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Serie C/C, il Taranto illumina lo Iacovone con due perle di Bifulco

Foto Maffucci

Serie C/C, il Taranto illumina lo Iacovone con due perle di Bifulco

A Picerno la Juve Stabia, con un goal per tempo sbrigava la pratica con la formazione di Longo, apparsa molto evanescente e scarsamente concreta, in una serata dove nulla riusciva, nei sedici metri degli stabiesi

di Fabrizio Di Leo

La 19^ giornata, ultima del girone d’andata, confermava il predominio della capolista Juve Stabia che, nel contempo, approfittava del rallentamento delle immediate inseguitrici, Avellino escluso. A Picerno, infatti, la Juve Stabia, con un goal per tempo sbrigava la pratica con la formazione di Longo, apparsa molto evanescente e scarsamente concreta, in una serata dove nulla riusciva, nei sedici metri degli stabiesi. La Casertana, impegnata nel derby con il Sorrento, dopo essere passata in vantaggio, era convinta che il più fosse stato fatto e che i tre punti potessero essere archiviati come la logica prevedeva. In realtà, la formazione di Maiuri, al Viviani di Potenza, aveva una concreta reazione tale da consentirle di pareggiare l’incontro e tenere, sotto controllo, la Casertana che subiva il contraccolpo del goal subito. Finiva in parità, ma al tavolo del gruppo di inseguitrici delle due battistrada (Juve Stabia e Casertana) si accomodava l’Avellino, reduce dal deludente pari casalingo con il Taranto, con una tattica accorta, passava a Crotone, aprendo una crisi tecnica ed identitaria della formazione di Zauli. Il Taranto, approfittando del passo falso del Crotone, allo Iacovone, faceva suo il match con il Latina, pur se non cominciato secondo le previsioni. Il fulmineo goal subito, da palla inattiva, per merito di Rocchi ed il rigore fallito da Antonini, faceva presagire una serata no, stile quella con la Juve Stabia, ma era Bifulco con una delle sue invenzioni a riequilibrare il match, quindi nello sviluppo dello stesso, il Latina, soprattutto nella ripresa, andava spegnendosi, mentre gli ionici, con una serie di cambi mirati, da vero stratega, di Capuano, dava la spinta per arrivare ad un magistrale goal realizzato da Bifulco (seconda doppietta stagionale), grazie ad un eccellente intuizione di Orlando, abile suggeritore per l’uomo decisivo per la decima vittoria in campionato. Il Benevento, coinquilino di posizione del Taranto, in casa, affrontava una serata negativa al massimo, con due espulsioni, un rigore subito ed una fragilità massima che portava ad un’imbarcata nel risultato (0 a 4) ma, soprattutto, all’esonero di Andreoletti, reo di non aver convinto nella sua conduzione tecnica, nell’impostazione della squadra, nelle ultime settimane in crisi di goal, oltre 400 i minuti all’asciutto, al momento costretto alla disputa di un campionato anonimo e non in linea con la programmazione estiva. Il Cerignola, intanto, espugnando il campo del Giugliano, notoriamente ostico, rimaneva in area play off, pur avendo ancora qualche problema di natura tecnica che Tisci sicuramente correggerà, mentre anche il Foggia, ancora fuori dalla zona d’élite della classifica, per differenza reti, timidamente superava il derelitto Monterosi Tuscia e sperava nell’aggancio alla zona play off, motivi per cui il successo sui laziali era da considerarsi come il classico brodino per il degente. Note dolenti per alcune squadre coinvolte nella battaglia per i play out, mentre per altre, qualche spiraglio per il futuro, in attesa della sessione invernale del calcio mercato. Potenza e Turris con le vittorie a Francavilla Fontana, per i lucani, e sul Brindisi, in casa, per i campani, davano un po’ di respiro all’asfittica classifica, mentre rimaneva tale sia per il Messina che per il Monopoli che, nello scontro diretto, al termine dei 90 e passa minuti si dividevano la posta in palio e rimettevano il loro destino alla ripresa del campionato, il prossimo 6 – 7 gennaio, alla ripresa del torneo, con la prima giornata del girone di ritorno.

