“Voglio tuffarmi quanto prima nel lavoro vero. Il primo passo è quello di parlare con i ragazzi e dare tranquillità agli attuali tesserati, visto che ci sono state troppe chiacchiere. Siamo tutti partecipi in questo progetto, saremo tutti bravi se vinceremo o tutti scarsi se non lo faremo. Se non c’è la giusta alchimia è difficile raggiungere gli obiettivi. La società sta facendo sforzi immani per portare Taranto dove merita, spero di dare il mio contributo, senza fare troppe promesse. Sono felicissimo di essere qui e di dare una mano al Taranto”.
RIMONTA – “Sono qui perchè ci credo, non ho bisogno di fare sei mesi di lavoro ma voglio lottare per la vittoria fino alla fine. Penso che il campionato dia ampi margini di rimonta. Ci sono molte squadre che stanno iniziando a far uscire il proprio valore e penso che il Taranto possa fare lo stesso. Sento dire “noi siamo il Taranto”, è sicuramente vero ma siamo in Serie D e non dobbiamo specchiarci troppo. Brutti ma pratici per iniziare, poi quando inizieranno ad arrivare i risultati potremo pensare all’estetica. Ci sono tanti scontri diretti e dobbiamo essere bravi a sfruttarli per recuperare punti importanti. La parola che ci deve accompagnare da qui alla fine è umiltà”.
GIOVE – “Conoscevo già Massimo Giove come amico, sono due anni che ci facevamo la corte. Il pensiero del presidente è cambiato un po’ rispetto agli ultimi anni e questo mi ha convinto a sposare il suo progetto. Penso che abbia raggiunto la maturità che un presidente deve avere. In passato per la sua passionalità si è fatto trascinare dagli eventi, ora invece è più disponibile al dialogo ed ha messo un freno alla sua vulcanicità. Trovare una persona del genere nel mondo del calcio è raro. Di certo sarà una sfida, ma con passione e voglia di lavorare è bello ed appassionante intraprenderle”.
INTERVENTI – “Dobbiamo cercare di capire dove risiedono i problemi. Non bisogna fare troppe chiacchiere, ma andare dritti al punto. Sarà fatta una valutazione e prima di prendere decisioni ho bisogno di capire quali sono i tasti dolenti. Dire già oggi dove interverremo in fase di mercato sarebbe poco onesto”.
PROGETTO – “Non sono venuto per speculare su questi sei mesi di contratto. Di comune accordo con il presidente vogliamo costruire un progetto che abbia continuità. Nel mondo del calcio non vincono nè i soldi, nè i nomi, lo fanno gli equilibri. Taranto è una piazza esigente ma il campo da calcio ha la stessa dimensione degli altri e la maglia ha lo stesso peso. Qui si ha tanta visibilità e per averla bisogna avere la personalità ed accettare i rischi che una piazza del genere comporta. Bisogna sudare la maglia e sputare sangue, affinchè i tifosi possano apprezzare gli sforzi profusi in campo. Il progetto è di portare gente affamata e chi non vorrà sposare questo progetto prenderà un’altra strada”.

REGOLE . “Sono profondamente rispettoso dei ruoli. Devono esserci delle regole che siano rispettate da tutti, me compreso. Seguendo questi dettami i risultati prima o poi arriveranno. Dobbiamo accettare tutte le critiche, non si può accettare invece ciò che è stato fatto al direttore Montella. Questo non è sport, è un gesto poco corretto e senza etica morale”.
ALIBI –“Ho la sensazione che si cerchino sempre alibi e questo non aiuta a crescere. Posso dire tanti problemi ma se non li vedo con i miei occhi sarebbero solo bugie. Ci metterò la faccia più nel male che nel bene, perchè se ci saranno meriti li lascerò ai giocatori. Non guarderò in faccia a nessuno, chi non rispetterà delle regole precise verrà messo alla porta, in qualsiasi momento della stagione”.
MERCATO DI RIPARAZIONE – “Kosnic sta arrivando, è atteso nelle prossime ore per la firma e sarà il primo tassello di questo nuovo progetto tecnico. Al di là di questo acquisto non posso dire ora quanti calciatori arriveranno, spesso cerchiamo altrove soluzioni che abbiamo già in casa, dovremo valutare attentamente come muoverci. Sono stato anche io un calciatore e so che le voci possono destabilizzare l’ambiente. Noi addetti ai lavori non vediamo l’ora che si chiuda il mercato e per me quello di riparazione è una delle cose più brutte che possa offrire il calcio. Le scelte giuste vanno fatte a monte ma con questo non voglio lavarmi le mani dalle mie responsabilità. Cercherò di intervenire il più correttamente possibile”.
CARATTERE – “Questa parola mi fa ridere. Una persona può avere carattere in mille modi diversi, per me è una definizione abbastanza soggettiva. Questa squadra ha bisogno di qualche altro leader, a Taranto ci vuole carisma più che carattere. La leadership si conquista parlando poco ed esprimendosi con i fatti”.
CAMPIONATO – “Il campionato è difficilissimo, anche giocare con le ultime in classifica diventa complicato. Alla fine però i valori emergono, bisogna impegnarsi sempre allo stesso modo contro qualunque squadra”.
TIFOSI – “Chiedo di starci il più vicino possibile perchè ne abbiamo tanto bisogno. Un buon padre sta vicino al figlio anche quando si comporta male. Da parte mia assicuro il massimo impegno senza proclami, altrimenti si rischia di essere spocchiosi”.
VOCI – “Il primo problema da risolvere è quello della fuga d’informazioni. Tutto quello che succede all’interno dello spogliatoio viene riportato fuori ed in maniera molto distorta, questo secondo me ha pesato tanto nella prima parte di campionato. Se non c’è dialogo e confronto continuo con la stampa, la comunicazione può diventare un’arma a doppio taglio. Si deve sempre sapere la verità a prescindere se a saperla sia un tifoso o un giornalista. Se non abbiamo questo concetto difficilmente riusciremo a crescere. Fino ad ora si è parlato troppo e male”.
CERIGNOLA – “Per affrontare al massimo l’impegno di domenica ho messo in chiaro che di mercato non se ne parla, fatta eccezione per Galdean che era un tassello in più e di comune accordo ha rescisso il contratto. Domenica non dobbiamo vincere per forza ma dovremo fare di tutto affinchè si riesca a farlo”.
PANARELLI – “Il mister non è assolutamente in discussione”.
GENCHI – “Mandarlo in conferenza domenica è stato un errore. E’ una personsa sanguigna e di cuore ma ha pochi neuroni per ragionare. Domenica ha fatto un’analisi attenta fino ad un certo punto e poi gli è partito l’embolo, ha iniziato a sragionare. Lui è un buono, ma con una corretta gestione del gruppo non sarebbe dovuto intervenire in conferenza. Bisogna gettare acqua sul fuoco, non alimentarlo”.
Gabriele Campa














