di Domenico Ciquera
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Manoni, centrocampista che ha contribuito alla vittoria di un campionato di C2 del Taranto e che ha militato anche tra le fila del Latina. In questa lunga chiacchierata si è espresso sulla stagione delle due squadre e anche sul suo futuro e sulle sue ambizioni.
Ricordo sul Taranto – Il ricordo è stata quella passione, quella vicinanza che i tifosi hanno dato in quella stagione alla squadra, è stata pazzesca, perché poi abbiamo vinto il campionato. C’è stata la festa della vittoria, ma anche durante l’anno quel calore che i tifosi tarantini, non solo della curva, riescono a trasmettere. Tutta la città respirava tarantinità.
Ricordo sul Latina – Il primo anno, io sono arrivato a gennaio e, con una squadra molto in difficoltà, siamo riusciti a risollevarci e a salvarci. È stata una bella esperienza e ho un ricordo positivo anche dell’annata passata a Latina.
Stagione del Taranto – Il Taranto ha fatto una stagione “stellare”, molto positiva, bella. Una squadra che ha ritrovato il supporto di tutta la città, vive in simbiosi con la città, con i tifosi. Sono guidati da un tecnico che, secondo me, è il Guardiola della categoria a livello di importanza, perché conosce ogni angolo di questa categoria. Stanno facendo un campionato pazzesco importante e non è finita qui, perché il mister nei play-off da’ sempre il meglio.
Stagione del Latina – Il Latina, rispetto all’anno scorso, è partito bene. Dopo ha avuto un black-out di un po’ di partite, adesso sembra si sia risollevato. Diciamo una stagione fatta di alti e bassi, dopo un campionato importante fatto l’anno scorso, una stagione nel complesso positiva.
Ambizioni Taranto – Che possa arrivare in B io lo auguro per Taranto e per il cuore che ho lasciato a Taranto. È normale che ci sono squadre importanti che sicuramente sulla carta hanno impostato la stagione per un obiettivo dichiarato di promozione, a differenza del Taranto che aveva come obiettivo fare bene ed essere una squadra che, come diceva il mister a inizio stagione, poteva dare fastidio a tutti, si poteva divertire. Secondo me si è creato un gruppo solido e si vede ogni volta che scendono in campo e poi lo si vede anche nel numero di partite che hanno vinto a tempo quasi scaduto. Io dico nella vita mai dire mai, bisogna crederci e sicuramente il Taranto scende in campo con un uomo in più che è il pubblico, che fa la differenza, e in queste partite riesce a spingere e a trasmetterti delle sensazioni incredibili.
Manoni oggi – Sono rimasto nel mondo del calcio, sto allenando. L’anno scorso ho allenato la Sambenedettese, quest’anno sto a Fano e voglio intraprendere questa carriera. Ormai sono 7-8 anni che ho iniziato, ho fatto 4-5 anni in Eccellenza, 4 anni in Serie D. So che è difficilissimo, sto lavorando, sono ossessionato da questo mestiere perché mi piace, mi piace stare sul campo, mi piace lavorare, quindi sto dando il massimo per cercare di fare la mia carriera da allenatore.
Ritorno a Taranto – La risposta è scontata, a Taranto ho lasciato il cuore, sì per l’annata, ma anche per quello che mi ha trasmesso la gente di Taranto sia quando giocavo che dopo aver avuto quel infortunio che ha coinciso con il mio distacco da Taranto. Sono stati magnifici, la porto sempre nel cuore, l’ho sempre detto, Taranto per me è stata la ciliegina sulla torta della carriera, quindi è normale che se coltivo un sogno, il sogno è quello un giorno di allenare il Taranto, però anche se non fosse, sono sempre il suo primo tifoso.














