di Maurizio Corvino
A Taranto il tempo scorre veloce e le stagioni sportive si avvicendano senza grandi gioie. Anzi, sono spesso le sconfitte a ferire l’orgoglio di una comunità — come quella di ieri, inattesa e dolorosa, contro il Bisceglie. Eppure esistono figure destinate a restare intatte, scolpite nella memoria collettiva come simboli eterni. Erasmo Iacovone è una di queste.
Il suo ricordo continua a tenere unita una città, una tifoseria, un popolo intero che in lui non ha riconosciuto soltanto un grande calciatore, ma un uomo capace di incarnare valori profondi: passione autentica, sacrificio silenzioso, senso di appartenenza.
Valori che da quasi cinquant’anni speriamo di rivedere in campo, affidati a ogni nuova maglia e a ogni nuova generazione, e che troppo spesso restano traditi.
Perché la verità, severa e difficile da accettare, è che il tempo può consegnarci nuovi calciatori, ma difficilmente restituirà uomini capaci di portare sulle spalle, con la stessa dignità, il peso e l’onore di quei valori che Erasmo Iacovone seppe rendere eterni.
Ti vogliamo bene, Erasmo. Sarai per sempre la parte migliore del nostro cuore rossoblù.



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