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Serie C/C, colpo del Taranto allo Zaccheria, steso il Foggia. E’ suo il derby!

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, colpo del Taranto allo Zaccheria, steso il Foggia. E’ suo il derby!

L'Avellino, nell'Agro Pontino, passeggiava in casa del Latina, travolgendolo con un rotondo 5 a 0, a certificazione della nettissima superiorità ed una ritrovata compattezza

di Fabrizio Di Leo

La prima giornata del girone di ritorno, coincidente con il primo week end del 2024, ha prodotto sorprese, per la lotta alla serie B, confermando, per la zona play out, le formazioni che presumibilmente si giocheranno la retrocessione diretta e la permanenza nella lotteria post season. Il mezzo passo falso compiuto dalla Juve Stabia, in un match che lo vedeva in doppio vantaggio sul Monterosi Tuscia, poi clamorosamente rimontato nei minuti di recupero, ha permesso di accorciare di due punti il distacco delle immediate inseguitrici, tra cui i rossoblù di Capuano. Nell’ordine, la Casertana, non senza difficoltà, la spuntava nel finale di match a Monopoli, dopo aver rischiato anche di perdere un match che lo aveva visto in vantaggio, nella prima parte di gara. Il Picerno, sul proprio campo, travolgeva una Virtus Francavilla, molto evanescente, ma mai pericolosa per impensierire la difesa melandrina, tale che il rotondo 3 a 0, rispecchiava esplicitamente l’andamento dell’incontro. L’Avellino, nell’Agro Pontino, passeggiava in casa del Latina, travolgendolo con un rotondo 5 a 0, a certificazione della nettissima superiorità ed una ritrovata compattezza difensiva che gli permetteva di poter controllare a piacimento l’inerzia del match e schiantare i padroni di casa. Il Taranto, ora abituale frequentatore di questo gruppo di testa, con una prova fulminate nei primi trenta minuti, passava in doppio vantaggio, poi applicava il cinismo che, nonostante il goal subito, non permetteva ai dauni di agguantare un pareggio che sarebbe stato improprio. L’altro match di giornata si disputava a Crotone, dove il Catania, irrobustito da alcuni innesti, cercava punti necessari a risalire la classifica ed inserirsi in zona play off. I pitagorici, invece, davano una sonora lezione ai catanesi che, nonostante i primi sforzi economici compiuti nella sessione invernale del calcio mercato, uscivano con le ossa rotte dallo Scida e dovevano rinviare ad altra occasione il cin cin con il successo. Il Benevento, intanto, impegnato nel derby casalingo con la Turris, trovava qualche difficoltà a portare a casa il successo, poiché dopo il 3 a 1, il goal che riduceva il vantaggio era un campanello d0allarme di rimanere nella massima concentrazione per evitare brutte sorprese. Il Cerignola, nel frattempo, passando a Messina, irrompeva in zona play off, come anche il Potenza che travolgendo a domicilio il Brindisi, arpionava il decimo posto utile a disputare la coda post campionato. Assieme ai lucani, il Sorrento di Maiuri, raggiungeva i rossoblù potentini, grazie a due rigori che permettevano di superare il Giugliano, riproponendosi Detto del Latina, ancora in zona play off, ora in 9^ posizione, il Foggia, sconfitta in casa dal Taranto e il Catania, come detto caduto a Crotone, formavano un terzetto a quota 25 , che vantavano cinque punti sulla Turris (stop al Vigorito di Benevento), ancora, per i corallini, fuori dalla zona play out con un ridotto vantaggio (un punto), rispetto al Messina, come detto sconfitto dal Cerignola e Monopoli, caduto sul prprio campo per mano della Casertana. Nella palude dei play out rimangono a quota 17, la Virtus Francavilla, affondata a Picerno e, sotto di tre punti, il Brindisi che, dopo la debacle interna con il Potenza, ha visto ridursi a soli tre punti il suo distacco dal fanalino di coda Monterosi Tuscia, eroe della giornata per il punto conquistato, inaspettatamente illuminato da un raggio della speranza di poter disputare i play out e non la retrocessione diretta in quarta serie.

