di Maurizio Corvino
La De Florio Nuovi Orizzonti si prepara all’ultima partita della fase a orologio contro Bari, e tra le protagoniste emerge la voce di una delle giocatrici più rappresentative del gruppo. Ecco le sue dichiarazioni sui temi principali della stagione e della prossima sfida.
Voglia di vincere la fase a orologio
«Grande voglia di concludere nel migliore dei modi questa fase, dopo un anno pieno di soddisfazioni. Vogliamo continuare a fare bene e mantenere alta l’energia positiva del gruppo».
Mai sottovalutare l’avversario
«Partiamo dal presupposto che Bari è una squadra super organizzata e completa: hanno vinto di dieci contro Monteroni e si sono guadagnati il secondo posto. Domani vorranno vincere, ma noi vogliamo più di loro. Non abbiamo mai sottovalutato nessuno, nemmeno le squadre con molte giovanissime. Con il nostro allenatore non esiste sottovalutare: esiste solo andare in campo, dare tutta l’anima e vincere».
Perché il numero 13
«Ho iniziato a giocare con il numero 8, che ho mantenuto per un po’ di tempo. Quando mi sono trasferita alla Futura Basket Brindisi, l’8 era già occupato, quindi presi il 31 che, capovolto, mi dava il 13, un numero molto ricorrente nella mia vita. Un giorno i miei genitori mi dissero che mio nonno era morto il giorno 13, quindi avevo un motivo valido per non abbandonarlo».
Invito a sostenere la squadra
«Carosino non è poi così distante, invito tutti a venirci a sostenere, soprattutto nei playoff, quando il calore del pubblico di Taranto sarà fondamentale».
La società
«La società ha un progetto importante, serio e continuativo. Ci sono sempre vicini e non ci fa mancare nulla affinché tutto funzioni come deve».
Grande stagione personale
«Dopo due anni ferma, sono rientrata in campo con la voglia di riscatto e di riprendermi quello che per un po’ mi era mancato. Ho voluto rimettermi in gioco e soprattutto vincere, e credo che dall’esterno questa mia determinazione sia evidente».
Chioccia della Molino
«Ho sempre detto che in Annapia rivedo me stessa alla sua età. Sono dieci anni più matura e cerco di proteggerla come avrei voluto essere protetta io».
Assenze e gruppo
«Con la mancanza di Boccadamo, molto importante per noi, stiamo lavorando su noi stesse affinché ognuna possa dare il 100%. Così cerchiamo di compensare l’assenza e farla sentire il meno possibile».
Il coach e i suoi assistenti
«Giampaolo, per me, è un maestro del basket: cura i dettagli, studia le squadre avversarie e prepara programmi precisi per la partita del sabato. Luigi è quella vocina che ti solleva nei momenti di sconforto, mentre Davide è fantastico: ridona la forza e la grinta anche quando sembra tutto perso».













