di Domenico Ciquera
Il calcio diventa un potente strumento di inclusione sociale grazie a una proposta che unisce migranti, cittadini di Paesi terzi residenti nel territorio di Taranto, e la comunità locale, attraverso la pratica sportiva. È questo il cuore del progetto promosso dalla società di calcio a 5 ASD Atletico Città di Taranto e da ISOLA, per dimostrare che, quando si scende in campo, l’unico colore che conta è quello delle maglie delle squadre.
Con questo spirito, ieri, sul terreno del CT Taranto, si sono sfidate amichevolmente una rappresentativa composta da rifugiati e richiedenti asilo, beneficiari dei programmi di integrazione gestiti da ISOLA, e i giocatori dell’ASD Atletico Città di Taranto, formazione che milita nel campionato di calcio a 5 di Serie C2, sotto la guida tecnica di mister Valentino Sperandeo – a cui va il nostro sentito ringraziamento.
Grazie a questa bella iniziativa, che si inserisce nel solco delle attività che ISOLA porta avanti a favore dei migranti coinvolti nei progetti LGNet3, SAI e CsP, il calcio dimostra tutto il suo potenziale come formidabile strumento di comunicazione, educazione e socializzazione, capace di superare ogni barriera linguistica, culturale o religiosa.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’ASD Atletico Città di Taranto – squadra da anni impegnata nel coinvolgimento di numerosi giovani – ha l’obiettivo di arricchire il percorso formativo, e possibilmente anche professionale, dei migranti nel mondo del calcio. Un’iniziativa concreta che rappresenta una felice azione di sistema e testimonia quanto la rete di collaborazioni presente sul nostro territorio sia attenta e sensibile ai temi dell’inclusione e della coesione sociale.















