di Fabrizio Di Leo
La 32^ giornata ha prodotto alcuni risultati sorprendenti, soprattutto in zona play off e per la vetta della classifica. La Juve Stabia, impegnata in Puglia, a Foggia, dopo un match che la vedeva subito in vantaggio, raggiunta immediatamente dai padroni di casa, non riusciva a più a prendere possesso del match e nella ripresa subiva la rete che avrebbe permesso ai dauni di conquistare tre punti importanti. Il Benevento, intanto, nel derby di Giugliano, superava i padroni di casa partenopei e, complice il risultato di Foggia, dimezza il gap dalla capolista stabiese, rilanciandosi, prepotentemente nella lotta alla prima posizione. A Potenza, nel Monday Night, il derby lucano della provincia potentina, importante per definire confermare la supremazia regionale, decretava la vittoria per i padroni di casa, mentre i melandrini di Longo erano incapaci di raddrizzare il risultato e per l’onore. Sconfitta indolore, anche se un derby come quello potentino, lascia sempre degli strascichi, anche pe4santi, si asotto l’aspetto mentale che fisico, con un verdetto comunque, nel complesso giusto. L’Avellino, altro cliente abituale della zona play off, in casa, regolava, senza difficoltà, un Brindisi impalpabile, incapace, dopo essere passato in svantaggio nei primi minuti di gara, di reagire adeguatamente per rimettere in piedi un incontro che, alla fine, lo vedeva soccombente con la fiammella della speranza di arrivare ai play out che diveniva sempre più flebile. La Casertana, in casa superava un arcigna Virtus Francavilla, colpevole di aver lasciato l’iniziativa ai ragazzi di Cangelosi che con due reti superavano gli imperiali, e scavalcava il Taranto, bloccato sul pareggio dal Sorrento dell’ex Maiuri. Notizie alquanto negative arrivavano per il Crotone che, impegnato a Teramo, in casa del Monterosi Tuscia, subiva una grave battuta d’arresto che faceva il paio con lo stop casalingo del turno precedente, compromettendo, ulteriormente, il forcing finale, necessario a scalare qualche posizione in area play off. Detto del Giugliano, superato in casa dal Benevento, l’enigmatico Latina era costretto la pari interno dal Messina, sempre più coinvolto nell’avvincente lotta ad entrare in zona play off, ormai vicina ad un solo punto. Area play off sempre nel mirino sia dl Sorrento, buon pari a Taranto, e come detto del Messina, battuta d’arresto del Cerignola, in Sicilia, alle pendici dell’Etna, l’impresa della giornata ad opera del Foggia, capace di superare la capolista, permetteva ai dauni di arrivare al 10° posto, ultimo utile per la lotteria post season. Il Catania, intanto, vincente sul Cerignola, lasciava dubbi sull’attuale stato di forma, probabilmente distratto dalla finale di andata della Coppa Italia (in trasferta a Padova), ma le perplessità sull’esito finale della stagione rimanevano nell’ambiente siciliano, sempre speranzoso di quella tanto, attesa svolta, finora, mai arrivata. La lotta della permanenza, intanto si ravvivava per merito dell’indomito Monterosi, come detto ottimo cin cin ai danni del Crotone, ora, complice la sconfitta della Virtus Francavilla a Catania, appaiati, con i pugliesi in penultima posizione. Il timore di perdere punti importanti e forse decisivi nella lotta ai migliori posti play out, partoriva uno 0 a 0 tra Monopoli e Turris, risultato che andava benissimo ai corallini, assolutamente negativo per i bianco verdi adriatici che perdevano un’ottima ed importantissima occasione per operare il possibile aggancio o quanto meno una consistente riduzione della distanza dalla quint’ultima posizione in zona play out. Il Brindisi, sempre più fanalino di coda e con un distacco di otto punti dalla coppia Virtus Francavilla e Monterosi Tuscia, con la sconfitta subito ad Avellino, vede compromesse buona parte della speranza di poter disputare i play out e, il calendari della prossime due giornate, lascia, realisticamente, pochissime speranze di conquistare punti utili a tenere accesa la flebilissima fiammella della speranza.