AZ PICERNO – JUVE STABIA: buon avvio al match per la capolista che metteva subito in difficoltà la squadra di casa. Rossoblù che rischiavano al 4’ con Merelli che doveva evitare un clamoroso autogol al 4’. Il portiere poi saliva in cattedra due giri di lancette più tardi sulla conclusione di Piscopo e, sugli sviluppi del corner seguente, si salvava sull’incornata di Bellich. I padroni di casa provavano ad alzare il baricentro per mettere in affanno la difesa avversaria, ma erano ancora i gialloblù a costruire una potenziale occasione con Erradi poco prima della mezz’ora: il tiro a giro del numero 33 era impreciso. Al 30’, su un suggerimento dalla corsia, Baldi impattava di testa ma sparava alto da buona posizione. Nel finale di primo tempo Gilli sbagliava il disimpegno e Merelli chiudeva su Piscopo, sul capovolgimento di fronte il Picerno si rendeva pericoloso con un tiro di Vitali che diventava un passaggio per Murano, Bachini intercettava. Ad inizio secondo tempo subito lampo della compagine di Longo con Vitali che scappava a destra e metteva al centro, Murano anticipava Santarcangelo e calciava ma le vespe allontanavano la minaccia. Al 51’ la Juve Stabia passava in vantaggio. Mignanelli pennellava verso il secondo palo, Bellich saliva in cielo e appoggiava al centro dove Piscopo si faceva trovare pronto, insaccando alle spalle di Merelli in girata. I rossoblù non trovavano la manovra giusta per impensierire Thiam e soci, al 67’ Buglio si ritagliava lo spazio per il tiro dalla distanza, questa volta il Picerno non correva particolari pericoli. Al 78’ Mignanelli cercava la porta dalla distanza, il suo mancino finiva tra i guantoni dell’estremo difensore. All’85’ Thiam era chiamato in causa da una deviazione aerea di Ciko, bravo ad inserirsi sulla sventagliata di Esposito. In pieno recupero la Juve Stabia chiudeva i giochi con il raddoppio di Meli: il numero 14 ringraziava Baldi e con il destro fulminava Merelli per lo 0-2.

SORRENTO – CASERTANA: il Sorrento muoveva ancora la sua classifica. Dopo il successo sul campo del Catania, la squadra di Vincenzo Maiuri conquistava un punto contro la corazzata Casertana allo stadio Viviani di Potenza. La brigata di Vincenzo Cangelosi passava in vantaggio con Damian ad inizio partita, i padroni di casa erano bravi a restare aggrappati al confronto e ad agguantare il pari con Ravasio. Bottino utile per l’obiettivo salvezza per i costieri, i falchetti salivano in seconda posizione ma scivolano a -7 dalla Juve Stabia capolista. Alla prima occasione del match la formazione rossoblù sbloccava il risultato. Ci pensava Damian a portare in vantaggio i suoi dopo una respinta corta della difesa al 9’: il centrocampista si faceva trovare pronto e superava Del Sorbo sul palo lontano. Il vantaggio galvanizzava gli ospiti che ci provavano anche al 12’ con un mancino a giro di Taurino dal limite, l’estremo difensore si rifugiava in angolo. Al 23’, sugli sviluppi di un piazzato di Anastasio, Proietti faceva partire un destro al volo che terminava di un soffio a lato della porta. I rossoneri tentavano di replicare dopo la mezz’ora con un cross di Loreto per Ravasio, l’attaccante anticipava tutti ma non impensieriva Venturi. Diverse interruzioni e proteste sul rettangolo verde del Viviani durante la frazione iniziale, all’intervallo le squadre andavano a riposo con la Casertana avanti nel punteggio. Il Sorrento non ci stava e in avvio di ripresa sfiorava subito il pareggio con Bajde che riceveva da Blondett, aggirava Venturi e mancava il bersaglio. Passavano pochi secondi e la squadra di Maiuri agganciava l’1-1. Il gambiano andava via sulla fascia e serviva Ravasio: il numero 91 batteva il portiere con il sinistro. Al 54’ reazione dei rossoblù con un destro di Casoli da lontano, nessun problema per Del Sorbo. Sul capovolgimento di fronte, De Francesco vinceva un contrasto e concludeva: una deviazione faceva arrivare la palla lentamente tra i guantoni di Venturi. Al 72’ Curcio inventava per Tavernelli con un ottimo filtrante e l’ex Cittadella incrociava, Del Sorbo si distendeva e neutralizzava. All’82’, su un traversone dalla sinistra, La Monica si coordinava per il tiro di prima intenzione ma mandava alto. Poco altro nel finale, il risultato non cambiava più fino al triplice fischio.

