Venerdì 30 gennaio, alle ore 17.30, la Biblioteca comunale Acclavio, in piazza Dante (Bestat) a Taranto, ospiterà la presentazione del libro “Cimpiel Biondi Colletta – Taranto e il calcio, romanzo di una stagione”, ultimo lavoro di Claudio Frascella. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Gianni Sebastio, in un incontro che promette di andare ben oltre la semplice cronaca sportiva.
Quello di Frascella non è un libro di statistiche, classifiche o tabellini. È un romanzo vero e proprio, costruito sulla memoria, sui sentimenti e su una stagione – quella del 1972-73 – che ha segnato per sempre l’immaginario calcistico e umano di una città. Il calcio, qui, è pretesto e sostanza insieme: campo di gioco e teatro di relazioni, di dialoghi, di piccoli conflitti e grandi affetti. I protagonisti non vengono soltanto osservati, ma prendono parola, discutono, si stimano, si pungono e, a volte, si mandano cordialmente al diavolo. Proprio come accadeva, allora, dentro e fuori dal campo.
Il punto di vista scelto è quello di un ragazzino di dodici, tredici anni, raccattapalle e presenza silenziosa negli spogliatoi, considerato una sorta di portafortuna dalla squadra. È attraverso i suoi occhi che il lettore entra nel cuore di un calcio popolare e autentico, fatto di attese, sacrifici e sogni condivisi. Un calcio che non aveva bisogno di tatticismi esasperati per emozionare, perché viveva di relazioni umane, di gesti semplici, di rispetto.
Cimpiel Biondi Colletta non è il racconto di singoli eroi, ma di un mondo. I nomi – reali, evocati o appena mascherati – diventano simboli di una comunità, di un’epoca, di una provincia capace di trasformare una squadra in un patrimonio collettivo. Come nel grande teatro di Eduardo De Filippo, anche qui i personaggi possono essere “inventati”, ma la storia resta profondamente vera.
Il romanzo attraversa tre generazioni e si muove tra epica provinciale e nostalgia, senza mai indulgere nella retorica. I dettagli, anche quando piegati alle esigenze narrative, sono trattati con rispetto e misura. Non c’è “gamba tesa”, ma una spinta gentile, quella che accompagna il lettore dentro un tempo che non torna, ma che continua a vivere nella memoria di chi c’era e nella curiosità di chi scopre oggi un calcio più romantico, umano, davvero popolare.
Claudio Frascella, giornalista e autore tarantino con una lunga esperienza tra carta stampata, radio e scrittura narrativa, firma così il suo sesto libro, pubblicato da Editrice Scorpione. Un’opera destinata a lettori sensibili, disposti a smarcarsi dal calcio moderno per immergersi nei sentimenti di una stagione e di una città che, anche solo per un anno, si sono sentite campioni.















