroni di casa, come al 5’ quando Garattoni sparacchia in curva un assist di Rizzo al termine di una meravigliosa fuga sulla sinistra. L’unico brivido il Foggia lo avvertiva poco dopo l’ora di gioco. Bizzotto di testa trovava un gran gol su corner, ma la presenza ‘illecita’ di Valenti veniva segnalata dal primo assistente e sanzionata dal direttore di gara. Scampato il pericolo, la superficie tornava liscia e in discesa. Cudini poteva gestire al meglio le energie, inserendo Antonacci per Garattoni e il redivivo Beretta per Peralta. C’era spazio anche per Rossi, Marino e Idrissou. La traversa negava a Salines un gol capolavoro di sinistro – su precisa assistenza di Beretta – ed era l’ultimo momento emozionante di una partita che sfioriva progressivamente. Il derby andava al Foggia, che per una notte si ritrovava prima in classifica, seppur accanto alla Juve Stabia. Non accadeva dai tempi di Stroppa.

BENEVENTO – AZ PICERNO: dopo lo 0-0 di domenica scorsa a Cerignola, il Benevento tornava dinanzi ai propri tifosi per affrontare il Picerno. Il match, valevole per l’ottava giornata d’andata, metteva di fronte di squadre che occupavano attualmente la parte alta della classifica, con i giallorossi che con quattordici punti precedevano di tre lunghezze i lucani. Pur dovendo fare a meno di Benedetti e Simonetti, andati ad aggiungersi al lungodegente Meccariello e agli infortunati Pinato e Ciciretti, Andreoletti non rinunciava al 3-4-2-1, con Ciano e Tello a supporto di Ferrante. Karic e Improta, invece, agivano da esterni a centrocampo con il reparto completato da Agazzi e Talia. In difesa, davanti a Paleari, confermato il trio del “Monterisi” e formato da El Kaouakibi, Pastina al centro e Berra braccetto a sinistra. Gli ospiti si schieravano con un 4-4-2, con Diop a far coppia con Murano in attacco, con Vitali e De Cristofaro che agivano da esterni del centrocampo completato da Gallo e De Ciancio in mediana. In difesa, davanti a Merelli, il quartello Gilli, Garcia, Allegretto, Guerra. Al 9′ Talia penetrava in area dalla destra e serviva il pallone al centro dove nessun giallorosso riusciva a buttarla in fondo alla rete. Due minuti più tardi rispondevano gli ospiti e lo facevano con Murano che ricevuta palla dalla sinistra aveva tutto il tempo per aggiustarsela e concludere di poco fuori. L’attaccante ex Avellino si rifaceva al 18′: Vitali gli serviva il pallone e beffava Paleari in uscita. Difesa giallorossa completamente in bambola, con la Strega che sembrava essere con la testa completamente altrove in questo inizio di partita. Per provare a scuotere i suoi, Andreoletti passava al 4-4-2 schierandosi a specchio agli avversari e di conseguenza Ciano andava ad affiancare Ferrante in avanti. Al 36′ difesa giallorossa nuovamente in bambola e infatti sugli sviluppi di una punizione si dimenticava completamente dell’accorrente Garcia che mancava di pochissimo il tap-in di testa. Al 45′ ripartenza del Benevento con Talia che si faceva metà del campo palla al piede e all’ingresso in area serviva sulla sinistra l’accorrente Ciano che si faceva murare la conclusione in angolo. Nella ripresa la Strega si faceva vedere al 3′: punizione dalla sinistra calciata da Ciano e il tentativo di testa di Pastina all’altezza del secondo palo finiva di poco fuori. Al 5′ cross dalla sinistra di Ferrante e questa volta di testa a provarci era Karic che da ottima posizione spediva il pallone di poco oltre la traversa. Al 10′ Andreoletti gettava nella mischia Bolsius che prendeva il posto di Agazzi e l’ex Andria due minuti più tardi aveva sui piedi il pallone dell’1-1 ma calciava incredibilmente il pallone alto. La Strega aveva alzato finalmente il baricentro in questa ripresa e Andreoletti al 22′ buttava dentro Kubica e Marotta che prendeva il posto di Talia e Pastina. Al 26′ cross di Ciano dalla destra e De Ciancio la toccava con il braccio: rigore per la Strega. Dagli undici metri Marotta non sbagliava e il Benevento pareggiava. Per “El Diablo” primo gol in questo campionato con la maglia giallorossa. Al 32′ errore di Paleari in uscita che stendeva Ciko e per Centi nessun dubbio ad assegnare il secondo penalty del pomeriggio. Dal dischetto si presentava Murano che riportava in avanti gli ospiti. Al 37′ iniziava a piovere sul bagnato per la Strega, con un nervoso Marotta che fermava fallosamente Gilli e il direttore di gara gli mostrava il cartellino rosso. La situazione si incattiviva anche tra le panchine e vengono allontanati il club manager del Benevento Alessandro Cilento, il direttore tecnico Marcello Carli, il preparatore atletico Andrea Molteni e un componente della panchina lucana. Nei minuti precedenti ammonito anche il direttore tecnico giallorosso Marcello Carli. Al 39′ Picerno vicinissimo al terzo gol, con Paleari che riusciva a smanacciare la conclusione di De Cristofaro. Al 41′ altro pericolo per la Strega, con Graziani che concludeva di pochissimo sul fondo. Al 49′ quando la Strega sembrava rassegnata alla sconfitta la pareggia: cross dalla destra di Ciano e Kubica di testa beffava Merelli. Un gol che evitava al Benevento il primo ko interno e consentiva ai giallorossi di continuare a muovere la classifica salendo a quindici punti e a braccetto con il Foggia, vittorioso ieri per 2-0 sul Brindisi. Il Picerno, con la vittoria sfuggita nel recupero, restava distaccato di tre lunghezze dai giallorossi.

