di Domenico Ciquera
Andrea Iob, giocatrice dell’A.S.D. Dinamo Nuovi Orizzonti, intervenuta nel nostro consueto appuntamento del giovedì denominato “TimeOut”, ha analizzato questo inizio di stagione della sua squadra.
Approdo a Taranto– Ho scelto Taranto proprio per il progetto. Volevo rimettermi in gioco dopo un anno da non professionista che ho fatto in Friuli, e volevo ricominciare. L’obiettivo è poter aiutare una società che già l’anno scorso si è piazzata molto bene a fare un passo ancora oltre, se non addirittura riuscire a centrare l’obiettivo massimo, ossia salire. Per me sarebbe il massimo.
Caratteristiche – Io, come giocatrice, sono un centro un po’ atipico perché non sono molto alta. In Serie B, comunque, raggiungo un’altezza abbastanza nella media per i centri; in realtà, sono bassina. Nell’esperienza in A2, ero anche molto bassa, e quindi mi descriverei come una giocatrice veloce. Ho dovuto imparare movimenti da esterna e da interna per poter fronteggiare le diverse avversarie. Mi capitava di giocare contro gente che toccava magari il metro e novantacinque, mentre contro qualcuna più alla mia altezza si può giocare in maniera un pochino più fisica. Noi, nel nostro ruolo, prendiamo un po’ più di botte.
Prossimo match – Abbiamo già avuto un assaggio nella prima partita di Coppa. Sicuramente arriveranno con un’altra spinta; saranno più organizzate, ma lo saremo anche noi, perché come noi abbiamo visto loro, loro hanno visto giocare noi e si muoveranno di conseguenza, com’è normale che sia. Rispetto alla partita contro Catanzaro, dobbiamo entrare in campo più compatte. Secondo me ci siamo un po’ perse, ma quando ci siamo unite come squadra, nonostante ciò che è successo a Claudia durante la partita contro Fasano, siamo riuscite a fare fronte comune e giocare insieme molto bene. La nostra forza è lì, nel riuscire a giocare in equilibrio tra di noi, dove tutte diamo il massimo, sia in attacco che in difesa, e così riusciamo a gestire la partita molto bene. Giochiamo in un campo difficile a livello di pubblico, molto diverso dal Palamazzola, quindi credo ci dia un vantaggio perché dovrebbe essere un po’ più piccolo del nostro bellissimo palazzetto, che è molto bello ma ha il vantaggio e il difetto di essere enorme. Quindi siamo abituate a correre di più, e io e le mie compagne andiamo con un’altra carica. Almeno io arriverò domenica con il coltello tra i denti, non ho intenzione di ripetere la partita di Coppa, né a livello personale, e non ci sarà tempo supplementare.
Problemi fisici – Sicuramente i problemi fisici sono cose che ci si aspetta durante il campionato, magari non così all’inizio; ci hanno colto un po’ di sorpresa. Per fortuna, forse, abbiamo avuto le partite di Coppa, che per quanto qui sia molto sentita, comunque non ha valore sul campionato, e quindi è stato come giocare delle amichevoli in più. Questo ci ha permesso di poter gestire anche con la panchina un po’ più corta e capire come giocare insieme anche nel caso in cui manchi qualcuna per una o due partite. Ora dovremmo tornare abbastanza integre e, secondo me, possiamo giocare molto bene.
Spogliatoio – Sicuramente il weekend di pausa ha aiutato a calmare un attimo gli animi, perché la settimana scorsa c’era un po’ di nervosismo generale. Adesso, però, siamo rientrate in palazzetto con uno spirito più sereno e tranquillo, ma sicuramente con la voglia di preparare tutto al massimo. Abbiamo iniziato a lavorare già nei giorni precedenti sulla partita. Almeno da parte mia, c’è voglia di riscatto e di mostrare la vera Dinamo Taranto. Secondo me, non ci siamo presentate benissimo, ma ci sta cominciare in sordina e poi tirare fuori tutto un po’ più avanti.
Gismondi – La partita, secondo me, è un po’ sfuggita. Sono consapevole che Francesca ha una grinta pazzesca; mi piace molto il suo atteggiamento in campo e ciò che dice alle compagne. All’interno della squadra, è sicuramente l’uomo squadra, il capitano, e meglio di lei non poteva esserci nessuno per questo suo atteggiamento, che è molto positivo e anche duro allo stesso tempo. Quando serve, non le manda a dire. Purtroppo, secondo me, nella partita contro Catanzaro non siamo riuscite a trasmettere, magari a chi è un po’ più giovane e inesperto, tutta la grinta necessaria per affrontare un campionato di alto livello. Io non conosco le squadre, le scopro di volta in volta, quindi non so mai chi mi troverò davanti. Però c’è chi ha giocato questo campionato per anni e le conosce, quindi sa cosa aspettarsi e come trascinare gli altri; basta solo riuscire a seguire la grinta delle persone giuste.
Obiettivo personale – L’obiettivo massimo del campionato è la promozione in Serie A2, un campionato che già conosco. Il mio obiettivo è portare la squadra al massimo delle sue potenzialità. Per quanto riguarda me, sicuramente voglio incrementare sempre di più il mio livello come giocatrice. Ogni anno ho fatto dei piccoli passi avanti, migliorando sempre su qualcosa. Avere la possibilità di giocare da titolare e di giocare tanti minuti mi può aiutare a crescere, a maturare un’altra esperienza e a collaborare con le giocatrici più giovani, perché ormai inizio a essere una delle più grandi. Gestire chi ha meno esperienza di me e sapere come interagire con loro è un obiettivo per me molto importante. Imparare a fare la senior in una squadra è una sfida.
Nazionale – Penso che per i più giovani puntare alle nazionali giovanili sia il massimo, ma si deve partire dalle provinciali, poi passare alle regionali e magari riuscire a entrare nelle varie selezioni nazionali. Purtroppo, alla fine non sono stata selezionata per la nazionale Under 16, ma è stata comunque un’esperienza pazzesca per me. A quell’età, andare lontano per allenarmi con giocatrici di un certo calibro, venendo da un paese molto piccolo, è stato incredibile. Avevo compagne che giocavano per società di Serie A1 o Eurolega, quindi molto importanti. La nazionale maggiore sarebbe stato un bellissimo obiettivo, ma ormai sono fuori classifica per quest’obiettivo; c’è chi lo merita molto di più.
Partenza dagli under maschili- il minibasket è di base misto quindi comunque giochiamo tutti insieme, però io mi sono impuntata a giocare nel maschile fino all under 13 che è l’ultima categoria in cui le ragazze possono giocare con i ragazzi, per me era importante perché mi ha aiutata a partire a da dietro, avendo anche il deficit fisico e poi ovviamente la competizione con i ragazzi ha aiutato a far crescere in me quel senso di competizione, che ho molto molto alto e la grinta soprattutto che mi contraddistingue.














