di Luca Pietranelli
Dopo l’ultima stagione trascorsa nella massima serie francese con il Cannes, Marco Pierotti è pronto a rimettersi in gioco in Italia con la maglia della Gioiella Prisma Taranto. Lo schiacciatore marchigiano classe ’96, 193 cm di altezza, porterà in rossoblù un bagaglio importante fatto di esperienze in Superlega e trofei già messi in bacheca: una Supercoppa Italiana, una Coppa Italia, due Supercoppe di A2, oltre alle medaglie d’oro conquistate con la Nazionale ai Giochi del Mediterraneo e alle Universiadi.
“Sono un giocatore di equilibrio” – esordisce Pierotti. “Mi piace dare supporto in seconda linea, coprendo tanto campo in ricezione.”
Reduce dalla retrocessione dalla Superlega, la Gioiella Prisma dovrà calarsi subito nella realtà della A2, campionato che Pierotti conosce bene:
“La differenza principale con la Superlega sta nella fisicità: lì si gioca quasi a un altro sport per altezza, potenza e velocità. A sua volta l’A2 si presenta come un torneo molto più equilibrato, in cui tutte le squadre sono consapevoli di poter competere per grandi obiettivi. Difficilmente in A2 si trovano compagini in grado di imporsi a mani basse, come dimostrato in quest’ultima annata che ha visto cinque-sei formazioni contendersi la vittoria finale. Conta arrivare al top nei momenti decisivi.”
L’ambiente della Gioiella Prisma, per Pierotti, è sinonimo di serietà e ambizione:
“Vista da fuori, ritengo quella rossoblù una società in grado di disputare sempre delle ottime stagioni, a partire da quella in A2 in cui ebbi anche l’occasione di giocarci contro, e che vide poi la Prisma trionfare e salire in A1. Anche in massima serie credo che siano stati fatti dei buoni campionati, in linea con quelli che erano gli obiettivi societari e alla luce del livello generale, molto alto. Sono certo di trovare una società solida ed ambiziosa, che ha già dimostrato di poter far parte dell’elite del panorama nazionale.”
L’obiettivo personale? Nessun dubbio:
“Vincere l’A2. Non ci sono ancora riuscito in carriera, ed è un traguardo che mi stimola. So bene che non sarà facile, perché tante squadre punteranno a questo”
In vista dell’inizio della preparazione, Pierotti guarda già al gruppo che sta nascendo:
“Conosco personalmente alcuni dei ragazzi, altri li conosco di nome. Penso che stia prendendo forma una rosa molto valida, in grado di far bene. La chiave sarà l’alchimia: è importante che si cerchi sin da subito di creare un buon gruppo per permettere a tutti di esprimere al massimo le proprie potenzialità.”













