Le dimissioni di Vito Ladisa dal ruolo di presidente del Taranto Calcio hanno suscitato grande attenzione e dibattito in città. A chiarire direttamente i motivi di questa scelta è stato lo stesso Ladisa in un’intervista esclusiva a Telerama con Walter Baldacconi.
«E quindi queste dimissioni hanno creato un gran parlare in città. Siccome a noi piace andare alla fonte senza intermediazioni di nessun genere, siamo qui a chiedere cosa è accaduto presidente?» ha introdotto Baldacconi.
Ladisa ha spiegato che la decisione è stata maturata già nei mesi scorsi, ma formalizzata solo dopo la partita del Polignano: «Innanzitutto dobbiamo precisare che è un regalo alla città di Taranto esplicitare le mie dimissioni. Questo passo è necessario perché un progetto così strutturato richiede tempi e impegno che io non posso garantire quotidianamente. Non serve un presidente a metà».
Il presidente uscente ha sottolineato la complessità del progetto: «C’è l’intervento sportivo, manageriale, infrastrutturale e finanziario. Per seguire tutto con efficacia servono figure dedicate. Il Taranto è sopra il mio ruolo: è una realtà collettiva, un orgoglio, un’identità».
Parlando del suo legame con Taranto, Ladisa ha ricordato l’esperienza imprenditoriale che lo lega alla città: «Operiamo qui da circa 20 anni, abbiamo realizzato uno stabilimento e un centro ricerche accreditato a livello europeo. Questo mi ha permesso di conoscere Taranto profondamente e di appassionarmi al calcio locale».
Il presidente ha anche spiegato la necessità di dare stabilità e continuità al club: «Siamo arrivati senza dirigente, senza stadio, senza campo di allenamento. In quattro mesi abbiamo fatto passi da gigante, ma per crescere serve una struttura organizzativa solida, con dirigenti locali e partecipazione attiva del Consiglio di amministrazione».
Ladisa ha voluto chiarire il ruolo della sua famiglia, che resterà comunque coinvolta: «Non si tratta di un disimpegno. Mio fratello e mio figlio continueranno a seguire il progetto. La mia scelta è strategica: vogliamo rafforzare la parte sportiva affidandola a chi può dedicarsi pienamente».
Non è mancato un focus sullo sviluppo del territorio: «Taranto ha grandi potenzialità. Con infrastrutture come lo stadio Erasmo Iacovone e il settore giovanile, possiamo costruire una società solida e sostenibile, capace di radicarsi nel territorio e creare opportunità di lavoro».
Infine, un messaggio rivolto ai tifosi: «Il mio amore per i colori rosso-blu continua. Non molleremo mai, la mia famiglia non mollerà mai. Serve un senso di responsabilità collettivo e una partecipazione attiva di tutti per il bene della città e del club».














