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Crotone-Taranto 1-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto sfiora la vittoria in terra calabrese. Salta Zauli a Crotone

La compagine pitagorica ingaggia Silvio Baldini in panchina. Sorrento e Giugliano, coppia partenopea, in grande spolvero, con vittorie certe e convinte su Virtus Francavilla e Messina, sono in fase ascendente in zona play off

di Fabrizio Di Leo

Il 27^ turno di campionato, può essere etichettato come la “giornata della caduta degli dei”. La Juve Stabia di Pagliuca, in Sicilia, a Catania, mostrava la fragilità mascherata negli ultimi turni e , dopo una serie di 16 turni utili, perdeva sul campo etneo con un secco 2 a 0. Non vi potevano essere recriminazioni, in un momento di leggera flessione, manifestatasi con i tanti pareggi casalinghi e, anche lontano dal Menti, stessa sindrome capitata al Picerno che, in un altro dei match clou di giornata, cadeva al Curcio, al cospetto del cinico Benevento di Auteri. Oltre ai sanniti, corsari a Picerno, ne approfittavano delle clamorose scivolate anche l’Avellino che nel derby casalingo con la Casertana, approfittava dei primi minuti, per staccare gli ospiti con un uno – due, targato Patierno e D’Ausilio, e superare i rossoblù della Terra di Lavoro che con Curcio su rigore accorciavano le distanze, non riuscendo più a recuperare il risultato. Il Taranto, con una prestazione di sostanza, compattezza ed acume tattico, in Calabria, a Crotone, riusciva a ritornare con un risultato positivo condizionato da un grossolano errore arbitrale che sotto forma di un rigore, impediva agli ionici tornare a casa con la piana posta in palio. Prestazione comunque rassicurante, pur con l’amarezza dell’ammonizione rimediata da Kanoute, dopo la seconda rete, sanzionato per una presunta eccessiva esultanza sotto la curva dei supporters crotonesi. Il Cerignola, dopo la sconfitta di Taranto, subiva un nuovo stop bruciante, per mano del Benevento, lasciando insoddisfatti i supporters ofantini, in contestazione nei confronti della guida tecnica, rea di aver fatto scivolare la formazione fuori dalla zona play off. Il Latina, cinico e camaleontico, dopo il blitz di Brindisi, si ripeteva a Monopoli, compromettendo il cammino degli adriatici, in netta difficoltà, per i play out. Sorrento e Giugliano, coppia partenopea, in grande spolvero, con vittorie certe e convinte su Virtus Francavilla e Messina, sono in fase ascendente in zona play off, mentre nelle retrovie della classifica, cammino a singhiozzo per il Potenza, ormai agganciato dal Foggia, mentre in zona play out, la Turris si mantiene in scia di Foggia e >Potenza, posizionate nella zona franca della graduatoria, mentre il Monterosi Tuscia, vincendo a Cerignola, ha lasciato l’ultima posizione, cedendola al Brindisi, sempre più alla deriva, rischio che oltre al Monopoli sta rischiando anche la Virtus Francavilla che , proprio nel prossimo turno ospiterà i bianco verdi monopolitani, per un derby fratricida e da ultima spiaggia per entrambe.