CROTONE – AVELLINO: Pazienza confermava dieci undicesimi della formazione dell’Avellino che aveva affrontato il Taranto, introducendo nuovamente Sgarbi dal primo minuto: l’attaccante giocava in attacco insieme a Patierno, mentre Gori scivolava in panchina. La prima conclusione del match arrivava al 4′: Tumminello controllava il pallone e, dai venti metri, calciava con forza in direzione di Ghidotti, il quale respingeva la conclusione. Successivamente, Tito si salvava in angolo. Avellino in vantaggio all’11’: Sgarbi, creava spazio sulla destra, serviva un passaggio al centro dell’area per il preciso destro incrociato di Patierno, che batteva l’ex Dini e portava la svolta al match. Al 14′, il cross impreciso di Giron si trasformava incredibilmente in un tiro, sorprendendo Ghidotti mentre il pallone scavalcava il portiere e sbatteva sulla parte alta della traversa. Occasione clamorosa per l’Avellino al minuto 20, quando Sgarbi vedeva respingersi da Dini il suo tiro da posizione defilata. Al 38′, un sinistro al volo straordinario da parte di Tito, e il pallone sibilava accanto al palo sinistro, sfiorando un Dini immobile. Al 40′, Sgarbi partiva in contropiede, superava Loiacono con uno scatto fulmineo e colpiva il legno con un tiro sul primo palo. Alla fine del primo tempo si osservava un Avellino ben organizzato in campo, con una difesa corta e rapida nelle uscite contro il portatore di palla avversario. I Lupi si mostravano attendisti, puntando sulle iniziative di Sgarbi. Il risultato al termine della prima frazione di gioco era di 1-0 a favore dei biancoverdi, grazie al gol di Patierno. Al 52′, su un schema d’angolo, Petriccione supera Palmiero e calciava in porta dalla linea di fondo, ma trovava l’opposizione di Ghidotti che deviava in corner. Il remake era Giron a prendere palla, si accentrava e scagliava un potente sinistro sul secondo palo: il pallone sfiorava la porta di Ghidotti di soli centimetri. Al 53′, Cancellotti crossava dalla destra, la palla sorvolava Patierno ma arrivava a D’Angelo, il quale di testa costringeva Dini a una parata difficile. Nuova ripartenza dei Lupi al 57′, con un passaggio centrale da parte di Sgarbi per il tentativo di destro di prima intenzione di D’Angelo. Il pallone si alzava leggermente troppo, colpiva sotto la traversa, rimbalzava sulla linea di porta ed usciva. Al 70′, Giron ci provava sugli sviluppi di un calcio di punizione respinto dalla difesa biancoverde: un sinistro di controbalzo, ma la palla terminava sul fondo. Goal annullato al Crotone all’80’: l’arbitro e il suo assistente segnalavano il fuorigioco di Gomez sul lancio di Petriccione, rendendo inutile il tap-in di Spaltro. Una vittoria di misura ma importantissima per l’Avellino di Pazienza, che sbancava l’Ezio Scida di Crotone grazie a un goal di Patierno. Brividi nel finale per l’Avellino, per il gol annullato ai padroni di casa. Il risultato, però, faceva sorridere i biancoverdi: Crotone-Avellino 0-1.
TARANTO – LATINA: match iniziato sul piano dell’intensità per i nerazzurri, piede sul gas sin dai primi minuti dell’incontro. Era proprio il Latina ad andare avanti al 12’ di gioco grazie al colpo di testa di Rocchi. Dall’angolo di Cittadino svettava di testa sorprendendo la difesa del Taranto, battendo Vannucchi. Latina immediatamente vicino al raddoppio. Ottima azione di Del Sole che andava sulla destra e metteva in mezzo una bella palla con colpo di testa di Mastroianni che impegnava Vannucchi in angolo. Era però nel momento migliore del Latina che il Taranto provava a colpire. Ingenuità di De Santis che poteva costare caro ai nerazzurri, atterra un attaccante dei pugliesi, dal dischetto va Antonini che spara a lato, vantaggio sano e salvo. Il Taranto però non demordeva e trovava il gol del pari. Una bell’azione di Mastromonaco che metteva la palla in mezzo con Romano, il quale offre un bell’assist a Bifulco che con un tocco di classe metteva alle spalle di Cardinali. Sarà questo il filo conduttore di tutto il secondo tempo, un Latina conservatore anche sul pari e un Taranto attendista, capace di colpire quando serviva. Una disattenzione difensiva permetteva alla classe dell’ex Napoli Alfredo Bifulco di insaccare il definitivo gol del 2 ad 1, con un bel piattone al volo. Amaro in bocca per i nerazzurri guidati da Ciccio Esposito, amaro per non aver portato a casa un punto pressoché comodo ai fini del campionato, amaro per la mancanza di costanza dei nerazzurri e amaro per il complessivo finale di stagione.