FOGGIA – JUVE STABIA: la Juve Stabia si fermava in trasferta. Dopo quattro vittorie consecutive, la squadra di Guido Pagliuca si arrendeva al Foggia. Non bastava l’iniziale vantaggio firmato Leone alle vespe, rimontate da Riccardi ed Ercolani. Una sconfitta che vedeva ora il Benevento a -6, quando mancavano sei giornate alla fine del campionato. Alla prima occasione della partita, la capolista passava in vantaggio. Candellone pennellava per Adorante che colpiva debolmente, la difesa allontanava sui piedi di Leone che controllava e fulminava Perina al 4’. I padroni di casa reagivano e si rendevano pericolosi con una sponda di Tonin verso Gagliano, Bachini salvava i suoi. Il pareggio però arrivava pochi secondi dopo: sugli sviluppi di un angolo battuto da Millico, Riccardi impattava di testa e faceva 1-1. Al 19’ Gagliano si liberava dalla marcatura e calciava, la sfera terminava distante dalla porta difesa da Thiam. Dopo un avvio ad alta intensità, le due squadre si studiavano e attendevano il momento giusto per riportarsi in zona offensiva. Alla mezz’ora Mosti faceva partire un mancino che Perina disinnescava. Al 38’ Adorante si coordinava per la rovesciata ma trovava la respinta del portiere, sulla ribattuta Candellone mancava il bersaglio. Al rientro in campo dopo l’intervallo, la difesa del Foggia si faceva sorprendere da un lancio di Mignanelli al 48’: Adorante anticipava Perina con un pallonetto, ma la mira non era precisa. Al 57’ Thiam rischiava in uscita sul pallone lungo di Odjer, il portiere – scavalcato in un primo momento – riusciva a recuperare e toglierlo dalla potenziale disponibilità di Gagliano. Passavano cinque minuti e Mignanelli pescava Adorante sul secondo palo: l’ex Triestina appoggiava per Candellone, la botta al volo si spegneva all’esterno del rettangolo verde. Al 72’ i satanelli ribaltavano il risultato: punizione di Millico alla ricerca di Tenkorang che faceva da sponda per Ercolani. Il numero 15 impattava di testa e insaccava, Thiam non impeccabile in uscita. Al 77’ mancino di Mignanelli da palla inattiva, Perina si allungava e salvava i rossoneri. La Juve Stabia andava a caccia del colpo del pareggio, il Foggia si difendeva con ordine: 2-1 era il risultato al triplice fischio.
GIUGLIANO – BENEVENTO: al “De Cristofaro” di Giugliano il Benevento affrontava i padroni di casa, con la troupe di Bertotto, ottava in classifica con quarantasei punti, e quindi in piena zona playoff. La Strega, dopo il pareggio contro il Messina, voleva tornare a vincere per provare a respingere l’assalto al secondo posto dell’Avellino, con i lupi vittoriosi nel pomeriggio contro il Brindisi. Nel 4-3-3 di Bertotto in mediana c’era il beneventano Giorgione e insieme all’ex Albinoleffe c’erano De Rosa e l’ex Juve Stabia Maselli. In avanti il tridente Ciuferri, Salvemini, Balde. Nel Benevento non c’era Paleari, out per un virus intestinale e di conseguenza tra i pali spazio a Manfredini, alla seconda presenza in campionato dopo aver giocato il derby contro la Casertana dello scorso 22 gennaio. Nell’undici iniziale anche Improta, Karic e Starita, con tutti e tre i calciatori assenti per squalifica contro il Messina. Partivano subito all’attacco i padroni di casa e al 4′ la conclusione dalla distanza di Ciuferri finiva sul fondo. Al 18′ Giorgione provava a impensierire Manfredini con una punizione, ma la sua conclusione rasoterra era debole e il portiere giallorosso bloccava senza problemi la sfera. Al 23′ Giorgione questa volta serviva in profondità Balde che dalla sinistra provava a sorprendere Manfredini e la Strega si salvava in angolo. Al 26′ si faceva vedere finalmente il Benevento e la punizione dalla distanza di Ciciretti era respinta da Russo. Scampato il pericolo, al 28′ il Giugliano la sbloccava: errore di Karic che consentiva ai padroni di casa di avanzare verso la porta e Salvemini da posizione centrale serviva sulla sinistra Balde che con una conclusione mancina beffava Manfredini e realizzava l’1-0 gialloblù. Incassato il gol, il Benevento provava a reagire e al 37′ Simonetti dalla sinistra cross al centro con la sfera che finiva a Starita che da due passi si faceva murare la conclusione da Russo. Il portiere di casa si ripeteva al 42′ e questa volta negava la gioia del pari a Simonetti. Nella ripresa la Strega partiva subito con un piglio diverso e al 4′ Lanini realizzava il gol del pareggio. L’1-1 galvanizzava il Benevento e al 6′ su una