JUVE STABIA – MONTEROSI TUSCIA: la Juve Stabia non riusciva a battere il Monterosi e le immediate inseguitrici, Avellino e Casertana accorciavano di 2 punti in classifica con il distacco che a scende 5 punti. A dire che le vespe nei minuti di recupero erano in vantaggio per 2-0. Poi succedeva l’incredibile e il Monterosi in soli 2 minuti agguantava il pareggio con Mbende appena entrato al posto di Parlati e Vano. Grande delusione tra i tifosi stabiesi che ormai già assaporavano la conquista di 3 punti in classifica. La cronaca, fino al patatrac finale era tutta di marca stabiese. Al 2′ Erradi veniva servito in area da un assist di testa di Baldi ed in giravolta di sinistro per poco non trafiggeva il portiere ospite Rigon. Il pallone usciva d’un soffio alla destra della porta del Monterosi. Al 10′ Erradi si ripeteva riproponendosi in attacco con un colpo di testa dopo un’azione travolgente della Juve Stabia. Purtroppo però anche questo tentativo falliva e il pallone terminava sul fondo. Quindi qualche minuti dopo era la volta di Candellone a cercare la via della rete. Baldi sulla destra faceva il bello e cattivo tempo e lo imbeccava in area al 20′. Il bomber gialloblù toccava la sfera con la punta dello scarpino ma per pochi centimetri il pallone andava oltre la traversa. Il gol era comunque nell’aria e qualche minuto dopo la Juve Stabia si riproponeva in attacco cambiando fronte. Sulla sinistra Meli era servito in area, si svincolava dall’ avversario che lo atterrava. Per l’arbitro, Matteo Canci era calcio di rigore. Sul dischetto si portava Candellone che realizzava il gol del momentaneo vantaggio stabiese al 24′. Da qui in avanti fino alla fine del tempo la Juve Stabia si accontentava di amministrare il vantaggio senza più impensierire il Monterosi che però chiudeva il tempo in attacco grazie all’unico tentativo al 42′ ad opera di Di Francesco. Nella ripresa stesso canovaccio nonostante qualche campanello d’allarme. La Juve Stabia teneva la palla e il Monterosi cercava di colpire in contropiede, anche se le occasioni da gol erano rare su entrambi i fronti. Così al 28′ della ripresa, Piscopo portava a 2 il vantaggio stabiese. Era Mosti, subentrato a Meli al 17′, a servigli il pallone del 2-0. Piscopo, al 28′ si liberava di due avversari e faceva fuori il portiere ospite. A questo punto la partita sembrava segnata e la Juve Stabia in grado di amministrate il doppio vantaggio. Tant’è che dopo alla realizzazione del secondo gol e fino al 90′ accadeva ben poco, a parte un piccolo miracolo di Thiam che salvava sul linea al 42′ dopo un corner e la vorticosa girandola di sostituzioni. Nella Juve Stabia al 29′ debuttava anche il nuovo acquisto Adorante che prendeva il posto di Piscopo. Poi entravano al 42′ Folino al posto di Candellone e Gerbo al posto di Buglio. Il Monterosi invece mandava in campo Ekuban al posto di Di Francesco e Ferreri al Posto di Tolomelli al 41 e Mbende al posto di Parlati al 47′. Ed era proprio quest’ultimo a segnare il gol 1-2 del Monterosi prima che al 48′ Vano non realizzasse il gol del definitivo pareggio con un colpo di testa che passava sotto la pancia di Thiam.