BENEVENTO – CATANIA: i rossazzurri si regalavano e donavano ai propri tifosi, assenti al Vigorito quelli residenti a Catania e provincia, la bella soddisfazione della vittoria sul campo del Benevento. Il Catania asfaltava il proprio avversario, ridotto alla fine in nove uomini per due espulsioni rimediate nel corso della sfida, segnando ben quattro reti. Chiricò era devastante, proprio lui apriva le danze su calcio di rigore, poi propiziava il raddoppio firmato da Zammarini. Gran controllo e punteggio arrotondato ancora da Chiricò e da Deli, subentrato nella ripresa. Prova maiuscola che riscattava le ultime delusioni in campionato con Messina e Sorrento. In archivio il girone d’andata e il 2023, l’obiettivo era giocare un girone di ritorno su ritmi diversi e soprattutto con una maggiore costanza. Andreoletti mandava in campo il Benevento schierato con il 3-5-2: Paleari in porta, El Kaouakibi, Capellini e Rillo a completamento del reparto difensivo; in mediana operano Improta, Karic, Talia, Pinato e Masciangelo; tandem offensivo formato da Marotta e Ferrante. Gli ospiti giocavano con il 4-2-3-1: a difesa dei pali Bethers con Curado, Quaini, Lorenzini e Castellini nel pacchetto arretrato; Zammarini e Zanellato a centrocampo dietro il trio composto da Chiricò, Rocca e Chiarella; Dubickas era l’unica punta. Il Benevento partiva forte e già al 2′ ci provava con Ferrante che calciava di sinistro andando vicino al bersaglio, palla che sfiorava il palo alla destra di Bethers. Tre minuti dopo ancora i padroni di casa con El Kaouakibi mettevano in difficoltà il portiere etneo che smanacciava, poi il pericolo veniva sventato in corner. Col passare dei minuti i rossazzurri prendevano le misure ai campani e cominciavano a giocare in maniera più fluida ed efficace. Castellini saliva in cattedra con diverse progressioni offensive condite anche da un paio di tentativi di conclusione in porta. Il Catania sprecava una ottima chance con Chiricò da buona posizione intorno alla mezz’ora. La partita cambiava nel giro di un minuto tra il 35′ e il 36′: Karic del Benevento veniva ammonito due volte, prima per una trattenuta su Castellini, poi per un fallo su Zanellato. Sul conseguente calcio piazzato la palla arrivava dopo un rimpallo a Rocca che veniva steso da Paleari: calcio di rigore che Chiricò trasformava senza esitazione. Ospiti in vantaggio. I primi 45′ premiavano la squadra di Lucarelli, avanti di un gol e di un uomo. La ripresa si apriva con gli etnei di nuovo in rete. Il raddoppio portava la firma di Zammarini al 46′, servito magistralmente in no-look da Chiricò, al raddoppio con il suo sinistro imparabile per Paleari. Al 48′ Benevento pericolosissimo su azione d’angolo ma l’arbitro fermava l’azione per offside. La sfida si manteneva abbastanza nervosa, con il Benevento scosso dalla difficile situazione in campo, l’uomo in meno e il doppio vantaggio avversario scoraggiavano i giallorossi. Primi cambi del match per il Benevento, ma al 60′ la squadra di Andreoletti restava in 9 uomini: doppia ammonizione pure per Talia che veniva mandato negli spogliatoi. Il terzo gol dei rossazzurri non si faceva attendere: al 69′ Dubickas vede l’inserimento verso l’area di rigore di Chiricò, lo serviva e l’esterno offensivo non si faceva pregare, palla sul sinistro e conclusione chirurgica che finiva in fondo al sacco. Il match perdeva d’intensità col passare dei minuti, la condizione di doppia inferiorità numerica del Benevento e il doppio vantaggio catanese rendevano difficile un sussulto rispetto al canovaccio imposto dagli ospiti, in controllo del risultato. I cambi stravolgevano le due squadre e proprio da due subentrati veniva confezionata l’azione dello 0-4 del Catania: Maffei, da poco entrano sul rettangolo di gioco, serviva un assist perfetto per Deli, posizionato perfettamente, che prendeva la mira e segnava all’angolino. Tutti negli spogliatoi al 92′, vittoria schiacciante dei rossazzurri che tornavano in Sicilia con tre punti d’oro.