conclusione di Ciciretti il difensore Caldore toccava la sfera con una mano e il direttore di gara assegnava il rigore ai giallorossi. Dagli undici metri si presentava Ciciretti che realizzava il gol del vantaggio per la troupe di Auteri. Per il fantasista romano quarto gol in questo campionato e tutti dall’approdo di Auteri sulla panchina sannita. Al 20′ il Benevento andava anche vicino al terzo gol: punizione dalla sinistra di Ciciretti e palla al centro raccolta da Pastina che da due passi colpiva il palo. Al 32′ la Strega provava a rendersi pericolosa nuovamente dagli sviluppi di una punizione calciata da Ciciretti, con il tentativo di testa di Terranova che terminava oltre la traversa. Al 43′ grande azione della Strega dalla destra e palla al centro Ciciretti che serviva sulla sinistra l’accorrente Simonetti e la sua conclusione era respinta da Russo che evitava il terzo gol del Benevento. L’episodio scuoteva il Giugliano che si riversava in attacco alla ricerca del pari e dopo un lungo recupero di sette minuti la Strega poteva finalmente esultare per l’importante successo. Con questa vittoria i giallorossi salivano a quota sessantuno punto confermando il vantaggio di quattro punti sull’Avellino.
AVELLINO – BRINDISI: l’Avellino di mister Michele Pazienza scendeva in campo per affrontare la sfida casalinga contro il Brindisi, valida per la trentaduesima giornata di campionato di Serie C, girone C. Il tecnico biancoverde confermava il modulo 3-5-2, schierando Cancellotti in difesa e optando per De Cristofaro a centrocampo anziché Palmiero. Per quanto riguarda l’attacco, sceglieva la coppia formata da Patierno e Gori per cercare di portare a casa la vittoria. Al 3′, subito dopo il primo calcio d’angolo della partita, Ricciardi tentava un potente tiro dalla distanza senza esitazione. Il suo tiro era deviato da un difensore avversario nell’area di rigore e il pallone finiva fuori, mentre Antonino rimaneva immobile sulla linea di porta. Al 5′ la sfida si sbloccava: D’Ausilio batteva un angolo potente diretto verso il centro dell’area piccola. Due difensori del Brindisi si ostacolavano a vicenda nel tentativo di respingere il pallone, ma il loro intervento era poco preciso. Il pallone giungeva così sul secondo palo dove Chicco Patierno, trovandosi praticamente davanti a una porta sguarnita, non aveva problemi a insaccarlo. Al 20′, traversone di Cancellotti per la girata di testa di Gori, che cercava l’incrocio dei pali ma trovava l’ottima risposta in corner di Antonino. Quasi autogoal del Brindisi al 24′: Monti tentava un colpo di testa all’indietro per passare il pallone ad Antonino, ma il suo passaggio era troppo debole. Il pallone scavalcava Antonino e finiva direttamente sul fondo campo, concedendo un calcio d’angolo agli avversari. Passavano 60 secondi e Cancellotti segnava, ma purtroppo il gol era annullato poiché l’assistente alzava la bandierina segnalando il fuorigioco. Al 31′, Gori difendeva la palla con il corpo di spalle alla porta, contrastato dalla marcatura di Gorzelewski. Poi, in un movimento repentino, si girava e calciava verso la porta, ma il suo tiro andava fuori. Nel primo tempo, appariva decisamente evidente il divario in campo, ma l’Avellino doveva mettere al sicuro il risultato. Si andava al riposo sul risultato di 1-0, goal di Patierno. Al 51′, l’Avellino trovava il 2-0: ancora una volta, D’Ausilio batteva un eccellente calcio d’angolo. Gori riusciva a colpire di testa dal centro dell’area, ma la sua conclusione diventava un perfetto assist per Patierno. Quest’ultimo, con una girata al volo, metteva il pallone in rete. Al 65′, appena subentrato, Sgarbi dimostrava la sua abilità nel fornire assist: con un passaggio rasoterra, serviva Patierno, il quale, in scivolata, non riusciva a superare Antonino per la terza volta in questa partita. Sarebbe stato un hat-trick indimenticabile. Nei minuti finali del match, Sgarbi lanciato in porta veniva steso da Bonnin, ineccepibile il cartellino rosso. Avellino si rivelava letale sui calci piazzati, un aspetto precedentemente debole in questa stagione, sebbene il successo ottenuto non fosse stato esaltante, essendo giunto contro l’ultima in classifica. Bravo D’Ausilio, spietato Patierno, ma grande merito anche a Gori in occasione del gol del raddoppio. Nonostante la vittoria, si udivano più di qualche fischio dalle tribune. L’Avellino necessitava di riconquistare il sostegno dei suoi tifosi.