CATANIA – JUVE STABIA: si fermava la fuga della Juve Stabia. Dopo sedici risultati utili consecutivi, la squadra di Guido Pagliuca si arrendeva al Catania: una doppietta di Castellini stendeva la capolista allo stadio Angelo Massimino-Cibali. Per la prima della classe arrivava la seconda sconfitta in campionato. Etnei subito in avanti: al 3’ angolo di Cicerelli e incornata di Castellini, nessun problema per Thiam. Le vespe non pungevano e al 14’ i padroni di casa passavano in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner battuto da Peralta, ancora Castellini sorprendeva la retroguardia e di testa insaccava. Il gol galvanizzava i rossazzurri, al 19’ tiro-cross di Cicerelli e Thiam doveva rifugiarsi in angolo. L’ex portiere della Spal si faceva trovare pronto anche al 23’ sul tiro di Costantino, dopo una disattenzione di Bellich. Sul capovolgimento di fronte Piscopo provava a scuotere i suoi con una conclusione che risultava imprecisa. Al 30’ traversone di Andreoni dalla destra, Adorante non riusciva a indirizzare verso il bersaglio. Quattro giri di lancette dopo l’attaccante impegnava Albertoni, sulla respinta Candellone si divorava il pareggio, mancando il tocco vincente. La Juve Stabia cercava di riordinare le idee all’intervallo, ma era ancora il Catania a rendersi pericoloso con un sinistro di Peralta disinnescato da Thiam. I gialloblù replicavano con un guizzo di Andreoni, prolungato da Adorante: in area però non ci erano compagni. Poi Leone calciava, il ventiquattrenne colpiva di testa e mandava oltre la traversa. Al 62’ proteste degli ospiti per un tocco di mano in area, il direttore di gara lasciava proseguire. Dieci minuti più tardi Buglio verticalizzava per Mosti, il destro era impreciso. La formazione di Lucarelli ripartiva e con Castellini raddoppiava: era il 75’ quando il numero 27 riceveva da Cicerelli, entrava in area e batteva Thiam. Le vespe tentavano di rendere la serata meno pesante, ma la compagine di casa difendeva con ordine e non concedeva altro ai ragazzi di Pagliuca. Battuta d’arresto per la capolista al triplice fischio.

AZ PICERNO – BENEVENTO: dopo 146 giorni dalla trasferta in campo neutro contro il Brindisi il Benevento tornava al “Donato Curcio” per affrontare questa volta la terribile compagine lucana del Picerno. I ragazzi di Emilio Longo occupavano come noto il secondo posto in classifica con quarantanove punti, a sei lunghezze di distanza dalla Juve Stabia, con la capolista di scena in contemporanea a Catania. Emilio Longo schierava il suo undici con il collaudatissimo 4-2-3-1 e la linea a quattro davanti a Merelli era formata da Novella, Cadili, Gilli e Pagliai. Pitarresi e Gallo, invece, operavano in mediana con la trequarti a supporto di Murano formata da Ceccarelli, Maiorino e D’Agostino. Auteri, invece, riproponeva lo stesso undici iniziale di lunedì scorso a Crotone, con l’unica variazione rappresentata da Ciano al posto di Ciciretti e con ovviamente Lanini e Starita a completare il tridente. I padroni la sbloccavano subito al 6′: conclusione di Pitarresi smorzata da Terranova e sulla respinta si fiondava Ceccarelli che beffava Paleari. Peggiore inizio di gara per la Strega non poteva esserci e i giallorossi all’11’ provavano a reagire con Masciangelo che dalla sinistra crossava al centro dove Starita si fiondava di testa e il suo tentativo veniva smorzato in angolo dalla retroguardia di casa. Al 18′ con Ciano i giallorossi pervenivano al pareggio, ma la rete del calciatore del Benevento non veniva convalidata per un fallo di mano dello stesso attaccante segnalato dal direttore di gara. Al 23′ i padroni di casa erano costretti al primo cambio, con Albadoro che prendeva il posto dell’acciaccato Maiorino. Al 29′ Ciano dalla sinistra si accentrava e la sua conclusione di destro, non il suo piede, finiva sul fondo. Al 37′ tornavano a farsi vedere dalle parti di Paleari i padroni di casa e il tentativo della distanza di Ceccarelli finiva di poco fuori. Al 42′ perfetta verticalizzazione di D’Agostino che imbeccava Murano e la conclusione del bomber del Picerno era smanacciata in angolo da Paleari. Nella ripresa i padroni di casa partivano subito all’attacco e al 3′ Ceccarelli raccoglieva il pallone dalla sinistra e il suo tiro era murato da Terranova. Al 7′ timido tentativo del Benevento, con Lanini che raccoglieva di testa il cross dalla sinistra di Masciangelo e Merelli bloccava. L’estremo difensore dei padroni di casa all’11’ era bravissimo a distendersi e a dire di no alla conclusione dal limite di Ciano. Al 12′ triplo