GIUGLIANO – CERIGNOLA: il girone d’andata del Giugliano andava in archivio con una sconfitta, la squadra di Valerio Bertotto cadeva al De Cristofaro contro l’Audace Cerignola e chiudeva l’anno solare con l’ottavo ko in campionato. Subito doppia opportunità per i tigrotti che si portavano in zona Krapikas con i tentativi ravvicinati di Berardocco e Oviszach, la retroguardia ospite reggeva e si salvava al 7’. Passavano tre minuti e Menna ci prova da fuori area, l’estremo difensore respingeva in corner. Meglio i padroni di casa in avvio con una nuova giocata offensiva, al 12’, firmata Yabre: il sinistro si spegneva alto sopra la traversa. Al 20’ squillo degli ospiti con Leonetti che serviva Russo, lesto ad insaccare: il direttore di gara annullava per fuorigioco. Alla mezz’ora i pugliesi sbloccavano la sfida con D’Ausilio che riceveva, saltava Berman e fulminava Russo con il destro. La reazione del Giugliano era affidata alle conclusioni di De Rosa al 35’ e di Berardocco al 42’, l’Audace Cerignola resisteva e chiudeva il primo tempo in vantaggio. Al rientro dopo l’intervallo era l’autore del gol a costruire la prima chance con un’iniziativa che terminava sul palo esterno. Al 57’ Di Dio, appena entrato in campo, entrava in area e impegnava Krapikas. Sul versante opposto Malcore si presentava davanti a Russo e lo scavalcava, Caldore respingeva sulla linea. Alla mezz’ora della ripresa Gladestony pennellava per Di Dio, il numero 80 prendeva il tempo e colpiva di testa, ma un difensore si opponeva. La squadra di Bertotto andava alla ricerca del pareggio, gli avversari però si difendevano con ordine e all’87’ guadagnavano un calcio di rigore per fallo di Caldore su Sosa. Dal dischetto si presentava Malcore, ma Russo lo ipnotizzava e teneva vive le speranze del Giugliano. I tigrotti ci provavano ma Krapikas c’era: il risultato fino al triplice fischio non cambiava, l’Audace Cerignola espugnava il De Cristofaro.

