Casartigiani Taranto interviene con fermezza sulla gestione della raccolta dei rifiuti e sulla TARI nel Comune di Taranto, evidenziando come la questione non rappresenti solo un tema ambientale o fiscale, ma una vera e propria politica di sviluppo economico del territorio. A distanza di mesi dalle promesse formulate dall’amministrazione comunale a dicembre, infatti, non risulta ancora avviato il tavolo di confronto con le associazioni di rappresentanza delle imprese, nonostante le criticità segnalate e le numerose richieste provenienti dal mondo produttivo locale.
«La gestione della TARI e dell’intero ciclo dei rifiuti – dichiara il segretario provinciale di Casartigiani Taranto, Stefano Castronuovo – non può essere considerata esclusivamente una voce tecnica di bilancio. È una scelta politica che incide direttamente sulla capacità attrattiva della città, sugli investimenti e sull’occupazione. Se un’impresa paga cinque, sei o sette volte di più rispetto ai comuni limitrofi, è evidente che sarà incentivata a investire altrove e non nel capoluogo ionico».
I dati analizzati da Casartigiani Taranto destano forte preoccupazione. Nello specifico, nel settore alimentare si registrano costi TARI medi compresi tra 12 e 14 euro al metro quadro a Taranto, a fronte di valori che in diversi comuni della provincia oscillano tra i 5 e i 6 euro, con un divario competitivo che rischia di penalizzare pesantemente il tessuto produttivo cittadino. «Questa disparità – prosegue Castronuovo – non solo tartassa le imprese già presenti, ma scoraggia la nascita di nuove attività economiche. Ricordiamo che sono le imprese lo strumento principale per creare lavoro e garantire sviluppo. Una gestione equilibrata della tassa rifiuti rappresenta quindi una vera politica industriale locale, che oggi riteniamo venga sottovalutata dal decisore politico».
Alle criticità legate ai costi si aggiungono numerose problematiche tecniche riscontrate nelle cartelle TARI. Dai dati raccolti da Casartigiani emerge che circa il 25% delle posizioni analizzate presenta anomalie, tra cui il calcolo del tributo in duplicazione su alcuni immobili, l’emissione di cartelle riferite a immobili non più esistenti, notifiche indirizzate a imprese cessate e difformità tecniche con incongruenze nelle anagrafiche comunali.
Casartigiani Taranto sottolinea come una revisione complessiva del sistema di raccolta e del tributo TARI rappresenti una leva strategica per rendere la città più competitiva, sostenere l’occupazione e favorire nuovi investimenti produttivi. «Non si tratta solo di un problema economico – evidenzia Castronuovo – ma anche di un tema di efficienza amministrativa. Le imprese chiedono chiarezza, correttezza dei dati e un sistema di gestione più moderno e trasparente. Per questo ribadiamo con forza la necessità di aprire immediatamente il tavolo di confronto annunciato».
Casartigiani Taranto rinnova pertanto la richiesta all’Amministrazione comunale di convocare con urgenza il tavolo di confronto con le associazioni di categoria, al fine di individuare soluzioni condivise, correggere le criticità riscontrate e costruire un modello di gestione sostenibile e competitivo per il territorio. «Una città che vuole attrarre imprese – conclude Castronuovo – deve garantire servizi efficienti e un sistema tariffario equo. La buona gestione dei rifiuti non è solo una questione ambientale: è una scelta di sviluppo economico. Taranto non può permettersi di perdere altre opportunità».