cambio per i giallorossi con Auteri che inseriva Pinato, Ciciretti e il giovanissimo Carfora al posto di Talia, Ciano e Starita. Per il 2006 prima presenza con Auteri e terza in campionato dopo le due raccolte con la gestione Andreoletti. Al 21′ doppia occasione per il Benevento: Pastina ci provava dalla distanza e Merelli respingeva l’angolata conclusione, sulla respinta si fiondava Simonetti e l’estremo difensore di casa con un altro intervento negava il pareggio ai giallorossi. L’estremo difensore di casa al 28′ ancora una volta sugli scudi e questa volta diceva di no al colpo di testa ravvicinato di Lanini e la palla finiva sulla traversa. La Strega non demordeva e al 32′ Biasiol stendeva Pinato e per il direttore di gara non c’erano dubbi ad assegnare il calcio di rigore per il Benevento. Dagli undici metri si presentava Ciciretti che non sbagliava e realizzava il gol dell’1-1. Galvanizzato dal gol del pareggio, il Benevento si riversava nuovamente in attacco e al 35′ la conclusione di Lanini era respinta da Merelli che nulla poteva sul tap-in ravvicinato di Carfora. Ribaltato il risultato nel giro di due minuti, la Strega difendeva il vantaggio fino al triplice fischio ed usciva dal “Curcio” di Picerno con tre punti d’oro. Ai fini della classifica, infatti, i giallorossi salivano a quarantotto punti e a un solo punto dal Picerno, sempre secondo in graduatoria. Cadeva la capolista Juve Stabia, sconfitta a Catania 2-0.

AVELLINO -CASERTANA: il tecnico Michele Pazienza sceglieva di adottare il modulo 4-3-3, mostrando preferenza per Cancellotti e Frascatore rispetto a Ricciardi e Cionek in fase difensiva. Rocca era preferito a De Cristofaro a centrocampo. Per quanto riguarda l’attacco, il tridente vedeva D’Ausilio e Sgarbi schierati ai lati di Patierno. Pronti via e, al 3′, l’Avellino era già avanti: Sgarbi effettua un cross perfetto, e Patierno, anticipando i difensori della Casertana, segnava di testa sul primo palo. I padroni di casa giocavano bene e, al 15′, trovavano anche il raddoppio: ancora una volta, Sgarbi offre un assist decisivo, superando sulla destra Anastasio e servendo in area dove D’Ausilio, trovandosi di fronte alla porta sguarnita, non faceva altro che spingere il pallone in rete. Al 22′, la Casertana la riapriva dagli 11 metri: Carretta tirava e c’era un netto fallo di mano da parte di Frascatore. L’arbitro Nicolini lasciava continuare l’azione fino al tiro di Curcio, respinto da Ghidotti, ma poi concedeva il rigore. Curcio, con freddezza, spiazzava Ghidotti dal dischetto. In questa fase di gioco, Cangelosi cercava di arginare Sgarbi, che risultava essere imprendibile per Bacchetti. Quest’ultimo veniva sostituito da Deli. In difesa, Anastasio faceva un passo indietro. Al termine del primo tempo, il punteggio era di 2-1 a favore dell’Avellino. Patierno e D’Ausilio avevano segnato per l’Avellino, mentre Curcio aveva realizzato su rigore per la Casertana. Nel secondo tempo, l’Avellino partiva con una buona reattività a centrocampo, ma in fase offensiva risultava troppo superficiale. Anche se c’erano state poche occasioni, si vedeva una certa indecisione. Rocca, anziché calciare, preferiva servire D’Ausilio in area, finendo per perdere il possesso del pallone. Al 57′, un’altra ripartenza gestita in modo poco efficace dall’Avellino. Rocca faceva tutto giusto: avanzava sulla sinistra, si accentrava e creava un’occasione favorevole con un 4 contro 2. Tuttavia, Sgarbi sprecava l’opportunità cercando l’assist in area anziché calciare verso la porta. Al 58′, su calcio d’angolo, D’Ausilio crossava sul primo palo dove Armellino saltava più alto di tutti e colpiva di testa, ma il pallone finiva poco sopra la traversa. Al 65′, fuga di Ricciardi sulla destra che serviva un assist rasoterra in area, ma il controllo di Soprano era impreciso, consentendo a Patierno di calciare verso la porta. Il tiro subiva un doppio rimbalzo e il pallone finiva sul fondo del campo. All’86’, Russo perdeva il possesso in modo sfortunato, e da trenta metri Toscano calciava immediatamente, sfiorando il palo. Brividi per Ghidotti, il portiere dell’Avellino. Il risultato finale era maturato nel corso del primo tempo della partita, con Patierno e D’Ausilio che avevano segnato per l’Avellino, mentre Curcio aveva realizzato su rigore per la Casertana. Pur avendo entrambe le squadre avuto opportunità nel secondo tempo, nessuna riusciva a modificare il punteggio. Ghidotti manteneva la sua porta inviolata grazie a parate cruciali. La partita si concludeva con l’Avellino in vantaggio per 2-1.

