«Più salute, ma più in generale più futuro per i tarantini». È questo il messaggio che il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, rilancia in merito all’accordo di programma sull’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. Un patto che punta a produrre fino a sei milioni di tonnellate di acciaio all’anno, ma che deve necessariamente tenere insieme due elementi fondamentali: occupazione e tutela ambientale.
Perrini ha parlato a margine dell’audizione in Commissione Ambiente, sottolineando l’importanza della presenza, per la prima volta, dei sindaci dei Comuni di Crispiano, Massafra e Montemesola, oltre al primo cittadino di Taranto. «Sono territori che vivono gli stessi disagi ambientali del capoluogo jonico – ha detto – e non ho mai condiviso la loro esclusione dai tavoli istituzionali. L’ho rappresentato personalmente al Ministero dello Sviluppo Economico.»
Decarbonizzazione e strategie concrete
Secondo il consigliere regionale, il momento è cruciale. «In queste ore – ha spiegato – c’è chi tifa per la chiusura dello stabilimento, anche in altre realtà produttive del gruppo o in altri poli siderurgici del Nord Italia. Noi, invece, dobbiamo puntare a dimezzare i tempi della decarbonizzazione. Il ministro Urso ha assicurato piena disponibilità al confronto, anche su dossier tecnici come quello del deposito gas e della ricollocazione del dissalatore.»
Sanità: più presidi e un centro per le patologie ambientali
Tra le priorità indicate da Perrini ci sono anche le compensazioni sanitarie, che devono avere ricadute reali sul territorio. «Non basta aprire il nuovo ospedale San Cataldo. È essenziale – ha ribadito – che restino operativi anche il Santissima Annunziata, che può diventare anche ospedale di comunità, e il Moscati, da potenziare come polo oncologico.»
Perrini ha inoltre proposto la nascita di un Centro di ricerca per le patologie ambientali correlate. «Una struttura – ha spiegato – che permetta di monitorare costantemente lo stato di salute dei cittadini e rafforzare la prevenzione.»
Industria e sviluppo locale: l’acciaio va lavorato in loco
Altro tema centrale è quello dello sviluppo produttivo. Per il consigliere di Fratelli d’Italia, l’acciaio prodotto a Taranto non può continuare a essere destinato unicamente ad aziende del Nord Italia. «Serve incentivare l’insediamento di imprese sul territorio – ha sottolineato – in grado di trasformare l’acciaio in loco. Solo così si creano reali opportunità di lavoro e valore aggiunto per il territorio.»
“Non dimentichiamo la vocazione turistica”
Infine, un richiamo alla diversificazione economica. «Taranto ha anche una chiara vocazione turistica – ha concluso Perrini – che va tutelata e valorizzata. Non possiamo più pensare a un modello di sviluppo basato solo sulla grande industria. Serve equilibrio tra settori, ambiente e qualità della vita.»