CASERTANA – AVELLINO: Mister Pazienza apportava alcune modifiche importanti alla sua formazione, sia in difesa che a centrocampo. Benedetti prendeva il posto di Palmiero, mentre Armellino era spostato in avanti a centrocampo. In attacco, Sgarbi e Gori erano stati confermati. Il match si sbloccava al 12′, quando Sgarbi si involava in solitaria e, davanti a Venturi, lo bucava con sicurezza portando a 4 le sue marcature in campionato. Al 18′, dopo un cross di Tito dalla fascia sinistra, Venturi non riusciva a intervenire correttamente, permettendo a Ricciardi di avvicinarsi al pallone. Tuttavia, Ricciardi non riusciva a colpire il pallone adeguatamente dalla sua posizione defilata e, nel tentativo, commetteva fallo su Anastasio. Alla mezz’ora di gioco, l’Avellino offriva un vero spettacolo quando usciva dalla propria metà campo con il controllo palla. Una ripartenza di soli tre passaggi aveva quasi messo Lores Varela in posizione favorevole per far male alla Casertana. Tuttavia, l’uruguaiano perdeva l’attimo e successivamente serviva Ricciardi quando era già in posizione di fuorigioco. Sempre Lores Varela, al 40′, a pochi metri dalla porta, sprecava una grandissima occasione sbagliando clamorosamente con il piatto sinistro. Il primo tempo del “Pinto” andava in archivio. Biancoverdi avanti per 1-0 grazie alla rete di Sgarbi. La squadra di Pazienza aveva gestito bene il gioco durante il primo tempo. Al 55′, al Casertana teneva un’azione prolungata negli ultimi 25 metri, dove Ricciardi riusciva a mantenere vivo un pallone apparentemente perduto con un dribbling abile. Aveva poi servito Gori, il cui tiro di sinistro era finito fuori, con Venturi che non riusciva a reagire. Al 60′, Carretta scatenava una rapida azione di contropiede, consegnando il pallone sulla sinistra a Tavernelli, che aveva ampio spazio e tempo per tirare in porta. Tuttavia, il suo tiro risultava debole e centrato, permettendo a Ghidotti di parare agevolmente. Al 70′, l’Avellino raddoppiava: un cross perfetto da sinistra di Tito trovava Marconi che anticipava due difensori rossoblù e segnava di testa superando Venturi. All80′, l’Avellino aveva un’opportunità d’oro per mettere la partita fuori discussione: Casarini riceveva un cross impeccabile da Tito, ma il suo colpo di testa usciva alla destra della porta avversaria. Il centrocampista dei lupi doveva fare di più in quella situazione. Casertana-Avellino 0-2: ruggito dei lupi con super Sgarbi e Marconi. I Biancoverdi conquistavano pienamente questi 3 punti grazie a una prestazione eccezionale. Con un tocco di precisione in più in attacco, il risultato poteva essere persino più netto.