CROTONE – TARANTO: la vittoria per i pitagorici mancava dal 13 gennaio, il Taranto, invece, nell’ultimo turno, aveva sconfitto il Giugliano grazie alla rete di Kanoute nel finale, con l’undicesimo gol dell’attaccante senegalese. A Zauli mancava invece Tumminello ma anche lo squalificato Zanellato, oltre ad Altobelli, D’Errico, Papini, Stronati e Vinicius, esordi così il ’99 bulgaro Kostadinov. Nel Taranto c’era un’emergenza in difesa, invece: Luciani era squalificato e Travaglini era indisponibile. Riggio non era al meglio e aveva saltato le ultime due partite, ma era lui a completare il reparto con Matera e Miceli, davanti era schierato titolare l’ex Panico. Minuto di raccoglimento per le vittime sul lavoro in Toscana come su tutti i campi professionistici. Inedita muta verde con calzettoni arancio per i padroni di casa a cui, i pari rossoblù di base, pugliesi rispondevano con la divisa bianca di ordinanza esterna. Cercavano di partire forte entrambe quando avevano palla con Gigliotti che provava a dare ritmo al giro palla che, dopo Petriccione, era un ruolo affidato a Zanellato, ora Vitale e D’Angelo correvano più che dettare, al 5’ era proprio l’ex Avellino ad essere steso al limite, con una punizione che Gigliotti calciava sulla barriera. Sul conseguente angolo la sfera arriva a Rispoli dal limite che spara un bolide alto sopra la traversa. Al 34’ era nuovamente Rispoli, a suo agio spostato quinto, a procurarsi un altro angolo che poi provocava un altro calcio da fermo dal lato opposto bloccato poi dal portiere ospite. Al 37’ galoppata in contropiede di Simeri disinnescata da Gigliotti in angolo, due minuti più tardi era Kanoute a mettere un traversone buono per Matera che la mandava fuori da buonissima posizione. Era l’unico frangente in cui gli ospiti davano impressione di poter reagire. Il giro palla passava subito ai ragazzi di Zauli che riportavano il baricentro verso la sud dove il Crotone attaccava, terminando la prima frazione a favore del suo pubblico in tutti i sensi. Fino al 15’ tante palle dentro ed altri 4 angoli, supremazia pitagorica ma senza danni. Il Taranto cercava di farsi vedere (da lontano con Matera che scaldava i guanti a Dini) ma era il Crotone a tornare a macinare dinamicità, senza stoccate però. Al 25’ la stoccata, Rispoli insisteva sull’ultimo angolo disponibile, scaricava poi per Battistini che mette dentro subito per Guido Gomez che dall’altro lato riusciva a metterla dove Vannucchi non poteva arrivare. Il vantaggio costringeva il Taranto a cercare di reagire ma i padroni di casa non si schiacciano, anzi. Capuano ne cambiava tre, entrano Bifulco, De Marchi ed Enrici per Panico, Simeri e Zonta; Zauli richiamava il giovane Kostadinov per D’Ursi. Ma era Vitale il primo ad essere pericoloso da fuori anche se Bifulco faceva tutto benissimo in ripartenza calciando, però, alle stelle solo di fronte a Dini in uscita disperata. Solo una fiammata perché fino al 60’ ricomincia a macinare palleggio e sortite. Anche se Bifulco con una conclusione improvvisa spaventava Dini ed i suoi che, per qualche minuto si abbassavano troppo, tanto che in due minuti di pressione subiva il pari: Valietti portava palla e serviva un filtrante per Kanoute che si ritrovava davanti a Dini e lo superava. Ora i padroni di casa dovevano ricominciare con una sola punta di ruolo.Tribuzzi ci provava da fuori al 68’. Al 70’ la frittata, complice forse quella del guardalinee che non