POTENZA – AZ PICERNO: il Potenza si aggiudicava il derby lucano con il Picerno, una sola rete, quella di Armini. Un incontro atteso da sempre. Quello tra Potenza e Picerno era la sfida tra due massime espressioni del calcio lucano nell’ambito del professionismo nazionale. Tra la giusta rivalità ad emergere, però, quella della competenza e la voglia di crescita che per molti tratti veniva accreditata alla giovane società del presidente Curcio. Stagione altalenante per il Potenza, Picerno che andava alla ricerca di un consolidamento non solo societario ma di risultati. Potenza alla ricerca di tre punti per conseguire la quasi certezza della permanenza; melandrini per accompagnarsi con l’Avellino al terzo posto. Mister Marchionni doveva fare a meno di Schiattarella infortunato, in attacco, spazio al tandem Caturano-Volpe, con i recuperati Di Grazia e Asencio pronti a subentrare a gara in corso. Picerno senza il bomber ex Potenza Murano e senza lo squalificato Santarcangelo e gli infortunati Gilli, Alegretto, De Ciancio, Ceccarelli. Per l’attacco c’era spazio per l’ex Ternana Albadoro e il recuperato Jacopo Murano con Esposito alle spalle con Guerra e Albertini sugli esterni alti. Il tempo di mettere la palla in movimento e il Potenza al 17’ era in vantaggio: stacco di testa di Armini in area dopo il salvataggio di Biasol su Saporiti, palla che sbatteva contro il palo e terminava in rete con Summa che poteva fare poco. Reagiva il Picerno e al 33’ aandava vicino al pareggio: Murano lanciato in profondità davanti ad Alastra tirava ma la palla colpiva il legno della porta e finiva fuori. Al 44’ ancora Picerno che mancava la parità: calciava Esposito di prima su una palla persa dal Potenza, conclusione che scheggiava la traversa. Dopo un minuto di recupero si andava negli spogliatoi con il vantaggio del Potenza. Seconda frazione con il Picerno in avanti. Al 58’ ci provava ancora Esposito dalla distanza parato in tuffo da Alastra. Mister Longo mettevz in campo Novella e Ciko al posto di Guerra e Pitarresi e Maiorino per Albadoro e D’Agostino per Albertini cercando di fare pressione sulle linee esterne del centrocampo del Potenza iniettando più pressione. All’82 segnava il Potenza, ma Caturano era in fuorigioco. Picerno che tentava il possibile per arrivare al pareggio. Alla fine, dopo cinque minuti di recupero, il Picerno era costretto ad accettare il risultato a favore del Potenza. Vinceva il Potenza di misura e guadagnava una buona fetta della salvezza. Al Picerno non riusciva l’aggancio al terzo posto ma i play off sembravano una certezza.
TARANTO – SORRENTO: finiva zero a zero la gara Taranto e Sorrento allo Iacovone. Gli uomini di Capuano non sfruttavano un paio di occasioni nel secondo tempo, il Sorrento portava a casa un punto. I rossoblù partivano bene, buono l’approccio alla partita, ma il primo tempo scivolava via senza particolari emozioni, nel 3-4-3 iniziale c’era Orlando nel tridente di partenza, mentre nella difesa a tre si rivedeva dall’inizio Enrici. Nella prima frazione non funzionava a dovere la ‘catena di trazione’ sulla corsia di destra dove Mastromonaco e Orlando non apparivano particolarmente ispirati, dall’altro lato Panico e Kanoute’ non facevano molto di più. Calvano e Matera in mezzo al campo si dedicavano all’interdizione, venivano entrambi sostituiti nella ripresa con Ladinetti e Zonta. Capuano cambiava modulo a metà della ripresa, quando richiama Kanoute’ per fare posto a De Marchi, con Bifulco che si piazzava sulla trequarti alle spalle di Simeri e De Marchi, la mossa sembrava azzeccata, il Taranto infatti si faceva più pericoloso e creava di più. La più ghiotta delle occasioni capitava proprio a De Marchi a dieci minuti dalla fine, l’attaccante ionico da distanza ravvicinata spediva alto. Il Sorrento si difendeva e ripartiva, creava solo un’occasione da gol a metà ripresa con Martignago, bravo Vannucchi ad anticipare il numero 10 rossonero. Terminava così il match, con i 5000 dello Iacovone che per tutti i 90 e passa minuti avevano sostenuto la squadra, in questa circostanza sprecona e sfortunata nelle due occasionissime finali, ma che comunque lasciavano ben sperare per il rush conclusivo della stagione regolare.