POTENZA – TURRIS: la Turris subito in proiezione offensiva riusciva a trovare il primo tentativo con Franco. Risposta immediata per il Potenza prima con Volpe. Ritmo alto sin dalle prime battute, con i lucani che venivano trascinati nella bolgia dai torresi mentre il tecnico Di Giorgio incitava alla calma. Bell’approccio dunque per gli ospiti alla ricerca della vittoria. Al 14’ però era il Potenza a sfiorare il vantaggio con un bel inserimento di Volpi verso Caturano che mandava all’esterno della rete. Al cambio fronte ci provava Maniero ma era fuori lo specchio seppur di poco. Poco dopo Potenza che sprecava clamorosamente con Caturano che rubava palla a Volpe meglio piazzato. Al 18’ arrivava il vantaggio corallino con Giannone. Bellissima azione nata proprio dai piedi del campidano, pallone per D’Auria che filtrava per Contessa dalla sinistra. Tocco al centro per Giannone che non sbagliava. Al 27’ decisivo Fasolino a dire di no a Gagliano da praticamente zero metri. Potenza che si affacciava con convinzione nei pressi dell’area corallina. Turris costretta a difendere non riusciva a farsi vedere davanti. Ma appena lo faceva costringeva i lucani a ritirarsi indietro creando densità. Manovra complicata per la Turris e i giocatori in maglia bianca decidevano di prendere la via lunga. Giro palla per tutta la trequarti in cerca dello spiraglio giusto. Proprio su una di queste arrivava il raddoppio della Turris. Giannone per D’Auria in ricezione sulla sinistra. Gol in diagonale sul primo palo al 36’. Cercava la reazione la squadra rossoblù ma le sue azioni non impensierivano il portiere torrese. Di risposta la Turris si rituffava in avanti ma non trovava l’affondo. Nella ripresa Potenza subito offensivo e sfiorava il gol con Hadziosmanovic finito in fuorigioco. La Turris provava a rispondere ma arrivava il gol del neo entrato Di Grazia che filtrava tra due difensori e piazzava il tiro. C’era subito la reazione corallina ma i padroni di casa sembravano aver preso in mano il match e schiacciavano gli avversari nella trequarti. La Turris però non ci stava e tornava a pressare e a tentare di togliere le certezze ai rossoblù. Di tutta risposta, il Potenza sfiorava il pareggio al 59’ con Gagliano il cui tiro si stampava sulla traversa. Botta e risposta tra le due formazioni, ma la Turris sembrava aver perso le briglie della gara. Corallini che apparivano slacciati rispetto al primo tempo ma riuscivano comunque a creare qualche patema al Potenza. Le azioni delle due squadre si caratterizzavano da imprecisione quando mancavano circa venti minuti di gioco. Restava comunque più pericoloso il Potenza costantemente in area avversaria. Negli ultimi minuti pallone che cambiava spesso proprietario e squadre che non riuscivano ad affondare inserendosi nelle rispettive aree avversarie. De Giorgio provava con gli ultimi ingressi a rinfrancare le forza. La Turris restava in dieci uomini nei quattro minuti di recupero restanti. Dalla punizione che ne nasceva Di Grazia trovava il gol del pareggio ma al cambio gioco ecco che arrivava un’altra punizione questa volta per la Turris e Maestrelli riportava i suoi in vantaggio con un colpo di testa degno dello zio Marco Materazzi. Sprint rossoblù negli ultimi istanti ma il risultato restava inchiodato sul 2-3.

