Una settimana è passata, ma le ferite sono ancora aperte. La Vibrotek Volley è retrocessa in Prima Divisione e a Leporano è tempo di bilanci. Bilanci amari, ma non rassegnati. A farsi portavoce dello stato d’animo del club è il dirigente Francesco Scarnera, alla sua prima stagione nel ruolo, che prova a guardare oltre il risultato: “Siamo retrocessi, sì. Ma la squadra non è mai stata davvero al completo. Allenamenti in cinque o sei, play-out giocati con una panchina ridotta all’osso. Il coach ha fatto il massimo con quello che aveva”.
Una fotografia chiara, cruda, senza giri di parole. La Vibrotek ha perso sul campo, ma ha lottato in trincea, con le armi spuntate. Il doppio confronto con l’Amatori Bari è stata la resa dei conti, e nella gara decisiva in casa, il roster era talmente risicato da lasciare in panchina solo un libero e un altro giocatore.
“Con la rosa al completo, sarebbe stato diverso”
La delusione è profonda, ma non c’è spazio per la retorica o per le scuse facili. “Fa male, certo”, ammette Scarnera. “Soprattutto perché il nostro potenziale non era inferiore a molte delle squadre affrontate. Con continuità e una rosa più stabile, la salvezza sarebbe stata ampiamente alla nostra portata. Ma non ci attacchiamo ai ‘se’ e ai ‘ma’. Lo sport è squadra: si vince insieme, si perde insieme”.
E proprio questa mentalità collettiva, questo senso di responsabilità condivisa, è il vero punto di forza della Vibrotek, anche in una stagione chiusa con un verdetto negativo.
Scarnera: “Un nuovo inizio. E io resto”
Per Scarnera, la stagione appena conclusa è stata una sorta di ritorno alle origini: “Dopo vent’anni da giocatore, tornare in palestra, vivere la quotidianità con il gruppo, rivedere volti noti… è stato bellissimo. Ho imparato molto, grazie anche a chi mi ha affiancato: il presidente Di Giuseppe, Vittorio Ranieri, e coach Caputo. È solo l’inizio. Ci saranno novità, e io sarò parte attiva di questo progetto”.
Nonostante la retrocessione, il tono del dirigente è tutt’altro che dimesso. Al contrario: trasuda motivazione, fame di riscatto, e una visione che va oltre il punteggio sul tabellone.
“Grazie a tutti. E ora, rialziamoci”
Infine, spazio ai ringraziamenti. Sentiti, veri. A chi è rimasto vicino, anche nei momenti più duri. Alla società, al coach, ai giocatori, anche a quelli che hanno dovuto lasciare. “Ma soprattutto – dice Scarnera – a chi è rimasto fino alla fine, dimostrando attaccamento e rispetto per questa maglia”. Parole sincere, che pesano quanto un punto in classifica.
Ringraziamenti anche al Comune di Leporano e all’Assessore allo Sport Secondo, per il sostegno logistico. E agli sponsor – Vibrotek, Climatar, Metal Group – “che ci hanno garantito stabilità e serenità, merce rara in questi tempi”.
Infine, un messaggio che guarda oltre i confini del club: “Un grande in bocca al lupo agli amici di Grottaglie per la finale dei play-off per l’A3 e alla Prisma Taranto. Speriamo che torni presto in A1. Taranto e la sua provincia hanno bisogno di rinascere. E la rinascita può partire anche dalla pallavolo”.