MONOPOLI – CASERTANA: una partita che vedeva una Casertana più volitiva nella ripresa passata in vantaggio con Casoli, per poi subire l’immediato ritorno del Monopoli con Cristallo. Poi il gol di Curcio chiudeva definitivamente i conti. Il primo tiro era della Casertana al 3’ a firma di Tavernelli: palla alta. Momento di stasi della gara con azioni dall’una e dall’altra parte stoccate dalle rispettive difese. Al 17’ punizione per i rossoblù che non sortiva effetto alcuno. Ancora fasi interlocutorie della gara mentre si era giunti al 25’. Prima vera azione firmata da Tavernelli al 31′ con un tiro da lontano che Perina metteva in angolo con un colpo di reni. Ancora paratona di Perini su Tavernelli di testa al 33’. Giallo per Vassallo al 40’. Il primo tempo finisce a reti bianche. Azione gol della Casertana all’8’ della ripresa con Damian che non si coordinava per battere a rete. Doppio cambio per il Monopoli: usciva D’Agostino per Torello e De Risio per l’ingresso di Iaccarino. Taurino all’11′ impegnava Perina in angolo. Doppio cambio Casertana: entravano Carretta e Casoli per Toscano e Carretta. Gol Casertana al 19’: era Casoli da fuori area che si insacca alle spalle di Perina. Giallo per Curcio al 20’. E sulla relativa punizione era Cristallo a mettere in rete di testa: 1-1. Al 2’ parava Perina sul corner da parte della Casertana ad opera di Casoli: al 23’. Cambio Monopoli al 27’: entrava Di Benedetto per Spalluto e Di Benedetto in luogo di Barlocco. Sfiorava il gol il Monopoli con un tentativo di rinvio di Sciacca che faceva la barba al palo e terminava in angolo al 31’. Giallo al 32’ per Fazio. Grossa azione del Monopoli con De Paoli che sfiorava al 36’ il gol del raddoppio. Gol Casertana al 38’ con Curcio che con un tiro a giro metteva in rete. Per il Monopoli entrava al 39’ Riccardi per Vassallo. Cambio anche per la Casertana: entrava Bacchetti per Curcio. Erano 5 i minuti di recupero. Finiva con la vittoria per i Falchetti anche a Monopoli così come già successo nelle rispettive trasferte pugliesi.

AZ PICERNO – VIRTUS FRANCAVILLA: il 2024 della Virtus Francavilla iniziava con una sconfitta: allo stadio Curcio la formazione guidata da Roberto Occhiuzzi subiva un 3-0 per mano del Picerno, che infliggeva così l’undicesima sconfitta stagionale. Ad aprire le danze era l’ex di turno, Maiorino, andato a segno al 7′ con un colpo di testa; nella ripresa i rossoblù colpivano una traversa su tentativo di Esposito, raddoppiando i conti subito dopo grazie al sigillo di Murano, abile a battere Forte in situazione di uno contro uno (59′).Il tris dei padroni di casa arrivava nell’ultima parte di gara, all’80’, quando Esposito approfittava di un retropassaggio sbagliato di Monteagudo per insaccare il pallone e chiudere definitivamente la gara. La Virtus Francavilla rimaneva ferma a quota 17 punti in classifica.

LATINA – AVELLINO: il tecnico Michele Pazienza operava un cambio difensivo, riportando nuovamente Armellino indietro e schierando subito De Cristofaro tra i titolari. Sulla panchina, tra le riserve, c’erano Liotti e Lores Varela. In avanti, la coppia d’attacco era composta da Sgarbi e Patierno. Il Latina aveva un’occasione clamorosa al 4′, con Fabrizi che tentava un diagonale da una posizione favorevole, ma il suo sinistro usciva di pochissimo. Al 10′, Fabrizi cercava nuovamente la rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il suo tentativo sul primo palo era deviato da D’Angelo e Ghidotti riusciva a respingere, ottenendo anche l’aiuto del palo. All’11’, l’Avellino trovava il goal del vantaggio: Palmiero effettuava un preciso lancio per Sgarbi, il quale si liberava tra i difensori centrali del Latina, entrava nell’area di rigore, superava Cardinali con un dribbling magistrale e depositava a porta sguarnita. Al 24′, l’Avellino trovava il goal del raddoppio dagli 11 metri: De Cristofaro atterrava in area di rigore da Crecco, che veniva anche ammonito. Dal dischetto si presentava Chicco Patierno, che non sbagliava. Avellino avanti 2-0 al Francioni. Al 28′ i lupi calavano il tris: Sgarbi scambiava con De Cristofaro, il quale, con un tocco preciso, serviva sulla destra la corsa di Ricciardi. Quest’ultimo appoggiava il pallone per Patierno, ben posizionato nell’area piccola. Per l’attaccante, segnare nella porta praticamente sguarnita diventava un gioco da ragazzi. Al 38′, nuova disattenzione della difesa pontina: De Cristofaro si proiettava sulla palla in libertà, mentre Cardinali sembrava in vantaggio ma si fermava improvvisamente per uno stiramento. De Cristofaro ne approfittava e segna il poker senza ostacoli. Patierno e Ricciardi, al termine della prima frazione, mettevano in atto un dialogo impeccabile: scambio di passaggi e movimento all’interno dell’area. Era il secondo assist della giornata per l’esterno, e per l’attaccante significava completare la tripletta con un preciso piatto destro. L’Avellino metteva in discesa la partita con 5 reti in 45 minuti, mandando in tilt la difesa del Latina. Sgarbi sublime, tre volte Patierno e De Cristofaro stavano regalando un pomeriggio meraviglioso ai tifosi biancoverdi giunti fino al “Francioni” di Latina. I lupi, al termine del primo tempo, erano avanti 5-0. La prima vera occasione della ripresa arrivava al 55′: dopo un calcio d’angolo, c’era un vero e proprio “flipper” nell’area biancoverde, con Ghidotti che inizialmente sbagliava l’uscita, ma poi si riscattava con una parata eccezionale sul tiro ravvicinato di Paganini. Al 65′, dopo un calcio d’angolo, Rocchi svettava di testa e batteva Ghidotti, ma sulla linea di porta, Patierno spazzava via il pallone evitando il gol e mantenendo il Latina a bocca asciutta. Al 70′, Jallow proteggeva la palla al limite dell’area, si spostava il pallone sul piede destro e scagliava un potente tiro angolato, ma la mira non era precisa, mancando il bersaglio della porta difesa da Ghidotti.