MONTEROSI TUSCIA – AUDACE CERIGNOLA: il Cerignola vinceva e continuava a convincere, rifilando un secco 3-0 al Monterosi nell’anticipo dell’ottava giornata andato in scena al “Bonolis” di Teramo. La squadra di Tisci tornava al gol dopo tre gare e ritrovava il successo dopo quattro pareggi di fila. I gialloblù salivano in cattedra dopo meno di sessanta secondi, D’Ausilio giungeva al cross e Tascone fulminava col destro Mastrantonio per l’immediato 0-1. Gran coordinazione del centrocampista. Era un monologo, e così andava per quasi tutta la prima frazione. 8’, Russo mandava in porta Leonetti, il portiere laziale usciva con i tempi giusti e sulla respinta Russo colpiva la traversa piena. Nessun problema, il raddoppio arrivava al 19’: D’Ausilio serviva Leonetti che fintava l’avversario e con un gran destro, di prepotenza, firmava lo 0-2. Per lui era la prima gioia ofantina, gioia che durava poco perché al 25’ si faceva male ed era costretto a lasciare il posto a Sosa. L’Audace dominava e al 35’ sfiorava il tris, altro traversone dalla sinistra di D’Ausilio, questa volta sulla testa di D’Andrea, i guantoni di Mastrantonio sventavano il pericolo. Unico lampo del Monterosi al 43’, velo di Altobelli che ingannava Martinelli, fallo su Costantino e calcio di rigore. Krapikas ipnotizzava l’attaccante laziale, mantenendo inviolata la sua porta. Nella ripresa il Monterosi si affacciava immediatamente verso la porta, al 47’ Silipo concludeva ma Krapikas diceva ancora di no. I laziali alzavano il baricentro, all’ora di gioco un tiro cross di Bittante si scagliava sul palo sorprendendo il portiere lituano. Al 64’ Di Renzo faceva tutto da solo, il suo tentativo si trasformava in assist per Vano ma era tutto fermo, fuorigioco. Tra il 69’ e il 70’ il Cerignola aveva una clamorosa doppia chance: prima la traversa interna di D’Andrea, poi la palla gol sciupata da Malcore che incrociava troppo. Al 75’ cross di Silipo per la sponda sul secondo palo di Vano, Costantino non ci arrivava di un soffio. Al 78’ D’Andrea faceva amicizia con un altro legno, la sua botta potente rimpallava nuovamente in campo. La sfortuna dell’attaccante terminava al 91’, quando era abile a chiudere in rete l’ottima triangolazione con Ruggiero. Era il definivo tris che legittimava il successo schiacciante dell’Audace, vittorioso per la seconda volta in stagione.

TARANTO – CROTONE: allo Stadio Erasmo Iacovone il Taranto batteva il Crotone per 2 a 1. Nel primo tempo gli ospiti partivano bene cogliendo una traversa con Tribuzzi al 13′, ma perdevano prematuramente per infortunio D’Errico, rimpiazzato da Rojas già al 17′. I padroni di casa riuscivano invece a passare in vantaggio al 33′ grazie alla rete messa a segno da Kanoute e trovavano poi anche il gol del raddoppio, già al 42′, per merito di Cianci. Nel secondo tempo il copione si ripeteva e Tribuzzi forzava l’estremo difensore Vannucchi alla parata in corner pure al 55′. Nell’ultima parte dell’incontro gli squali riducevano le distanze andando a segno con Tumminello, autore di un colpo di testa vincente su assist da calcio d’angolo di Giron all’80’. I tre punti guadagnati consentivano al Taranto di portarsi a quota 11 nella classifica del girone C della Serie C scavalcando così i diretti rivali di giornata del Crotone, rimasti dunque fermi a 10 punti e faceca saltare la panchina di Zauli, esonerato per il deludente campionato finora svolto dai pitagorici.
VIRTUS FRANCAVILLA – SORRENTO: show del Sorrento sul terreno di gioco della Virtus Francavilla. Con fame e determinazione, la squadra allenata da Vincenzo Maiuri schiacciava gli avversari e conquistava la seconda vittoria consecutiva. Saliva a tre il numero di risultati utili consecutivi per Blondett e compagni che dominavano e amministravano alla Nuovarredo Arena. L’incontro si sbloccava dopo quattordici giri di lancette. Sugli sviluppi di un calcio piazzato di De Francesco sulla trequarti di destra, Ravasio staccava in piena area e trovava il colpo vincente per battere Forte sul palo lontano. I biancazzurri cercavano di replicare, ma i costieri sfioravano il raddoppio con Scala. L’estremo difensore di casa era provvidenziale nell’intervento sull’ala rossonera, brava a calciare di prima intenzione. Il raddoppio era nell’aria e arriva dall’angolo seguente al 19’. Dopo un’altra traiettoria di De Francesco, La Monica raccoglieva ma colpisce il palo. La difesa restava ferma e Vitale sfruttava l’occasione per insaccare. La truppa dello squalificato Villa si affidava a un tuffo di Biondi su cross di Giovinco. Al 25’ Izzillo riapriva la contesta: il numero 19 riceveva al limite, controllava e fulminava Marcone sul primo palo con il destro. Le speranze pugliesi venivano subito demolite da Vitale che agganciava un lancio dalle retrovie, approfittava di una disattenzione della difesa e con il diagonale firmava il tris alla mezz’ora. La frazione iniziale si chiudeva con un tentativo di Risolo smanacciato da Marcone. La Virtus Francavilla voleva restare aggrappata alla partita e approcciava alla ripresa con un’iniziativa di Artistico: il tiro dell’attaccante al 56’ era debole, nessun problema per l’estremo difensore ospite. Al 59’ Ravasio sprecava una buona possibilità su passaggio di Scala, reattivo Forte nella circostanza. Il 22 di casa doveva opporsi anche alla botta successiva di La Monica. Al 61’ il Sorrento metteva in cassaforte la vittoria. Il capitano innescava Scala che, ad incrociare, trovava il varco vincente per superare Forte e siglare il poker campano. Al 66’ Giovinco si incuneava in area di rigore e pescava Di Marco con un filtrante, Marcone c’era sulla traiettoria. Artistico si avventava sulla palla, il pacchetto arretrato di Maiuri si salvava. La partita non aveva molto altro da dire, ma per Ravasio non era così. All’83’ i costieri impostavano dalle retrovie con Panelli che avanzava e appoggiava per l’attaccante, il classe 1998 ringraziava e faceva manita. Terminava così la sfida alla Nuovarredo Arena.

