Assalto alla Serie D. Lo stadio Italia va verso il tutto esaurito in pochi minuti e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: Taranto–Apice vale la semifinale d’andata dei playoff nazionali e una stagione intera si concentra in novanta minuti (più recupero). Il clima in casa rossoblù, dopo le difficoltà tra campionato e Coppa Italia, è di fiducia e consapevolezza. A tracciare la rotta è il direttore generale Beppe Camicia, che tra campo e prospettive future parla senza filtri.
L’intervista, rielaborata e ripresa sulla base di dichiarazioni pubblicate da Vito Di Noi del Quotidiano, restituisce il momento del club jonico a ridosso della sfida decisiva.
“Ora dipende solo da noi”
«È stata una stagione complessa, con diverse difficoltà anche logistiche e strutturali» spiega Camicia. «A un certo punto si è arrivati persino a rischiare di non disputare i playoff. Ora però siamo dentro un percorso chiaro: ci aspettano partite decisive e dobbiamo affrontarle una alla volta».
Il primo ostacolo si chiama Apice, squadra sorpresa del torneo e forte dell’entusiasmo.
«Massimo rispetto per loro, stanno vivendo un sogno e questo li rende pericolosi. Ma il Taranto conosce il proprio valore. Se scendiamo in campo con la determinazione vista contro il Canosa, non abbiamo motivo di temere nessuno».
“Prima la finale, poi il resto”
Dall’altra parte del tabellone ci sono Gladiator e Matese, ma il dirigente rossoblù non vuole distrazioni.
«Prima pensiamo a conquistarci la finale, poi eventualmente ragioneremo sull’avversaria. Adesso conta solo il presente, passo dopo passo».
Tra rimpianti e consapevolezze
Sulla stagione e sul mancato salto diretto in Serie D, Camicia mantiene equilibrio:
«Non parlerei di vero rammarico. Il Brindisi ha meritato il primo posto con un campionato straordinario, il Bisceglie ha fatto una scelta vincente puntando sulla Coppa. Noi abbiamo avuto i nostri momenti e la finale regionale è stata decisa da episodi. L’unico rammarico è non aver potuto partire tutti allo stesso livello».
“Gruppo sempre unito, ora più consapevole”
Il Taranto appare più compatto nelle ultime uscite.
«Il gruppo è sempre stato coeso, anche nei momenti difficili. Oggi però c’è una serenità mentale diversa, che rende tutto più evidente. La partita contro il Canosa ne è stata la dimostrazione».
Futuro e stadio: il nodo Iacovone
Uno sguardo inevitabile anche al domani, tra rosa e infrastrutture.
«Le basi per costruire qualcosa anche in Serie D ci sono, poi sarà il direttore sportivo Danilo Pagni a valutare la rosa e le scelte di mercato. Sullo stadio, invece, la situazione è centrale: siamo stati un anno “nomadi” e non è stato semplice».
Camicia entra nel dettaglio:
«Attendiamo il bando del Comune per la gestione dello Iacovone. Come SS Taranto 1927 parteciperemo, avendo già presentato un progetto e un diritto di prelazione. L’obiettivo è tornare a casa entro l’inizio della prossima stagione, o comunque entro le prime quattro gare casalinghe».