FOGGIA – MONTEROSI TUSCIA: tre punti per chiudere dignitosamente un girone di andata quanto meno controverso. Il Foggia batteva il Monterosi in una partita che era la perfetta sintesi del suo girone di andata. Un buon primo tempo, chiuso alla grande con il letale doppio gol di Salines e Schenetti (che si rivelava decisivo), cui faceva seguito una ripresa dai toni dimessi, infarcita di errori e paure mal dissimulate. Fortuna che i propositi di rimonta del Monterosi si erano fermati a metà, sulla bella conclusione di Palazzino. Che ci fosse la mano di Antonio Vacca, allenatore ‘ombra’ alle spalle di quello ufficiale (Olivieri) lo si capiva già leggendo le formazioni. L’impiego di un regista (Fiorini) al centro della difesa a tre era una scelta tipicamente dezerbiana. Lo scopo era quello di far partire l’azione con una certa pulizia dal basso e i risultati erano incoraggianti, anche quando la posizione del giovane scuola Fiorentina si invertiva con quella di Riccardi. Il resto della formazione era abbastanza prevedibile, anche per le assenze. E quindi, Salines faceva il quarto a centrocampo, con Peralta e Schenetti in appoggio all’unica punta Tonin. In mezzo, c’era Marino con Frigerio, giusto per confermare la ricerca costante del palleggio. Più qualità che quantità. Le premesse della gara favorivano la scelta. Le trame rossonere non erano affatto disprezzabili, anche perché il tenero Monterosi non faceva le barricate. Il Foggia arrivava con una certa costanza al tiro, molto spesso dalla distanza, mancava la misura. Il 4-1-4-1 del Monterosi si attivava quando i rossoneri perdevano le misure, ma i rischi corsi da Nobile erano piuttosto contenuti. La sensazione, con il passare dei minuti erano che la gara potesse stapparsi da un momento all’altro. Anche perché il Foggia faceva breccia soprattutto sul versante destro come una lama incandescente nel burro fuso. Tonin, però, si confermava tutt’altro che un cecchino implacabile, come quando al 37’ veniva imbeccato da Peralta sul lato destro, ma incrociava nel peggiore dei modi. Poco dopo era Mastrantonio a opporsi con una grande paratona sulla incornata di Carillo (punizione da destra di Schenetti). Nelle vesti di uomo-sponda Tonin si trovava sicuramente più a suo agio: suo l’appoggio che spianava la strada all’inserimento di Salines, che andava a bucare Mastrantonio. Era il 44’ e il Foggia la sbloccava; un minuto dopo arrivava anche il raddoppio, ancora Tonin difendeva palla e agevolava l’inserimento di Schenetti che centrava il bersaglio. Uno-due implacabile, e duplice abbraccio di gruppo a Vacca. Un segnale?
Con due gol sul groppone, Romondini si affidava alla logica: dunque, via un centrocampista (Di Paolantonio), dentro un attaccante. Vano si affiancava a Costantino per aumentare chili e centimetri nella speranza che dalle fasce arrivassero i cross giusti. Il Foggia voleva gestire, contenere la prevedibile furia iniziale del Monterosi, per poi chiuderla. Il gol di Palazzino al quarto d’ora, però, cambiava nuovamente la storia del match. Il Foggia si scopriva nuovamente fragile, mentre il Monterosi metteva in mostra virtù evidentemente nascoste nella prima parte di gara. Il doppio attaccante qualche problema alla retroguardia rossonera lo produceva, soprattutto quando Costantino veniva incontro e Vano attaccava la profondità. I due attaccanti si cercavano e si trovavano, come al 24’, quando Vano serviva il nove sul quale Nobile era superlativo. Martini (per Marino) ed Embalo (per Peralta) erano le prime mosse in corsa del duo Vacca-Olivieri, non sufficienti per stemperare l’assalto dei laziali. C’era spazio anche per Tounkara, che finiva sul taccuino dell’arbitro, ma solo alla voce “Ammoniti”. Romondini faceva all-in con Ekuban nel disperato tentativo di prendersi almeno un punto. Speranze cancellate dal triplice fischio di Catanzaro, non prima di aver “ammirato” una assurda uscita di Nobile, che lasciava basiti compagni e avversari, ma fortunatamente (per il Foggia) non causava conseguenze nefaste. Il Foggia vinceva.

VIRTUS FRANCAVILLA – POTENZA: tornava a vincere dopo sei turni il Potenza che espugnava 1-0 la ‘Nuovarredo Arena’ di Francavilla Fontana. Il Potenza trovava il vantaggio al 42’ del primo tempo grazie a Sbraga, bravo a sbrogliare una mischia in area. Nella ripresa gli ospiti prendevano coraggio e in mano le redini della gara sfiorando a più riprese il raddoppio. La Virtus si rendeva pericolosa solo con un calcio di punizione di Giovinco, disinnescato da Alastra. Finiva così con i lucani che facevano festa a discapito di una Virtus troppo timida.