alzava la bandierina di fuorigioco per una scorribanda di Kanoute che prima veniva recuperato, poi saltava da fermo Loiacono e sferrava la palla in goal con Dini non esente da colpe. Entravano Fiorani per Matera e Felippe e Comi per Loiacono e Vitale. Valietti atterrava proprio Comi in area e Zanotti gli dava giallo e rigore contro che prima Vannucchi parava anticipando il calcio di Gomez, rigore che si ripeteva su invito dell’assitente con il numero nove che questa volta batteva più centrale spiazzando il portiere avversario che si era tuffato dalla parte opposta a quella precedente. Il Crotone a 4 dietro cercava l’onda a favore. Ma era l’ex Riggio che costringeva Dini alla parata importante con un colpo di testa. Gara apertissima anche per un metro di misura che il direttore di gara faticava a tenere omogeneo. All’86’ Vannucchi si superava su una girata bellissima di Gomez, sull’angolo Comi veniva strattonato almeno quanto nell’azione punita. Si dimenava ancora l’ex Pro Vercelli che provava a farsi un assist da solo di testa, Vannucchi usciva alto e sbrogliava. Sei minuti di recupero non servivano a ricambiare l’esito della gara con il Crotone avanti ma poco lucido se non con Comi che le indirizzava comunque tutte verso la porta avversaria.

MONOPOLI – LATINA: quarta sconfitta consecutiva per un Monopoli sprecone e confusionario. Incredibili alcune occasioni sbagliate sottoporta dai biancoverdi, ma clamoroso anche l’errore che regalava il gol al Latina. Un po’ a sorpresa Taurino confermava Angileri, Barlocco e Iaccarino dall’inizio, lasciando inizialmente in panchina La Vardera, Berman e Hamlili. Tornava De Risio dopo la squalifica, in avanti, chance dal primo minuto per De Paoli. Monopoli che partiva bene e andava vicino al gol in almeno quattro occasioni nei primi venti minuti, ma due di queste erano clamorose. In particolare, Ferrini, all’altezza dell’area piccola, tutto solo spediva incredibilmente alto. Ancora più incredibile ciò che accadeva al 16’, quando Tommasini imbeccava Borello: il numero 10 dribblava il portiere ma a porta vuota tirava a lato tra lo stupore generale. Il gol sbagliato in questo modo spegneva le velleità dei biancoverdi, che lasciano progressivamente campo al Latina che, comunque, non creava granché sino al 40’, quando arrivava l’ennesimo patatrac difensivo. Angileri regalava letteralmente il pallone a D’Orazio, con il numero 19 che non ci pensava due volte e, appena dentro l’area, lasciava partire un destro che si spegneva sotto la traversa. Si andava al riposo con i laziali in vantaggio e tra i fischi del pubblico del “Veneziani”. Nella ripresa il cliché, più o meno, era sempre lo stesso, ma a differenza del primo tempo i biancoverdi partivano con più confusione. Ad ogni modo, già al 5’ Tommasini aveva l’occasione di impattare il risultato, ma all’altezza del dischetto spediva clamorosamente a lato. Continuava la serie di “orrori” sottoporta. Gli uomini di Taurino ci provavano in tutti i modi, ma, come a Foggia, sembrava non essere serata. L’occasione più importante capitava sui piedi di Borello, che si liberava per la conclusione dal limite e lasciava partire un sinistro che si stampava sulla traversa. Poco prima, Guadagno era stato bravo a salvare su un colpo di testa di Grandolfo. Dopo cinque minuti di recupero l’arbitro fischiava la fine: fischi e cori da parte del pubblico, sempre più preoccupato per una situazione al limite del paradossale.

