di Domenico Ciquera
Andrea Iob, giocatrice della A.S.D. Dinamo Nuovi Orizzonti Taranto, intervenuta nel nostro consueto appuntamento dedicato al basket femminile denominato Time Out, ha analizzato la prima parte di stagione disputata da lei e dalle sue compagne.
Match di sabato: “Sabato è una partita importante sia a livello di classifica che a livello di umore. C’è stato un breve stop, ma sicuramente non sarà la replica del girone d’andata. Ne sono pienamente convinta, perché siamo cambiate anche noi come squadra in questo mese e mezzo. Lo stop di Catanzaro comunque poteva essere giustificato: era una partita che potevamo portarci benissimo a casa. Loro sono un’ottima squadra; se sono attualmente imbattute, un motivo c’è. Quindi sarebbe stato bello spuntarla. Però hanno avuto la marcia in più, soprattutto verso la fine, in cui potevamo gestire meglio. Purtroppo è andata così, ma siamo allo stesso livello. Secondo me è un campionato molto equilibrato.”
Preparazione alla gara: “Principalmente lavoriamo sempre su di noi: su cosa migliorare, su cosa cambiare in corsa per poter affrontare sempre le partite in maniera diversa e non far trovare le avversarie troppo preparate su di noi. Poi, ovviamente, un occhio su come si muovono le squadre avversarie c’è sempre, e le partite si preparano anche guardando le situazioni delle altre squadre. Il Fasano, ad esempio, ha avuto un momento di difficoltà che non è da sottovalutare, perché ci sono squadre che, dopo uno stop, sono capaci di riprendersi in maniera molto forte. Io, quindi, andrei sempre in punta di piedi su situazioni del genere, perché non si può mai sapere come reagiscono alle difficoltà.”
Fasano: “Non si sottovaluta mai l’avversario. Comunque, a livello sia di classifica che di formazione, la squadra è molto simile alla nostra. Sicuramente possiamo giocarcela alla pari con loro. Dobbiamo solo aggiustare alcune cose e non avere quel calo che ci contraddistingue nel terzo o quarto quarto. È una questione solo di concentrazione, perché non si tratta di stanchezza fisica o di carenze tecniche, che non ci sono. È una questione mentale: forse siamo giovani sotto questo punto di vista. Siamo una squadra giovane che ha bisogno di ingranare a livello mentale più che atletico. Per fortuna la gioventù porta atletismo, ma mentalmente dobbiamo crescere.”
Pubblico: “Il pubblico può darci una grossa mano. All’andata, a Fasano, abbiamo giocato in un palazzetto molto più piccolo del nostro, con il pubblico molto vicino al campo, e questa cosa sicuramente le ha aiutate. Noi abbiamo un palazzetto più grande, con più pubblico. Paradossalmente, siamo una società e una squadra molto seguita. Sentire il pubblico in casa sicuramente aiuta a cambiare l’umore delle partite, sia per noi che per le avversarie.”
Pink Day: “Cercare di coinvolgere giovanili e minibasket in tutte le attività di una prima squadra è molto importante, soprattutto nel settore femminile, vista la carenza di iscrizioni. Purtroppo, il basket è ancora considerato uno sport principalmente maschile. Cercare di attirare le ragazzine a giocare è sempre importante. Avere gruppi di ragazzine e bambine a vedere una partita e a passare del tempo in palazzetto con noi è veramente molto bello e incisivo.”
Unione tra discipline: “Si nota che le varie discipline si seguono a vicenda, e questo è molto bello. Non è da tutte le città avere un’aggregazione così ampia dei diversi sport. Il fatto di avere un palazzetto in comune aiuta, perché ci si incontra, ci si conosce e si scambiano due battute.”
Percorso personale: “Se devo fare una valutazione complessiva, penso che il mio campionato, a livello personale, stia andando bene. Per come ho sempre giocato io e per il livello che ho avuto nelle categorie più alte, penso di essere migliorata ulteriormente rispetto all’anno scorso e anche rispetto a quando giocavo in Serie A2. Quindi, per la mia carriera futura e per l’aspetto personale, è un ottimo successo finora.”
Sud: “In Serie B ho sempre giocato in Triveneto e non ho visto gli altri campionati. So che, per esempio, Lombardia ed Emilia Romagna hanno campionati molto forti, ma purtroppo non li conosco. Rispetto al Triveneto, qui ci sono delle differenze: ci sono squadre molto più professionistiche, mentre da noi la Serie B è ancora un po’ più amatoriale. Questa è una grande differenza. Poi ci sono ovviamente differenze tecniche, peculiarità delle diverse regioni. In Friuli, per esempio, siamo noti per un approccio improntato molto più sulla difesa che sull’attacco. Qui, invece, è leggermente diverso.”
Analisi: “Si valuta sia il concetto di squadra, tra attacco e difesa complessivi, sia le caratteristiche individuali delle avversarie. Alla fine, il basket è uno sport di squadra, ma a livello di conclusioni diventa individuale. Sapere come si muove un proprio avversario, sia a livello di 1 contro 1 che difensivo, è molto importante.”
Dare di più: “Io, nel mio piccolo, cerco sempre di migliorare. Sapere che ogni partita sto riuscendo a prendere rimbalzi per me è fondamentale. Questo incrementa ancora di più la mia autostima e mi aiuta a migliorare ulteriormente. Il mio prossimo obiettivo sarà la tripla doppia.”
Tagliamento: “Io e Claudia eravamo due giocatrici fisicamente sullo stesso piano, perché abbiamo la stessa altezza, ma con caratteristiche tecniche diverse. In campo insieme avremmo messo in difficoltà gli avversari in maniera differente. Claudia ha un ottimo tiro da fuori e avrebbe costretto qualche pivot avversario a uscire dall’area, bilanciando molto bene il giro palla.”
Taranto: “Ricevere l’offerta di Taranto è stata una sorpresa inattesa. Mi ha incuriosita, non conoscevo i campionati ed era un’avventura nuova che mi sentivo pronta ad affrontare. Mi sono detta: ‘Andare lontana da casa, in un posto che non ho mai visto, perché no?’. Non avevo mai giocato in Puglia nei campionati nazionali, né ero mai venuta qui in vacanza. Era una regione tutta da scoprire.”