FOGGIA – TARANTO: partenza a razzo del Taranto nel derby pugliese: al 5′ Kanoute sbloccava il risultato sfruttando un errore in uscita della difesa foggiana, al 29′ gli uomini di Capuano trovavano anche il raddoppio con Kanoute, doppietta per lui. Dopo l’avvio-shock il Foggia provava a riorganizzarsi e a farsi vedere in avanti con maggiore continuità. E al 35′ i Satanelli tornavano in partita grazie al gol messo a segno da Tonin, che bucava la difesa ospite su invito di Schenetti e insaccava sulla ribattuta dopo una prima respinta di Vannucchi su un suo tiro. Al 41′ Foggia vicinissimo al pareggio con una gran botta di Schenetti che si stampava sulla traversa, padroni di casa che chiudevano il primo tempo protesi in avanti ma il Taranto riusciva ad arrivare in vantaggio all’intervallo. Il Taranto iniziava il secondo tempo con Panico in campo al posto di Ferrara, quindi c’era subito l’ammonizione di Mastromonaco per gli ionici. Proprio Mastromonaco al 10′ scappava via in contropiede ma non riusciva a concretizzare, al 12′ fuori Embalo nel Foggia e dentro Peralta. Girandola di cambi anche per Capuano ma il Taranto sembrava aver superato il momento di sbandamento di fine primo tempo e arrivava a metà ripresa sempre sull’1-2 a proprio favore. Controllava la parte finale del tempo e dopo un consistente recupero, portava a casa tre punti che lo mantenevano nel gruppo di vertice della classifica.
CROTONE – CATANIA: il Catania si presentava in terra calabra senza i suoi tifosi, con alcuni dei nuovi arrivati subito titolari ed il preciso obiettivo di portare a casa un risultato positivo. Proprio il neo attaccante rossozzurro, Costantino, ci provava subito con una conclusione a giro che creava grattacapi a Dini… costretto a deviare in angolo. Dalla parte opposta D’Ursi e Vuthaj non centravano lo specchio della porta… prima che il Crotone riusciva a sfruttare al massino un calcio piazzato quasi dal limite. Zanellato atterrava un avversario e, sul successivo calcio di punizione, Petriccione appoggiava a Giron che fulminava l’impreparato Bethers con una gran botta (forse deviata). Il Catania reagiva e potrebbe pareggiare qualche minuto dopo ma Costantino sprecava da due passi sull’assist di Rapisarda ben lanciato da Chiricò. Nella ripresa Costantino, Chiricò e Quaini non inquadravano lo specchio della porta e Zanellato non era fortunato con due colpi di testa consecutivi respinti da Dini. Tante le recriminazioni rossazzurre per un intervento dubbio su Castellini in piena area crotonese… prima che il Crotone chiudesse i conti con Gomez che sfruttava al meglio la millimetrica imbeccata di un superlativo Petriccione. Poi… arrivava anche il tris calabro con Vinicius che sfruttava la clamorosa ingenuità di Chiricò che, invece di rinviare, appoggiava all’indietro favorendo l’inserimento dell’avversario. I sette minuti di recupero non cambiavano l’inerzia di un match che mortificava le aspettative rossazzurre.

