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Cesare Di Cintio, “Taranto? Rischio penalizzazione concreto”

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Cesare Di Cintio, “Taranto? Rischio penalizzazione concreto”

"Il Taranto sembrerebbe essere riuscito a evitare l'esclusione grazie all'intervento della famiglia Giove, detentrice delle quote di maggioranza del club, che ha messo mano al proprio patrimonio e ai crediti fiscali"

Fonte: TuttoC.com

Per fare il punto sulle delicate situazioni di Taranto e Turris, ma non solo, TuttoC.com ha intervistato Cesare Di Cintio, avvocato specializzato in diritto sportivo e co-fondatore dello studio legale DCF Sport Legal.

Che idea si è fatto del futuro societario di Taranto e Turris?

“Le situazioni finanziarie di entrambe le squadre sono complesse, con i ben noti problemi legati agli arretrati salariali e fiscali che minacciano la loro permanenza in Lega Pro. Da quanto emerge, il Taranto sembrerebbe essere riuscito a evitare l’esclusione grazie all’intervento della famiglia Giove, detentrice delle quote di maggioranza del club, che ha messo mano al proprio patrimonio e ai crediti fiscali per saldare le mensilità arretrate di settembre e ottobre, la cui scadenza era fissata già al 16 dicembre, insieme ai contributi Irpef e Inps da settembre a dicembre. Tuttavia, il rischio di una pesante penalizzazione in classifica rimane concreto. La Turris, invece, in base a ciò che si legge, sarebbe al limite dell’esclusione, ma la situazione di entrambe le società dipende ora dal verdetto ufficiale degli organi preposti, che nei prossimi giorni certificheranno se le operazioni di salvataggio sono state sufficienti o se saranno imposte sanzioni. Per il bene della competizione mi auguro che le società siano riuscite a risolvere i loro problemi”.

Cosa non ha funzionato nei controlli estivi e giudica positivo il ritorno del rispetto di determinati requisiti come ammissivi per l’iscrizione al campionato?

“Il problema non sta nei controlli, che si basano su parametri oggettivi e garanzie ben definite. Il tema centrale riguarda sempre la gestione societaria, che può influire negativamente o positivamente sulla stabilità di un club. A questo, nel caso del Taranto, si aggiunge la questione legata allo stadio, che ha complicato ulteriormente la vita del sodalizio”.

Ritiene che sarebbe il caso di modificare la differenza estremamente tecnica fra riammissione e ripescaggio, dato che può portare a casi estremi?

“Sul punto, penso che le normative siano ben strutturate. Piuttosto, il tema è un altro: ripescaggio e riammissione sono procedure emergenziali che, purtroppo, nel tempo sono diventate ordinarie. Torno a quanto già affermato, ossia che un’area del professionismo così ampia avrebbe bisogno di maggiori ricavi per essere sostenibile. La realtà, però, è ben diversa”.

La Figc ha modificato le norme relative alle squadre escluse: adesso si riparte da due categorie sotto. La ritiene una novità valida?

“Sì, è una novità valida e importante. Un club di nuova creazione ha bisogno di tempo per stabilizzarsi; il salto dalla Serie D alla Serie C, in molti casi, può essere “traumatico”, poiché comporta un aumento dei costi e una riduzione dei ricavi in proporzione. Ritengo che sia giusto che chi si trovi nella condizione di ripartire lo faccia in modo graduale”.

In alcuni casi sembra esservi l’intenzione di chiudere il campionato a tutti i costi proprio per poter ripartire dalla D. È possibile introdurre dei correttivi?

“È difficile dirlo. Certo è che quanto sta accadendo, con l’utilizzo dei giovani come mezzo per evitare l’esclusione e non come scelta tecnica, danneggia il sistema e i giovani stessi”.

Come mai sono cambiate le regole sui pagamenti in Lega Pro? Senza la vecchia scadenza di marzo ritiene più difficile escludere una squadra dal campionato?

“Le regole sono state modificate per cercare di migliorare il sistema, ma il sistema stesso fatica a diventare sostenibile. Non vedo tanto un problema giuridico, quanto piuttosto uno di carattere economico-finanziario. Anche la norma migliore può risultare difficile da applicare in un contesto che fatica a generare ricavi. Torniamo sempre al punto della necessità di riformare l’area del professionismo”.

Alcuni club hanno cambiato più volte proprietà in pochi mesi. Giuridicamente si potrebbe studiare una norma per evitare tutti questi passaggi che, tante volte, nascondono solo un crac economico?

“Il calcio professionistico è una libera impresa ed è anche un’attività economica. Chi pensa di arricchirsi nel calcio di terza serie dimostra di non comprendere bene la realtà. La rapidità con cui cambiano le proprietà è solo la dimostrazione che si tratta di un sistema dove sopravvivere è veramente difficile”.

Tags: Serie C
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