CASERTANA – VIRTUS FRANCAVILLA: riaprivano le porte del Pinto dopo lo scampato pericolo delle porte chiuse. La Casertana era accompagnata al ritorno dell’impianto di Viale Medaglie d’Oro dalla tifoseria amica dopo che si era temuto in settimana l’ennesimo divieto in seguito agli inconvenienti tra le opposte tifoserie in occasione del recente derby di Castellammare di Stabia. Ospite nell’occasione la Virtus Francavilla, impelagata nella lotta salvezza alla ricerca nelle restanti sette partite di campionato dei punti necessari per evitare i pericoli dei play out. I falchetti invece avevano messo insieme un congruo numero di punti in classifica per garantirsi un posto nei play off, ma erano tesi ad incrementare la classifica per ottenere un posto di rilievo nell’apposita griglia. Formazione obbligata per Cangelosi con la Casertana ancora in massima emergenza: oltre a Proietti e Toscano, ormai out da lungo tempo, mancavano anche Deli, Taurino, Nicoletti e lo squalificato Sciacca; il tecnico palermitano optava per il tridente alle spalle di Montalto; prima panchina tra i professionisti per Alessandro La Resta, unico centrocampista di ruolo in panchina, classe 2005. Alberto Villa optava per due cambi rispetto all’ultima uscita col ritorno tra i titolari sulla fascia destra di Eduard Dutu con Gasbarro spostato sull’altra corsia; indisponibile Ingrosso, al suo posto era impiegato Carella mentre era confermata la coppia d’attacco formata da Polidori e Artistico; regolarmente in campo l’ex Nicholas Izzillo mentre Mohamed Laaribi, altro ex falchetto partiva dalla panchina. Si cominciava col Francavilla in pressing alto per cercare di non far respirare la Casertana nella costruzione dal basso tanto cara a Cangelosi. Ma i falchetti impiegavano poco tempo per prendere le misure agli avversari e cominciare a macinare il gioco ed al 9’ trovava la prima conclusione – anche se piuttosto debole – con Montalto. Gli ospiti rispondevano con Di Marco che si dava tanto da fare nella metà campo rossoblù con una conclusione dal limite che finiva alta. Al 13’ in occasione del primo tiro dalla bandierina operato da Carretta, Bacchetti proiettato in area toccava il pallone di testa impedendo a Curcio, meglio piazzato, di battere a rete da comoda posizione. La Casertana era in costante padronanza del campo, anche perché il Francavilla non sembrava poter operare una resistenza tecnica per impedire la mole di gioco dei falchetti. E al 18’ in occasione del secondo tiro dalla bandierina maturava il vantaggio rossoblù: ancora Carretta alla battuta con sfera che terminava sul sinistro di Montalto che viene respinto da Branduani, ma al secondo tentativo il destro del tagliagole non dava scampo al portiere biancazzurro. Passava un solo minuto e la Casertana poteva trovare l’immediato raddoppio: Anastasio dalla sinistra pennellava un cross per la testa di Celiento che in notevole elevazione colpisce il palo ospite. Al 23’ Di Marco se ne andava sulla sinistra e scaricava per Artistico il cui tiro veniva deviato da Venturi in angolo. Al 24’ Carretta recuperava palla sulla tre quarti e imbucava per Curcio, la cui conclusione di prima intenzione sfiorava il palo alla destra di Branduani. Al 28’ Tavernelli subiva fallo da Di Marco, Carretta toccava per Anastasio che concludeva forte, ma alto. Al 33’ sinistro al volo di Montalto respinto da Branduani sui piedi di Curcio che si girava e tentava la rovesciata acrobatica senza fortuna. Al 37’ ingenuo fallo di Casoli sulla tre quarti e l’arbitro estraeva il giallo che impediva al centrocampista di partecipare alla trasferta di Crotone. La frazione si chiudeva con un velleitario tentativo da molto lontano di