AUDACE CERIGNOLA – MONTEROSI TUSCIA: il Monterosi espugnava il “Monterisi”, i laziali vincevano 2-1 nonostante l’inferiorità numerica in tutto il secondo tempo, il Cerignola steccava e la vittoria mancava da quattro gare. Neanche il tempo di cominciare e i laziali passavano in vantaggio, tutto nasceva da un fallo ai danni di Eusepi. Sini toccava per Gori, Piroli di testa arrivava più in alto di tutti ed indirizzava sul palo lungo dove Barosi non poteva arrivarci, si metteva subito in salita per gli ofantini. 12’, Gavioli prova a sorprendere l’estremo difensore gialloblù leggermente fuori posizione, tentativo privo di fortuna. Il Cerignola non c’era e il Monterosi ne approfittava raddoppiando al quarto d’ora, bell’azione con Vano che poggiava a Scarsella, Eusepi sceglieva il tempo giusto e faceva 0-2 nello scetticismo generale del pubblico di casa. 23’, tentativo timido dell’Audace, sfera sui piedi di Tascone che calciava alto. I ritmi calavano ma il Cerignola la riapriva al 40’, piazzato perfetto di Sainz – Maza sulla testa di Capomaggio che lasciava immobile Forte, secondo gol consecutivo per l’argentino. Scintille al 42’, ne faceva le spese il tecnico ofantino Tisci che veniva espulso. La sua squadra però tornava in partita, al 45’ Vuthaj lasciava partire una conclusione tesa e potente, Forte era reattivo. 49’, Russo scodellava al centro, pasticciavano i difensori laziali e Tascone non riusciva ad approfittarne, il centrocampista si divorava il pari. La partita cambiava al 53’, Vuthaj era lanciato verso l’area e Piroli era costretto al fallo da ultimo uomo, rosso diretto per il capitano ospite, autore del primo gol di serata. Sul conseguente piazzato Maza calciava alto. Dopo una girandola di cambi l’Audace sfiorava ancora il pareggio, al 72’ Russo affondava sulla sinistra e serve Tascone che batteva a rete ma trovava la gran risposta di Forte. 81’, altra grande chance, questa volta dalla bandierina, Vuthaj svettava con la sfera che terminava di un soffio a lato. Nel finale gli ofantini spingevano ma senza concretezza, il Monterosi portava via tre punti fondamentali. Sconfitta clamorosa per il Cerignola, contestato da tutti i settori dello stadio.

SORRENTO – VIRTUS FRANCAVILLA: il Sorrento tornava alla vittoria in campionato. Dopo due sconfitte consecutive, la squadra di Vincenzo Maiuri superava di misura la Virtus Francavilla, conquistava un altro importante bottino per l’obiettivo salvezza e agganciava il Giugliano in piena zona playoff. Allo stadio Viviani di Potenza decideva un gol di Martignago nel secondo tempo. Sfida che si giocava subito su ritmi alti, la prima potenziale occasione della partita era dei rossoneri con Martignago che riceveva da Fusco e provava a servire Ravasio, Branduani bloccava. Sul versante opposto risposta degli ospiti con Di Marco che cercava di innescare Artistico, disturbato dagli avversari: nessun problema per Del Sorbo. I biancazzurri alzavano il baricentro, ma i costieri non rischiavano particolarmente e nella fase centrale del primo tempo si abbassava l’intensità della gara. Al 31’ Ravasio calciava al volo sugli sviluppi di un angolo, Molnar salvava i suoi. Poco altro nel finale di primo tempo, resisteva il pareggio al Viviani. La prima chance della ripresa porta la firma di Neglia: il numero 11, su suggerimento di Di Marco, sparava sull’esterno della rete. Al 52’ il Sorrento stappava la sfida. Traversone di Blondett dalla destra, stacco vincente di Martignago e vantaggio rossonero. La Virtus Francavilla reagiva subito con Nicoli che non indirizzava verso la porta, poi al 57’ l’autore del gol lasciava i suoi in dieci per espulsione diretta. Al 63’ erano ancora i ragazzi di Maiuri a rendersi pericolosi con un tiro di Ravasio deviato in angolo. Due minuti dopo Del Sorbo si opponeva alla traiettoria di Di Marco, il centrocampista ci riprovava anche al 79’ senza trovare il bersaglio. Gli ultimi sussulti della gara erano targati Biondi-Laaribi, il punteggio non cambiava più e al triplice fischio i rossoneri tornavano alla vittoria.

