di Fabio Venere – Gazzetta del Mezzogiorno
Giochi del Mediterraneo, entro il prossimo 11 aprile, dovrà essere pronto l’organigramma. O meglio, il Comitato organizzatore dovrà necessariamente inviare a quello internazionale il vertice della struttura che guiderà la macchina sino alla manifestazione del 2026.
In realtà, prima ancora che si consumi questo passaggio, martedì prossimo l’organismo presieduto da Massimo Ferrarese dovrebbe definire se non i nomi almeno le postazioni che governeranno i Giochi. La struttura, secondo fondate indiscrezioni, dovrebbe articolarsi in 5 macro aree da cui poi, a cascata, discenderanno i componenti dei rispettivi uffici. In particolare, in tempi relativamente stretti, dovrebbero essere nominati i responsabili di cinque settori (area legale, economico-finanziaria, organizzazione-logistica, rapporti con le federazioni sportive internazionali e area tecnica). Questi cinque dirigenti dovrebbero essere nominati direttamente dal direttore generale Molfetta e, sempre secondo indiscrezioni, ricevere un compenso oscillante tra i 50 e i 60mila euro annui.
A proposito di stipendio, martedì prossimo nel corso di una nuova riunione del Comitato organizzatore locale, dopo diversi rinvii, dovrebbe esserci il via libera alla determinazione dell’indennità da attribuire al dg, originario di Mesagne, Carlo Molfetta. L’ex medaglia d’oro di taekwondo alle Olimpiadi di Londra del 2012, partito da una cifra vicina a 200mila euro (più bonus) dovrebbe, alla fine, ottenere circa 130mila euro lordi all’anno a cui poi aggiungere 50mila euro nel caso in cui dovessero essere raggiunti determinati obiettivi. Ma queste, sia chiaro, sono solo (fondate) ipotesi che comunque martedì potranno essere confermate o meno.
I soldi, dunque. Che sono stati stanziati e anche in abbondanza (150 milioni di euro dal Governo Draghi e 125 da quello attuale), ma che ancora materialmente non ci sono sul conto corrente bancario del Comitato visto che il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) non ha ancora sottoscritto i decreti attuativi in attesa, a sua volta, che la presidenza del Consiglio dei ministri definisca l’intesa con la Regione alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale. Eppure, nonostante questo, nei prossimi giorni, anzi forse già nelle prossime ore, due distinti bonifici dovrebbero portare nella casse del Comitato complessivamente 2,3 milioni di euro. In particolare, di questi 1,5 verranno inviati dalla Regione Puglia e 800mila euro dal Comune di Taranto. Risorse finanziarie, queste, che consentiranno di far partire la “macchina” dei Giochi, di retribuire il direttore generale oltre ad acquistare gli arredi e gli strumenti informatici necessari per l’allestimento della nuova sede del Comitato organizzatore, Palazzo D’Aquino nella Città Vecchia di Taranto.