Monteagudo che Venturi bloccava facilmente. Al ritorno in campo Cangelosi inseriva Mattia Matese al posto di Camillo Tavernelli, passando quindi al 4-3-3. Passavano solo 5’ e Montalto subiva l’ennesimo colpo della sua stagione, questa volta ad opera di Carella e l’attaccante rossoblù era costretto ad uscire dal campo con l’aiuto dello staff medico; dopo qualche istante rientrava ma la sua partita inevitabilmente risentiva della botta ricevuta. All’8’ Celiento in gran recupero su Artistico impediva all’attaccante di battere a rete, rifugiandosi in corner. All’11’ Montalto apriva sulla destra facendo partire Curcio la cui conclusione finiva alta. Ma l’appuntamento col gol per l’ex Catanzaro era rimandato solo di qualche minuto ed arrivava al 15’: Carretta entrava in area dalla destra e scaricava sul bomber rossoblù di prima intenzione pescava l’angolino basso alla sinistra di Branduani. La reazione ospite era flebile e quasi impercettibile: prima Izzillo sparava alto su invito di Monteagudo e poi Contini concludeva a lato dopo un dialogo tra Gasbarro e Di Marco. Forte del doppio vantaggio la Casertana decideva di addormentare la partita ed il Francavilla dimostrava di non aver le qualità tecniche per smentire l’anemica posizione di classifica che la vedeva come una delle più serie candidate alla disputa dei play out. Questi presupposti non legittimavano ulteriori occasioni da rete e la gara si avviava verso il finale scontato che vedeva il ritorno alla vittoria dei falchetti che operavano il sorpasso ai danni del Taranto e conquistavano la quinta piazza in classifica.
MONTEROSI TUSCIA – CROTONE: contro il Monterosi, penultimo in classifica, reduce dalla pesante sconfitta (5-1) subita la precedente giornata in trasferta in quel di Picerno, gli squali accumulavano la quarta sconfitta sotto l’egida del tecnico Baldini ed avveniva lontano dallo Scida. L’indisponibilità di alcuni difensori, tra cui lo squalificato Bove, non penalizzava la qualità del reparto basso. Mister Baldini optava per il debutto del portiere Valentini, ex Pro Vercelli, da un anno nessuna partita ufficiale, ma conosciuto ai tifosi pitagorici per essere stato avversario in serie B con tre diverse squadre. In sua copertura Rispoli a destra, Battistini e Loiacono centrali, Giron a sinistra. Linea mediana con il rientrante Vitale insieme a Zanellato, Tribuzzi, D’Ursi. Prima linea con Gomez e Tumminello, di nuovo in campo dopo alcune assenze. Fuori Dini, Leo, Gigliotti, Felippe, Comi, Bruzzaniti. Il tutto per un assetto tattico prevalentemente 4-4-2. Nessuno elevava la qualità delle giocate. Squadra poco compatta e timida di fronte agli avversari. Locali con una sola novità rispetto alla precedente formazione. Dentro Mbende in sostituzione di Crivello non riuscivano a contrastare gli squali. Calcio d’avvio da parte del Crotone e da parte degli squali giocate troppo prevedibili che non creavano alcun problema agli avversari. Nessun tiro in porta da parte degli attaccanti Gomez e Tumminello. Fascia sinistra completamente inoffensiva dove Tribuzzi non riusciva mai ad effettuare alcun cross nell’area avversaria. L’assenza di un uomo capace di dare ordine e impostare le giocate in ripartenza mancava nel Crotone. Le uniche occasioni da gol a favore del Monterosi al tredicesimo minuto con Scarsella che da dentro l’area calciava il pallone in diagonale mandandolo di poco a lato. In pieno recupero ci pensava Eusepi a portare in vantaggio la propria squadra con un gol realizzato tutto indisturbato. La ripresa era un continuo cambio di uomini senza riuscire a cambiare il risultato. Era tempo di pensare alla prossima stagione. L’attuale per il Crotone era già terminata.