GIUGLIANO – ACR MESSINA: il Messina era battuto per 1 a 0 in trasferta dal Giugliano. Si interrompeva, così, con un gol nel finale, realizzato da Savemini, la striscia positiva dei biancoscudati, calati nel finale. Giallorossi subito pericolosi con una verticalizzazione per Emmausso, anticipato, all’ultimo momento, dal portiere in spericolata uscita. Tocco di braccio “galeotto” nell’area dei locali, ma l’arbitro lasciava correre tra le proteste dei peloritani per la mancata concessione del rigore. Al 20’ Ortisi faceva partire un insidioso rasoterra, che veniva intercettato a terra dall’attento Russo. Meglio in questa fase la formazione allenata da mister Giacomo Modica, che confermava di essere spigliata e convinta dei propri mezzi. Con il trascorrere dei minuti, i campani avanzavano il baricentro della manovra, ma non creavano particolari pericoli alla retroguardia avversaria e si andava, così, all’intervallo a reti inviolate. La ripresa cominciava con gli stessi 22 giocatori in campo. L’ex Baldè calciava a lato da posizione propizia, mentre Fumagalli si opponeva in tuffo alla staffilata da lontano di Salvemini. Sull’altro fronte, Plescia impegnava Russo, che si rifugiava in corner. Al 17′ la “palomba” di Romano, trovava pronto Fumagalli alla deviazione oltre la traversa. Triplice cambio tra gli ospiti con Cavallo, Luciani e Frisenna che prendevano il posto di Firenze, Plescia e Rosafio. Allo scadere, Salvenini decideva il match, segnando di sinistro su azione d’angolo, la sua conclusione si infilava proprio nell’angolino basso.

TURRIS – POTENZA: tre punti importanti conquistati dalla Turris allo scadere. La brigata di Leonardo Menichini stendeva il Potenza nel finale di match allo stadio Liguori e si assicurava un bottino importante per la corsa salvezza. Terzo risultato utile consecutivo per i corallini che si confermavano in un buon momento di forma. Avvio di match senza sussulti, le due squadre si studiavano e non affondavano il colpo. Per il primo tentativo verso la porta bisognava attendere il 12’ con Saccani che impattava di testa su cross di Nicolao e mandava a lato. Gli ospiti provavano a rispondere con una giocata di Saporiti e con una palla insidiosa in area che Caturano non raccoglieva. Al 23’ D’Auria serviva Jallow che calciava dall’interno dell’area ma alzava troppo la mira. Passavano cinque minuti e Casarini chiudeva l’azione dalla distanza, la sfera andava sul fondo. La Turris cercava il guizzo vincente con una punizione di D’Auria al 38’, il Potenza replicava con una conclusione larga di Asencio. Il primo tempo andava in archivio con un tiro di Panelli che si spegneva oltre la traversa. La ripresa si apriva con una giocata di Caturano deviata dalla difesa corallina. Al 52’ ghiotta occasione per i biancorossi: suggerimento di Nicolao, Nocerino non concretizzava da ottima posizione. I ragazzi di Menichini restavano in proiezione offensiva e costruivano altre due occasioni con Saccani al 57’ e con D’Auria al 59’. Passavano dieci minuti e Panelli, con un’incornata, sfiorava il vantaggio. Al 70’ Sbraga strattonava Maestrelli, l’arbitro assegnava il penalty: sul dischetto si presentava D’Auria, ma Alastra lo neutralizzava. Archiviata l’opportunità per Nicolao all’80’, la Turris riusciva a sbloccare la sfida nel recupero sugli sviluppi di una punizione calciata da Giannone: Jallow toccava e Hristov deviava nella sua porta. Il confronto del Liguori terminava con il punteggio di 1-0.