BENEVENTO – TURRIS: le consuete fasi di studio davano il via al match, per la prima potenziale occasione bisogna attendere il 13’ quando Pinato cercava di innescare Marotta ma Maestrelli intercettava la minaccia. Passavano pochi secondi e il neo arrivato Marcone doveva esibirsi con una grande parata sul colpo di testa a botta sicura di Capellini. Sulla ribattuta Ferrante non concretizzava, colpendo il legno. Il gol dei padroni di casa era nell’aria e la gara si sbloccava al 17’: Ciano raccoglieva la sponda di Marotta e fulminava l’ex portiere del Sorrento. Soltanto dieci minuti dopo i biancorossi si affacciavano dalle parti di Paleari con un tiro di Maestrelli, poi Frascatore non riusciva a finalizzare sul traversone di Burgio. Il Benevento insisteva e andava a caccia del raddoppio con Ferrante (38’), Pinato (40’) e Improta (42’). Proprio quest’ultimo trovava la seconda marcatura di giornata per i giallorossi nelle battute iniziali della seconda frazione. Al 56’ Agazzi anticipava Franco e serviva Improta, il calciatore napoletano con un tocco morbido infilava alle spalle di Marcone. La Turris aveva la chance per riaprire subito il confronto, ma De Felice spediva sul fondo da ottima posizione. La truppa di Caneo provava a rendere più vivace il finale di partita, ci pensava l’ex Paganese a segnare. Al 74’ De Felice si faceva perdonare per l’errore precedente e fulminava Paleari con una conclusione dalla distanza. Curioso episodio nella circostanza: l’arbitro inizialmente non assegnava la rete, la segnalazione del quarto uomo salvava la terna da una svista clamorosa. Il Benevento replicava e faceva tris con Ciciretti: l’ex Napoli, da posizione defilata, batteva Marcone con un sinistro impeccabile. Il classe ’93 di Roma tornava al gol dopo oltre un anno (l’ultima volta in Ascoli-Como del dicembre 2022). Nel recupero D’Auria in girata superava Paleari, ma non bastava: al Vigorito terminava 3-2 per la compagine di Auteri.

