“Come annunciato lo scorso venerdì in conferenza stampa con il Gruppo Territoriale M5S Taranto, oggi ho depositato un corposo impianto emendativo all’ennesimo inutile decreto salva-Ilva voluto dal Governo Meloni, per portare in Senato le rivendicazioni della città e chiedere un vero ‘decreto salva-Taranto’”, afferma in un comunicato il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa del M5S.
Secondo Turco, la proposta mira a destinare al territorio 5 miliardi di euro del fondo sulle armi, su un totale di 23 miliardi che sarà istituito con la prossima Manovra, per promuovere investimenti per lo sviluppo sostenibile di Taranto. La proposta ribadisce anche il fermo no alla nave rigassificatrice nel Golfo e la chiusura di tutte le fonti inquinanti presenti sul territorio.
Il Senatore sottolinea l’urgenza di riavviare il processo di riconversione economica, sociale e culturale avviato dal Governo Conte II con il ‘Cantiere Taranto’. Tra le misure indicate:
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Creazione di un fondo di rigenerazione per le imprese dell’indotto;
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Allargamento della garanzia della cassa integrazione non solo per i lavoratori dell’ex Ilva, ma anche per i dipendenti delle imprese dell’indotto;
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Ripristino dei 400 milioni di euro destinati alle bonifiche e istituzione di un centro unico per le stesse;
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Rimozione dello scudo penale per il siderurgico;
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Misure a sostegno della mitilicoltura e dei lavoratori di Isola Verde;
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Salvaguardia dei livelli occupazionali, formazione e riqualificazione dei lavoratori per le bonifiche;
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Incremento delle risorse per l’integrazione salariale per tutto il 2025.
“Anche se il M5S continua a chiedere la nazionalizzazione e un accordo di programma con abbandono delle fonti fossili, l’obiettivo resta garantire un futuro sostenibile per Taranto, a partire dalla tutela dei lavoratori e delle famiglie. Non possiamo accettare che il Governo, come dimostra la recente approvazione dell’AIA, mantenga la continuità produttiva a carbone, in contrasto con gli obiettivi europei e le aspirazioni della città”, conclude Turco.