LATINA – ACR MESSINA: il Messina conquistava il secondo pareggio consecutivo di fila. Il match contro il Latina terminava sul punteggio di 1 a 1 allo stadio “Francioni”. Inizio favorevole ai padroni di casa, che passavano in vantaggio al 10’: iniziativa sulla sinistra di Ercolano, rasoterra al centro, Mastroianni era tutto solo ed insaccava il pallone da pochi passi. La partita si sbloccava e si susseguivano le azioni offensive su entrambi i fronti. Continuavano a farsi preferire i laziali, ma il talentuoso Zunno pareggiava i conti (29’) in un momento complicato per i peloritani. Il numero 11 giallorosso si incuneava in area e realizzava con un preciso diagonale mancino. Settimo centro stagionale per l’attaccante 2001. Prima dell’intervallo, prodigiosa parata di Fumagalli sul colpo di testa di Marino, che stava già per esultare. In avvio di ripresa, Polito veniva murato sul più bello da un difensore. Pochi sussulti in questa fase della gara, le squadre tendevano a non sbilanciarsi. I laziali provavano a vivacizzare la contesa dopo gli ingressi di D’Orazio e Del Sole, ma la retroguardia siciliana era ermetica. Con il trascorrere dei minuti, sono anzi i ragazzi allenati da Giacomo Modica a spostare in avanti il baricentro della manovra, senza creare, però, occasioni realmente pericolose. Al 35′ deviazione sottomisura alta del neo entrato Fabrizi. Dumbravanu salvava poi nei pressi della linea sulla girata a colpo sicuro ancora di Fabrizi. Era l’ultima emozione della sfida, che elargiva un punto a testa alle rivali in campo.
CATANIA – AUDACE CERIGNOLA: vittoria pesante del Catania che batte l’Audace Cerignola 2-1 al termine di una partita dai due volti. Bella prova offerta nel primo tempo, ci pensava Chiricò a guadagnare e segnare il rigore del vantaggio. Nella ripresa crollo verticale nel rendimento dei rossazzurri, Malcore segnava il pari ma alla fine gli etnei la spuntavano con Zammarini. Squadra un po’ stanca, ma determinata nel portare a casa il risultato Troppe le occasioni concesse nel secondo tempo agli avversari, un aspetto su cui occorreva lavorare per evitare rischi simili, nelle successive gare. Mister Zeoli sceglieva il 4-3-3 mandando in campo la migliore formazione possibile tenendo conto degli indisponibili e dei calciatori non in perfette condizioni fisiche. In porta c’era Furlan, spazio a Rapisarda e Castellini sugli esterni nel pacchetto arretrato con Monaco e Kontek centrali; in mezzo al campo Zammarini, Welbeck e Sturaro; tridente d’attacco formato da Chiricò, Cianci e Marsura. L’ex rossazzurro Raffaele optava invece per il 3-5-2. L’Audace Cerignola schierava Krapikas tra i pali; Coccia, Gonnelli e Visentin dietro; mediana formata da Russo, Tascone, Capomaggio, Ruggiero, Tendardini; tandem offensivo D’Andrea-Malcore. Primo tempo intenso, con un buon impatto degli ospiti e un Catania che usciva alla distanza, cercando più volte gli spazi giusti per colpire. La difesa dell’Audace Cerignola reggeva e teneva botta. In mezzo al campo grande lavoro di Zammarini, Welbeck e Sturaro che riuscivano a recuperare spesso palla sulla pressione in fase di non possesso, trasformando l’azione da difensiva in offensiva. Tanta corsa sugli esterni, sia difensivi che offensivi. Poteva giocare più palloni Cianci, costretto a fare a sportellate cercando di liberare i compagni negli inserimenti. Ispiratissimo Chiricò che al 35′ andava in gol su calcio di rigore, era proprio lui a guadagnarsi la massima punizione qualche istante prima cercando e trovando il contatto (netto) con Ruggiero che lo stendeva in piena area di rigore. Il Massimino esplodeva, il Catania era avanti e gestiva il risultato fino a fine primo tempo cercando anche di raddoppiare: ci andava vicino Marsura al 38′ con una botta da lontano, un tiro a giro che Krapikas riusciva a respingere, non senza difficoltà. Il primo tempo finiva dopo un minuto di recupero, con il punteggio sull’1-0. La ripresa si apriva con una clamorosa chance per gli ospiti: Malcore si ritrovava il pallone giusto tra i piedi in piena area di rigore, il suo tiro finiva incredibilmente fuori da ottima posizione, con la difesa colpevole di aver lasciato troppo spazio all’avversario. Al 57′, dopo una fase abbastanza equilibrata, l’Audace Cerignola riusciva