E’ una sconfitta di dimensioni preoccupanti quella subita dal Taranto contro il modesto Gravina.
Il match termina con un pesante tre a zero recapitato a domicilio dai gialloblu che sciocca i tifosi ionici.
Come troppo spesso accade quando c’è aria di sorpasso, anche solo virtuale, i rossoblu steccano malamente.
Che sia sfortuna o mancanza di personalità questo dato è incontrovertibile e come tale va ribaltato al più presto, senza trovare scuse o alibi. Di certo il terreno di gioco cosparso di pozzanghere non facilita il lavoro di una squadra tanto tecnica che deve per giunta rimontare lo svantaggio, maturato a causa di un grandissimo gol di Diego Alvarez detto Prosi. In questa situazione specifica, però, le cause di forza maggiore non sembrano avere così tanta importanza ai fini del risultato.
Nella ripresa i ragazzi di Panarelli non si sono arresi, tornando in campo più agguerriti che mai.
A sancire il crollo psicofisico di D’Agostino e compagni è stato il rigore sbagliato da Peppe Genchi, croce e delizia rossoblu, nella circostanza sicuramente sfortunato a colpire il legno ma reo di essersi eclissato dalla contesa come il resto della squadra, ma regalando addirittura la palla del due a zero agli avversari.
Parlando del raddoppio non si può non sottolineare l’errore banale e grossolano di Luigi Manzo che si fa inspiegabilmente superare dal passaggio avversario pur essendo in vantaggio, lasciando strada spianata ad un Santoro scatenato, mattatore dell’incontro. Il difensore campano continua a confermarsi anello debole della retroguardia e già dalle prossime gare potrebbe lasciar spazio al ritrovato Allegrini.

Tornando al centravanti foggiano, autore di una splendida doppietta oltre ad un legno colpito, è doverosa una menzione d’onore. Ventinove reti con la stessa maglia nella passata stagione che vanno ad aggiungersi alle undici in tredici partite in questo torneo. Primato nella classifica cannonieri raggiunto in coabitazione con un altro attaccante di tutto rispetto, Cosimo Patierno, con quattro anni in meno all’anagrafe rispetto al goleador bitontino. Sulle sabbie mobili dello “Iacovone” sembra volare non lasciando scampo alla retroguardia ionica con un fiuto del gol secondo a nessuno. Contro il Taranto ha dimostrato ancora una volta in più di meritare le richieste che arrivano da mezza Serie D ma anche dalla C, addirittura dal Potenza secondo in classifica.
Più che la sconfitta, attenuata dallo stop del Bitonto a Sorrento, preoccupa la carenza caratteriale del gruppo che è rimasto completamente in balìa di una squadra che almeno sulla carta è nettamente inferiore, senza avere la minima forza di reagire.
Apprensione che aumenta se pensiamo al prossimo turno, nell’insidiosissimo campo di Fasano che non sta confermando il ritmo forsennato di inizio torneo, ma di sicuro è un avversario molto insidioso per un Taranto che ora non può più permettersi di sbagliare.
Gabriele Campa













