«La transizione energetica non può trasformarsi in un processo che dimentica i lavoratori». Con queste parole il senatore Mario Turco (M5S) annuncia il deposito di una interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell’Ambiente e Sicurezza energetica, delle Imprese e del Made in Italy, e del Lavoro, per chiedere al Governo «garanzie concrete» sul futuro dei circa 50 dipendenti – molti dei quali dell’indotto – dell’Enel di Cerano (Brindisi), destinatari nelle scorse settimane delle lettere di licenziamento.
Turco ricorda che il Decreto 36/2022, sostenuto dal Movimento 5 Stelle, ha delineato il percorso nazionale di decarbonizzazione con la cessazione dell’uso del carbone entro il 2025. In questo quadro, la centrale Enel “Federico II” di Brindisi è stata indicata per la chiusura definitiva entro il 31 dicembre 2025, con l’avvio di un programma strutturato di riconversione industriale, riqualificazione dei lavoratori e bonifica delle aree.
Secondo il senatore, tuttavia, il Governo Meloni avrebbe «completamente dimenticato» gli impegni presi, lasciando senza risposte i lavoratori e le loro famiglie:
«Taranto – con il disastro dell’ex Ilva – e Brindisi non possono permettersi ulteriori perdite occupazionali: il rischio è la desertificazione produttiva del territorio».
Turco denuncia inoltre che non è stato ancora attuato il previsto Accordo di Programma tra Governo, Regione Puglia, enti locali, Enel e parti sociali, strumento cardine del Decreto 36/2022 per garantire riconversione, salvaguardia dei posti di lavoro, smantellamento e bonifica.
Con l’interrogazione a sua prima firma, il parlamentare chiede al Governo come intenda attuare tali previsioni e quali iniziative urgenti intenda assumere per i lavoratori licenziati, che potrebbero essere da subito reimpiegati nelle attività di smantellamento e bonifica.
«Il M5S – conclude Turco – resterà al fianco di questi lavoratori finché il Governo non interverrà concretamente, anche sul fronte delle misure per la riconversione industriale dell’area».














