di Maurizio Mazzarella
La vicenda che coinvolge l’SS Taranto assume contorni sempre più seri. Gli esami medici ufficiali, resi noti da Studio100, hanno accertato che sei dei sette calciatori analizzati sono risultati positivi alla salmonellosi, confermando le preoccupazioni della società, che nei giorni scorsi aveva chiesto il rinvio della partita contro il Brindisi, prevista per giovedì scorso.
Nonostante l’emergenza sanitaria e la richiesta del club, la Lega Nazionale Dilettanti Puglia e la società brindisina hanno respinto il rinvio, alimentando una situazione controversa che oggi appare, alla luce dei fatti, ancora più grave e imprudente.
Di fronte al rischio di contagio e alle possibili conseguenze per la salute degli atleti, l’SS Taranto ha scelto di non presentarsi alla gara. Una decisione presa per tutelare non solo i propri tesserati, ma anche i calciatori avversari e la terna arbitrale.
La salmonella è un batterio pericoloso, caratterizzato da elevata trasmissibilità in ambienti collettivi come spogliatoi e ritiri sportivi. La cosiddetta “battidemia” descrive la capacità del patogeno di diffondersi nell’organismo, causando infezioni anche gravi fino al collasso degli organi molli, incluso il cuore.
Particolarmente insidiosa è la presenza di portatori asintomatici: soggetti che non mostrano sintomi evidenti ma che possono trasmettere l’infezione e sviluppare complicanze improvvise, potenzialmente letali, soprattutto sotto sforzo fisico intenso.
Alla luce di questi dati, la decisione della Lega e del Brindisi di non concedere il rinvio della gara risulta oggi ancor più discutibile. Al contrario, il comportamento del Taranto rappresenta un esempio di responsabilità sportiva e sanitaria: la società ha anteposto la salute collettiva al mero risultato agonistico.
Una fonte autorevole ha inoltre riferito alla nostra redazione che nelle prossime ore sono attesi ulteriori quattro esiti di test, che potrebbero ampliare ulteriormente il quadro sanitario della squadra.