ACR MESSINA – AUDACE CERIGNOLA: prima azione pericolosa al 2′ con Ruggiero del Cerignola che arrivava sul fondo e metteva al centro per gli ospiti, spazzava via Manetta. Non passava nemmeno un minuto e la conclusione di D’Ausilio era diretta in porta, parava Fumagalli che poi si accasciava ma riprendeva a giocare. Paura perché, dopo la rescissione di De Matteis, il Messina come secondo portiere aveva disposizione solo il Primavera Di Bella, classe 2006. Si vedevano per la prima volta i biancoscudati in avanti al 9′, lancio per Rosafio che vedeva l’inserimento sulla fascia di Franco e lo premiava, troppa fretta per il centrocampista locale che metteva al centro quando Plescia e Ragusa stavano ancora sopraggiungendo. Al 12′ ancora pericoloso da destra il Messina, la palla in mezzo all’area per Plescia tutto solo era precisa, peccato che l’assistente alzasse la bandierina per segnalare posizione di fuorigioco. Al 18′ si accasciava a terra Salvo, anche in questo ruolo il Messina era in emergenza con Lia che ancora non era tornato in forma e oggi non figurava nemmeno tra i convocati. Rientrava in campo ed era bravo a coprire poco dopo sull’affondo di Russo a sinistra concedendo il primo calcio d’angolo del match. Palla persa in uscita dal Messina e Malcore provava ad incrociare, attento Fumagalli quando al 22′ sul cronometro. Al 28′ cambiava la partita, il Messina non sfrutta una punizione e si fa sorprendere dalla ripartenza di D’Ausilio, Ortisi ultimo uomo prova a contrastarlo blandamente, l’attaccante ospite andava a terra a 40 metri dalla porta e per l’arbitro era espulsione diretta ai danni del difendente peloritano, secondo rosso in stagione. Si accendeva un piccolo parapiglia e D’Ausilio veniva ammonito. Si entrava nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione di gioco con il capitano Ragusa che si abbassava a fare il terzino, non c’è neanche Tropea in panchina che aveva usufruito di un permesso per seri problemi familiari. Audace Cerignola che sfruttando la superiorità numerica prendeva il pallino del gioco e costringeva il Messina nella sua metà campo, non arrivavano però azioni concrete da gol nei primi minuti dopo l’espulsione. Al 41′ l’occasione l’avrebbero gli uomini di Modica con Rosafio che riceveva a destra e attendeva l’arrivo di Plescia che riceveva in area e non riusciva a tirare, poteva da lì cercare la porta se avesse controllato bene. Concessi tre minuti di recupero, il Messina provava a non rinunciare a costruire e Salvo conquistava due angoli nei minuti finali della frazione, il secondo in pieno recupero su cui il colpo di testa di Manetta, bloccato da Krapikas, era la prima vera conclusione in porta di locali. Replicava proprio allo scadere Leonetti, il suo destro a giro terminava largo. Cambiava Modica che toglieva Ragusa e Plescia per Polito e Zunno. Si giocava poco e i calciatori erano nervosi in campo, pronti ad andare a terra ad ogni contatto anche dei più leggeri. Al 58′ D’Ausiliosi buttava nello spazio e arrivava sul fondo e provava a giocare la palla verso la porta dalla linea di fondo, la deviazione di Manetta e poi la respinta di piede di Fumagalli salvavano il Messina che superata l’ora di gioco tornava a subire il gioco degli ospiti in inferiorità numerica. Cambiava il punteggio al 62′, Ruggiero verticalizzava per D’Ausilio che triangolava invitando Malcore all’inserimento, l’attaccante pugliese si ritrovava solo a tu per tu con Fumagalli e lo batteva implacabilmente. Il Messina reagiva immediatamente e sfruttando la sovrapposizione di Polito a sinistra al 68′, cross leggermente deviato dalla difesa, trovava Zunno libero in area piccola che da rapace d’area di rigore superava Krapikas per il pareggio. Biacoscudati indemoniati in questa fase che sfondavano nuovamente a sinistra e stavolta ci provava Rosafio con un tiro cross che per poco non ribaltava la sfida. Cambi ancora dalle panchine, Modica toglieva Franco e Rosafio per Scafetta ed Emmausso, primi cambi anche per mister Tisci che toglie Coccia e Leonetti per far posto a Tentardini e Sainz Maza. Si entrava nell’ultimo quarto d’ora di partita, l’Audace Cerignola provava a tornare avanti con la conclusione di Tentardini che al 78′ chiamava Fumagalli alla respinta coi pugni. Ancora cambi con Tisci che toglieva Ruggiero per Sosa, pronto tra le file del Messina Giunta, ma mister Modica attendeva parecchi minuti prima di effettuare l’ultimo cambio. Da calcio d’angolo il Cerignola tornava in vantaggio, difesa del Messina ancora sorpresa con palla alle spalle, D’Andrea di testa la puniva per la rete del nuovo vantaggio ospite. A quel punto il Messina cambiava Frisenna per Giunta e, come all’andata, cercava il 2-2 nel finale. All’88’ grande uscita palla al piede di Salvo, poi Firenze cambiava tutto di prima per Emmausso che provava a mettersi in proprio ma veniva fermato solo da Tentardini che in scivolata chiudeva lo specchio e concedeva calcio d’angolo. Nel finale concessi cinque minuti di recupero, ma tranne che per una punizione da centrocampo, su cui saliva anche Fumagalli in area avversaria, il Messina non aveva avuto occasione di pareggiare.

