“Occorre costruire una prospettiva reale, non solo per la ripartenza degli impianti e dell’azienda, ma anche per il percorso di transizione ecologica, attraverso un piano industriale e ambientale che porti finalmente verso l’obiettivo della decarbonizzazione”. Lo afferma Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom-Cgil, al termine dell’incontro tenutosi oggi al Ministero del Lavoro sulla nuova procedura di cassa integrazione legata alla crisi dell’ex Ilva.
Durante l’incontro è stato confermato che le criticità sull’Altoforno 2 permangono e che, secondo quanto dichiarato dall’azienda ai sindacati, la ripartenza è prevista entro il 31 dicembre 2025. Nel frattempo, la nuova richiesta di cassa integrazione coinvolgerà 4.050 lavoratori, di cui 3.500 nello stabilimento di Taranto.
“Sono necessarie maggiori risorse per la ripartenza degli impianti, per la loro manutenzione e per garantire prospettive certe a tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva,” sottolinea Scarpa.
Formazione e tavolo permanente a Palazzo Chigi
La Fiom ha inoltre chiesto che questa delicata fase sia gestita anche attraverso strumenti straordinari, come percorsi di formazione sia predisposti dall’azienda sia attivati dalle Regioni attraverso bandi specifici, rivolti ai lavoratori in cassa integrazione.
“Chiediamo che il tavolo permanente istituito a Palazzo Chigi rimanga aperto e attivo, con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali responsabili, per affrontare contemporaneamente le questioni occupazionali, industriali e ambientali,” ribadisce Scarpa.
Il prossimo incontro al Ministero del Lavoro è già stato fissato per il 3 luglio, una tappa ritenuta cruciale dal sindacato per ottenere risposte concrete e garantire la continuità produttiva necessaria ad avviare davvero il processo di transizione ecologica.