BRINDISI – FOGGIA: anche il Foggia espugnava il Fanuzzi. I biancazzurri rimediavano l’ennesima sconfitta casalinga nel derby valevole per la 27esima giornata del campionato di Serie C e sprofondano all’ultimo posto in classifica. Nonostante la carica di oltre 2mila tifosi, i biancazzurri non riuscivano a risollevarsi da una crisi terribile. Gli uomini di mister Roselli e regalavano il primo tempo alla squadra allenata da Cudini, andando all’intervallo sotto di un gol (la rete realizzata da Santaniello al 16′). Nella ripresa i padroni di casa davano dei segnali di risveglio, ma il raddoppio messo a segno da Salines al 31′ era il colpo del ko per una squadra sempre più in balia delle avversità. Il Brindisi totalizzava la decima partita consecutiva senza vittoria. A preoccupare era l’approccio totalmente negativo al match. Nei primi 45 minuti il Brindisi era praticamente nullo, consegnandosi agli avversari. E la situazione in classifica si faceva drammatica. La zona salvezza, distante 15 punti, era ormai una chimera. Il quintultimo posto distava 11 punti: tre di troppo per la disputa dei playout. E domenica prossima i biancazzurri saranno attesi da una dura trasferta in casa della Casertana, in un clima di contestazione nei confronti della società. Anche oggi la Curva Sud ha intonato dei cori contro la proprietà, invitandola a cedere il club. Mister Roselli in attacco lanciava Guida dal primo minuto, al posto di Bunino. Al suo fianco, Trotta. A centrocampo, linea a cinque con gli esterni Gavazzini (a destra) e Calderoni (a sinistra). Poi le mezzali Speranza e Vona. Pinto in cabina di regia. Gorzelewski, Bonnin e Merletti componevano la difesa a tre, a protezione del portiere Saio. Al 10’ Saio compiva la prima parata della gara, su conclusione non irresistibile di Salines. Più impegnativo, invece, l’intervento dell’estremo difensore brindisino su un colpo di testa di Santaniello, pochi secondi dopo. I dauni prendevano in mano le redini dell’incontro. Il Brindisi soffriva e al 16′ andava sotto. Era Santaniello a portare in vantaggio i rossoneri. L’attaccante anticipava con destrezza un difensore biancazzurro, sfruttando al meglio un cross preciso di Millico. I biancazzurri accusavano il colpo. Al 30′ Calderoni usciva per infortunio. Al suo posto entrava Monti. I padroni di casa faticavano a giocare. I satanelli al 44’ sfioravano il raddoppio con un colpo di testa in tuffo di Salines, che si spegneva di poco sul fondo. Il primo tempo non regalavano altre emozioni. Dopo l’intervallo, Roselli gettava nella mischia Valenti, Pagliuca e Bunino, facendo uscire Pinto, Gavazzini e Trotta. I biancazzurri rientravano in campo con ben altra determinazione. Al 4’ proprio Valenti si involava sul fondo e faceva partire un cross che per poco non beffava il portiere Perina. Il Foggia abbassava il baricentro ma al 16′ andava ancora vicino al 2-0 con Santaniello, che davanti a Saio non riusciva a indirizzare verso la porta. Il portiere si faceva trovare pronto anche al 28′, quando compiva due parate in rapida successione, in entrambi i casi su conclusioni ravvicinate. Il Foggia continuava a spingere e al 30′ trovava il gol del 2-0 con Salines, che non sbaglia il tap in, su una respinta corta di Saio. Finiva così, con il pubblico in contestazione verso società e squadra, con albergante il sentimento di rassegnazione, misto a quello del grande rammarico, al limite della rabbia per l’esito di questa infausta annata calcistica, sicuramente ricordata negli annali come una delle pagine più buie della storia calcistica bianco azzurra.

Tags: Serie C
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