SORRENTO – GIUGLIANO: mister Maiuri non cambiava ne squadra ne modulo e mandava in campo gli stessi interpreti dell’ultima gara pareggiata contro la Casertana. Il Giugliano di mister Bertotto si schierava a specchio con il collega, 4-3-3, e si affidava in attacco al trio Ciuferri, Salvemini, Di Dio. Un primo tempo tutto del Sorrento, prima occasione al 1′ minuto, Badje seminava il panico nell’area del Giugliano, ma ne Vitale ne Ravasio ne approfittavano. Al 4′ sugli sviluppi di un angolo De Francesco metteva in area per la testa di Todisco che però metteva al lato. Al 16′ Badje si vedeva parare da Russo un tiro velenoso. Al 19′ Cuccurullo entrava in area e il difensore del Giugliano Menna lo stendeva. L’arbitro concedeva il penalty che De Francesco realizzava spiazzando il portiere Russo. Il goal non placava i costieri che continuavano ad attaccare e sfioravano il raddoppio con Vitale, ma il suo tiro finiva al lato. Finiva così il primo tempo, dominato dal Sorrento, sul risultato di 1-0. La ripresa si apriva sempre con i costieri a comandare il gioco. Al 48′ ci provava Ravasio, ma parava ancora Russo. Subito dopo doveva ripetersi su un gran tiro di Vitale. Il Sorrento continuava a martellare l’area del Giugliano e così al 56′ Cuccurullo veniva nuovamente atterrato in area, l’arbitro interveniva e assegnava un altro rigore; questa volta sul dischetto ci andava Ravasio, che non sbagliava e portava il Sorrento sul 2-0. Sul doppio vantaggio la squadra di Maiuri tendeva a rallentare e ad amministrare la gara. Così concedeva la prima occasione al 70′ al Giugliano, Gladestony di testa indirizzava fuori. La partita ormai saldamente nelle mani del Sorrento si avviava alla conclusione senza molti sussulti. Da registrare l’espulsione di Salvemini per proteste. Terminava così la partita dominata dal Sorrento, che si portava a ridosso della zona play off.
BRINDISI – POTENZA: il primo tempo era di chiara marca potentina con i messapici, costretti nella propria metà campo, che reagivano solo nei minuti finali. Grande occasione per gli ospiti al 14’ che sugli sviluppi di un corner, si rendevano pericolosi con un doppio tentativo: il primo respinto da un difensore, il secondo deviato da Saio (ritornato titolare). Un minuto dopo andava in vantaggio il Potenza con Rossetti che, grazie ad un passaggio filtrante, si ritrovava solo con l’estremo difensore brindisino e con un tiro angolato lo supera. Debole reazione del Brindisi. Al 27’ un cross insidioso di Ganz che Bunino non deviava in porta. Un minuto dopo arrivava il meritato raddoppio dei lucani. Era nuovamente Rossetti che sfruttava una corta respinta di Saio sul forte tiro ravvicinato di Saporiti. Al 31’ il Potenza era vicino alla terza rete con Hadziosmanovic, il suo tiro veniva deviato da Saio. Nei minuti finali del primo tempo grande occasione per il Brindisi con Cappelletti che superava con un pallonetto Alastra, ma Pace salvava sulla linea. Poco dopo nuova occasione del Brindisi con Bunino che spalle alla porta si girava e sfiorava il palo. Dopo due minuti di recupero si chiudeva il primo tempo col doppio vantaggio (2-0) degli ospiti. Nel corso del secondo tempo il tecnico brindisino Roselli effettuava i seguenti cambi: entravano Merletti (nuovo acquisto), Nicolao, Mazia, Ceesay e Vona, uscivano Gorzelewski, Monti, De Feo, Lombardi e Ganz. Per il Potenza uscivano: Schiattarella, Pace, Volpe e Hristov ed entrano Laaribi, Verrengia, Di Grazia e Maddaloni. Il Brindisi si sbilanciava attaccando esponendo il fianco a continue ripartenze del Potenza. Al 60′ gli ospiti si divoravano una grande occasione con Volpe che tutto solo davanti a Saio tirava fuori. Al 64′ il Brindisi reclamava per un calcio di rigore, l’arbitro lasciava correre. Al 69′ tripletta di Rossetti che sfruttava un cross in ripartenza e depositava in rete. All’ 87′ rigore per il Potenza: Cappelletti atterrava Sbraga in area. All’88′ si incaricava del penalty Di Grazia che non sbagliava. Dopo 3 minuti di recupero si chiudeva col Potenza che festeggiava il nuovo anno con una netta vittoria, mentre il Brindisi si leccava le ferite e pensava all’occasione persa, visto le sconfitte di tutte le dirette avversarie alla retrocessione.

Tags: Serie C
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