Il Natale 2025 nel Tarantino si chiude all’insegna di una tenuta complessivamente positiva, seppur fragile, per le attività di prossimità. A delineare il quadro è Confartigianato Imprese Taranto, che fotografa un contesto segnato da consumi più prudenti e selettivi: famiglie attente al budget, meno acquisti d’impulso e una crescente preferenza per regali utili, autentici e di qualità.
In questo scenario, emerge un dato chiaro: quando l’offerta è credibile, curata e riconoscibile, il territorio risponde. L’artigianato e la piccola impresa dimostrano di reggere, soprattutto laddove riescono a valorizzare personalizzazione, cura del dettaglio e relazione diretta con il cliente, elementi difficilmente replicabili dall’e-commerce.
I risultati migliori si registrano nei comparti più legati alle festività e all’esperienza: enogastronomia, dolciario, prodotti tipici, confezioni regalo e servizi alla persona. Una domanda sempre più orientata verso prodotti “con una storia”, riconoscibili e fortemente identitari. Restano invece in maggiore difficoltà alcuni segmenti tradizionali, come abbigliamento e calzature, penalizzati dalla concorrenza online, dall’incertezza dei consumatori e anche da criticità strutturali come viabilità e parcheggi, in particolare nel capoluogo.
È il segnale di un cambiamento strutturale: oggi non basta più vendere un prodotto, ma occorre differenziarsi, comunicare valore e trasformare negozi e botteghe in presìdi di fiducia, servizio e relazione, capaci di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice acquisto.
Indicazioni significative arrivano anche dal fronte del lavoro. Secondo i dati Excelsior–Unioncamere, a gennaio 2026 le imprese della provincia di Taranto prevedono 3.910 entrate lavorative: 530 nel commercio, 440 tra ristorazione e turismo, 380 nelle costruzioni, 270 nell’industria metallurgica e 380 nei servizi alla persona. Le entrate complessive previste nel trimestre gennaio-marzo salgono a 10.380. Tuttavia, quasi il 48% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale, a conferma di un fabbisogno di competenze e strumenti ancora insoddisfatto.
Per Confartigianato è arrivato il momento di costruire un vero e proprio patto di sistema tra istituzioni, associazioni e attori economici del territorio, con un ruolo centrale anche della Camera di Commercio. Servono azioni concrete e misurabili: incentivi per chi avvia nuove attività e per chi continua a investire nonostante le difficoltà, sostegno alla digitalizzazione, formazione, sviluppo di reti tra imprese e progetti di animazione commerciale dei quartieri.
L’obiettivo è invertire il processo di desertificazione commerciale e trasformarlo in un percorso di crescita stabile e duratura. In questa direzione, Confartigianato punta a un progetto di rete di prossimità che unisca innovazione e identità: un marketplace unico delle botteghe, con servizi di click&collect, carta fedeltà territoriale e consegna green di quartiere, integrato con eventi e percorsi turistici e costruito facendo rete tra i Comuni della provincia.
Non si tratta di fare concorrenza all’online, ma di creare una piattaforma capace di coniugare comodità e relazione, tecnologia e radicamento, promozione e comunità. Perché, sottolinea Confartigianato, l’economia di vicinato non è solo commercio: è lavoro, sicurezza urbana, vita dei quartieri e identità. E quando una bottega chiude, non scompare soltanto un’attività economica, ma si perde un presidio sociale e un pezzo di città.