a trovare il pareggio: un tiro da lontano veniva rimpallato, il pallone arrivava a Malcore – lasciato colpevolmente solo in area – e per la punta era davvero troppo facile tirare trovando la rete a fil di palo superando Furlan. Primi cambi in casa Catania, che qualche minuto prima era rimasto col fiato sospeso per un infortunio capitato al portiere rossazzurro, allarme poi rientrato. Non riusciva invece a restare in campo Kontek, sostituito da Curado. Fuori anche Sturaro e Cianci, dentro Ndoj e Cicerelli. Dopo le sostituzioni in attacco tra gli etnei c’era Marsura come prima punta, Cicerelli e Chiricò sugli esterni. Zeoli cercava di mischiare le carte in un momento molto complicato del match. Tra gli ospiti fuori D’Andrea, in campo Leonetti. Erano gli uomini di Raffaele adesso a fare la partita e ad andare più volte vicini al bersaglio con molti lanci scagliati nell’area rossazzurra che accendevano Malcore e compagni. Gli etnei si salvavano. Leonetti si faceva subito vedere in avanti, dimostrando la propria pericolosità costringendo ad una grande parata Furlan. I padroni di casa non riuscivano ad essere propositivi come nella prima frazione, il tecnico avversario allora tentava la carta Vuthaj, out l’autore del gol del pari, Malcore. Il Catania invece cambiava ancora in attacco, con l’inserimento di Costantino al posto di Marsura. Al 78′ Vuthaj provava la botta, deviata in angolo. Mancavano le energie mentali ai ragazzi di Zeoli che dalla panchina cercava ancora di scuotere i suoi, per questo decideva di far entrare sul rettangolo verde Chiarella al posto di Chiricò, ormai in deficit di ossigeno. Nonostante fossero venute meno le forze, il Catania riusciva con determinazione a perseguire il nuovo vantaggio all’82’: Castellini metteva in mezzo, non colpiva Costantino, c’era invece Zammarini che dal centro dell’area sganciava la botta di prima intenzione superando Krapikas. Risultato che cambiava nuovamente al Massimino. Nel finale c’era tanta intensità, con l’Audace Cerignola che provava a spingersi avanti generosamente. Cinque minuti di extratime ad alta tensione con gli ultimi attacchi disperati degli ospiti, ma il risultato non cambiava fino al triplice fischio dell’arbitro.
MONOPOLI – TURRIS: la Turris pareggiava contro il Monopoli per 0-0 al termine di una partita molto ruvida e fisica. Gli uomini di Menichini badavano al sodo chiudendo ogni sortita avversaria e gestendo il pareggio senza particolari brividi. Mancava qualcosa in attacco per raggiungere i tre punti che erano importantissimi anche perché il Monterosi riusciva a vincere in casa contro il Crotone per 1-0 grazie ad un gol di Eusepi nella prima frazione di gioco. Primo tempo che partiva nell’equilibrio totale, con le due squadre che non prendevano particolari rischi. Il primo tiro era di Jallow al 17′ con la conclusione che non sorprendeva l’estremo difensore ospite che bloccava. Al 21′ si affacciava in avanti anche il Monopoli con l’ex Ardizzone che di testa non trovava la porta da buona posizione. Al 39′ l’occasione migliore della prima frazione, di marchio biancoverde con Grandolfo che provava dal limite ma Marcone era super mandando con un riflesso il pallone fuori. Nel finale i corallini provavano a tornare in avanti ma senza particolari sussulti. Ad inizio ripresa ancora Monopoli, stavolta Tommasini aveva la chance per portare i suoi in vantaggio ma il suo destro al volo sfiorava la porta di Marcone (messo fuori tempo dal rimpallo precedente alla conclusione). Al 54′ ci riprovava Ardizzone, stavolta la sua conclusione sfiorava il palo alla sinistra del portiere corallino. Al 67′ Menichini mandava D’Auria in campo per Maniero nella speranza di trovare brillantezza sotto porta. Minuto 69 chance anche per Jallow, che di testa da calcio di punizione mandava al lato di un soffio. Il Monopoli di nuovo all’attacco al 75′ con Borello che non trovava la porta da buona posizione, graziando i corallini, Menichini vedeva la squadra bloccata e cambiava ancora togliendo Jallow per Giannone. Nel concitato finale, Pugliese prendeva due cartellini gialli nel giro di qualche minuto lasciando i suoi in dieci nell’assalto finale dei padroni di casa. Ma dopo cinque minuti di recupero l’arbitro fischiava tre volte.