ACR MESSINA – MONOPOLI: primo tiro di Firenze dopo pochi secondi di gioco. All’ 8′ rischiava il Messina sul primo angolo del Monopoli, rovesciata di Starita che commetteva però fallo su Salvo. Al 10′ contropiede del Monopoli con Borello che dal limite sparava alto. Al 13′ prima occasione per il Messina con il tiro di Ragusa che il portiere Perina mandava in angolo. Al 20′ il Messina passava in vantaggio con Ragusa che serviva il taglio in area di Franco che tirava sul primo palo battendo Perina. Al 28′ ancora una discesa di Ragusa ma il suo tiro verso la porta era debole e non creava problemi a Perina. Al 38′ un cross basso di Zunno metteva in difficoltà i centrali del Monopoli che risolvevano con fatica. Al 46′ sfuggiva Starita, resisteva al ritorno di Pacciardi ed appena dentro l’area faceva partire un preciso diagonale che superava Fumagalli. Al 56′ una conclusione dal vertice sinistro di Ortisi s’infrangeva sul palo. Al 59′ cross di Ragusa che non trovava la deviazione di un compagno e finiva sul fondo. Al 72′ ripartenza del Monopoli con Starita che arrivava al tiro ma il diagonale era largo. Al 77′ ancora un rischio per il Messina col Monopoli fermato per un posizione di fuorigioco. All’ 86′ tiro dalla distanza di Frisenna, palla deviata e finita nelle mani del portiere. All’88′ rischiava tantissimo il Messina con Fumagalli che doveva andare in uscita disperata proprio sul nuovo entrato Simone lanciato verso la porta. Al 92′ tiro cross di Frisenna, palla bloccata da Perina.

TURRIS – BRINDISI: la Turris spezzava la maledizione e tornava alla vittoria. Dopo quattro pareggi consecutivi e una striscia di sei sconfitte, la truppa di Bruno Caneo ritrovava i tre punti in campionato a distanza di oltre due mesi dall’ultima volta (a Potenza il 16 ottobre scorso): battuto il Brindisi per 3-1 allo stadio Liguori. I corallini approcciavano bene alla sfida, ma il primo sussulto era per gli ospiti con una conclusione di Malaccari che si spegneva sul fondo. Replicavano i padroni di casa con De Felice che, dopo un colpo di testa impreciso al 14’, stappava la sfida al 16’ con una giocata vincente, concretizzando un passaggio di Maniero. I pugliesi non riuscivano a reagire allo svantaggio e alla mezz’ora l’arbitro assegnava un calcio di rigore ai biancorossi per fallo di mano di Nicolao. Sul punto di battuta si presentava Maniero che non sbagliava e raddoppiava. La Turris premeva e andava a caccia del tris: archiviati i tentativi di Cum e dello stesso Maniero, ci pensa Nocerino a mettere il sigillo sulla partita al 38’. La Turris però non si accontentava e metteva alle corde un Brindisi in totale difficoltà. Al 41’ De Felice andava vicinissimo al poker, ma era nel recupero che i ragazzi di Caneo si portavano a centimetri dalla quarta rete. Il palo negava la gioia a Maestrelli, poi era Albertazzi ad opporsi in extremis a Frascatore pronto al tap-in. La gara era indirizzata, gli ospiti però cercavano di riaccendere le speranze con un’iniziativa del neo entrato Petrucci in avvio di seconda frazione. Al 51’ traversone di Nicolao e botta di Bonino di prima intenzione, traiettoria fuori di un soffio. Il gol dei biancazzurri era nell’aria e arrivava al 56’: Lombardi ci provava, Fasolino respingeva non in maniera impeccabile e Ganz accorciava. La scossa per il team locale si registrava immediatamente con un cross di Matera e un’uscita da rivedere di Albertazzi, De Felice però non riusciva a finalizzare. Al 70’ altro sussulto del Brindisi, ancora con Petrucci: conclusione non angolata e Fasolino disinnescava. Cinque minuti dopo, sul versante opposto, rapido contropiede dei biancorossi e controbalzo di Maniero che terminava di poco alto rispetto al bersaglio. Chance anche per De Felice al 77’, l’ex Paganese non inquadrava di testa. Totale gestione per la Turris nel finale, al triplice fischio Caneo tornava a sorridere.

Tags: Serie C
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