di Domenico Ciquera
Al termine del match contro il Picerno, il mister Eziolino Capuano ha tenuto la consueta conferenza stampa post-gara. Ecco le sue parole:
Partita: “Noi non parliamo mai degli assenti. Rispetto all’ultima partita, avevamo 5 titolari fuori, quindi ho cambiato anche il sistema di gioco inizialmente. Io non cerco mai alibi prima di una partita ma oggi ha giocato gente che ha giocato pochissimo. Ho avuto grandissimo coraggio e chi è entrato è entrato bene. Noi abbiamo avuto un grandissimo approccio alla gara. In parità numerica c’era solo una squadra in campo ed era il Taranto. Inverosimilmente, come accade spessissimo, nel momento in cui abbiamo usufruito della superiorità numerica, era come se avessimo già passato il turno. Ci siamo appagati e mentre prima palleggiavano portavamo palla da destra e sinistra, andavamo con una facilità disarmante, dopo abbiamo cercato questa palla profonda. Logicamente, io ho aspettato. Mi sono arrabbiato con i ragazzi nello spogliatoio e ho dovuto dare un segnale alla squadra. Sullo 0 a 0 ho messo un attaccante in più. Quello è un segnale forte che ho dato alla squadra a prescindere dalle argomentazioni tattiche. L’ho fatto per tener loro più bassi, per chiuderli con i 2 trequarti dietro, anche se c’era qualche ragazzo che non era al 100%. Non stavano bene fisicamente. Chi è andato in campo, tipo Matera, Ladinetti, che avevano giocato poco, hanno fatto un’ottima partita. Abbiamo affrontato una squadra forte. Questa è una squadra importante che, se la fai giocare, ti mette in difficoltà. Noi li abbiamo accorciati bene, non li abbiamo concesso di palleggiare. Volevamo questa palla lunga. La partita l’abbiamo preparata benissimo. Mi sembra che il Picerno non abbia mai tirato in porta. Abbiamo sempre fatto gara. Potevamo fare gol fino al novantacinquesimo con Ferrara, non rischiando mai, dimostrando grande maturità. Abbiamo giocato una grandissima partita. Adesso abbiamo pochissime ore e siamo costretti ad andare a fare un’altra battaglia.”
Stato d’animo: “È normale che io sia contento. Sono stato l’ideatore di tutto ciò. Sono stato una pietra importante, prendendo responsabilità notevolissime e che non mi competevano. L’ho fatto perché credo in me stesso, credo nell’esperienza, credo nelle capacità che ho e non parlo solo del campo. Quindi è normale che io non sia contento ma di più per quello che ho fatto, per aver portato tanta gente allo stadio e soprattutto rendere una squadra pragmatica e bella da vedere. È normale che oggi noi siamo tra le prime 16 squadre di C in Italia. È una soddisfazione clamorosa, con l’umiltà che ci contraddistingue, con tutte le problematiche che abbiamo, martedì saremo ancora pronti. Noi abbiamo un pubblico che penso in Serie A lo hanno in pochi. Taranto – Picerno ha fatto quasi il doppio di spettatori di Como -Cosenza, e il Como giocava per andare in Serie A. Detto ciò, penso che ogni altra parola sia superflua. Questa è una piazza che merita la Serie A perché c’è la fame di calcio. Era andato nel dimenticatoio ed è normale che quando riaccendi tutto questo, la gente ti spinge. Sono molto contento per Massimo Giove perché comunque è lui che mi ha scelto, ed è colui che ha deciso.”
Kanoute: “Kanoute è un ragazzo che ci ha dato una mano in maniera notevole. Ha fatto 13 gol. È un giocatore che ha tirato sempre avanti la baracca. Convive con qualche problemino, però ha calciato altri rigori e li ha sempre segnati. Ci sta che possa sbagliare. Ne abbiamo sbagliati tanti. Sicuramente quel rigore poteva incidere sulla nostra mente. Invece siamo andati avanti come se non fosse accaduto nulla e abbiamo continuato a fare una grossa prestazione perché il Taranto del secondo tempo è stato bello da vedere.”
Un po’ di tattica: “Noi abbiamo attualmente una disconoscenza immediata sul 3-5-2. Abbiamo una conoscenza più intrinseca sul 3-4-3. Quindi è normale che i codici siano molto, molto più facili da reperire e da mettere in atto. Logicamente, io ho iniziato con il 3-5-2 per le condizioni non ottimali degli esterni. Poi perché si giocava contro una difesa a 4 e su una difesa a 4 devi giocare a metà con i 2 trequarti. Poi loro avevano Guerra, che noi sapevamo che spingeva e saliva su. Quindi ho preferito farlo riprendere dall’intermedio perché altrimenti la punta doveva fare tante corse all’indietro. Invece noi vogliamo una squadra che corre in avanti.”
Prossima avversaria: “Io penso che chi ci affronterà dovrà avere anche un po’ di rispetto. Io non ho problemi. Affronto qualsiasi squadra con la grande umiltà. Quando arrivi lì, tutte le squadre hanno dei valori importantissimi e noi siamo sempre a conoscenza dei nostri limiti, che è stata la forza di tutto il campionato. Se dovessi scegliere, sceglierei una squadra che conosco meglio, quindi del mio girone e non una squadra della quale non hai una conoscenza specifica. Però non c’è nessun problema. Qualunque squadra dovessimo incontrare, noi saremo pronti.”
Rivincita: “Quando arrivai ero giovane. Venivo dall’annata faraonica della Puteolana, venivo da 3 vittorie di campionati. Quindi ero un enfant prodige. L’esonero dinquella stagione è una ferita sanguinante che sapevo di poter guarire solo tornando a Taranto. Ho atteso 21 anni e oggi mi sono preso quella rivincita. Quella era una cosa che non meritavo. È stata una cosa brutta. Però ho aspettato il tempo. Alla fine è sempre galantuomo.”