ACR MESSINA – GIUGLIANO: uno spettacolare gol di Plescia valeva al Messina tre punti nel match contro il Giugliano, disputato allo stadio “Franco Scoglio”. Seconda vittoria in campionato per i giallorossi, preziosa per morale e classifica. Dopo le iniziali fasi di studio, staffilata di Frisenna di poco sul fondo. Sul fronte opposto, Gladestony centrava da lontano l’incrocio dei pali. Scampato il pericolo, i padroni di casa andavano a bersaglio: Plescia realizzava in spaccata sul cross di Frisenna. Manetta sfiorava poi di testa il raddoppio su azione d’angolo, mentre gli ospiti andavano vicini al pareggio con la girata aerea di Sorrentino. Nel finale di tempo, pallonetto fuori bersaglio del propositivo Gladestony. In avvio di ripresa, qualche spunto interessante da entrambe le parti, ma senza effetti pratici. Franco ci provava da fuori con una conclusione che colpiva il palo esterno. La terna arbitrale segnalava un inesistente fuorigioco al Giugliano su un retropassaggio dei locali. Al 26’ lancio in profondità per Nocciolini, che si presentava tutto solo davanti a Fumagalli e tirava sul fondo. I campani pigiavano il piede sull’acceleratore per riequilibrare la situazione, la retroguardia peloritana reggeva l’urto, nonostante l’espulsione rimediata (43’) da Pacciardi per fallo da ultimo uomo su Nocciolini. Negli ultimi palpitanti minuti, miracolo di Fumagalli sul tentativo a colpo sicuro di Nocciolini, che metteva in “cassaforte” il successo.

Tags: Serie C
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10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

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14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

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31/07/2025
Ciarcià: «Taranto merita altre categorie. Questa piazza va capita e rispettata»

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Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

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21/06/2026
Loiodice trascina il Taranto: “Gli altri devono avere paura di noi”

Taranto, tra delusione e speranze: il club valuta il ripescaggio e prepara il rilancio

21/06/2026
Vietri (FdI) attacca Bitetti: “Passerella elettorale allo Iacovone, così si prende in giro Taranto”

Caos navette dopo il concerto dei Pet Shop Boys, Vietri attacca: “Fallimento gestionale dell’amministrazione Bitetti”

21/06/2026
Rossetti-Faraoni, sfida tricolore a Roma: il tarantino punta a riportare il titolo italiano a casa

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21/06/2026

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