Cresce la preoccupazione nel settore dell’autotrasporto per il nuovo aumento del prezzo del gasolio. A lanciare l’allarme è Casartigiani Puglia, che denuncia le difficoltà sempre più pesanti per le imprese del comparto, in particolare per quelle artigiane e di piccole dimensioni.
Attraverso SNA Casartigiani, l’associazione fa parte del coordinamento UNATRAS, che nelle ultime ore ha segnalato la gravità della situazione legata ai prezzi dei carburanti e alle possibili dinamiche speculative che stanno incidendo sui costi delle aziende.
«L’autotrasporto – spiega Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia – rappresenta un servizio essenziale per il funzionamento dell’economia reale. Senza autotrasporto si fermano industrie, distribuzione e approvvigionamento dei territori. Tuttavia, le imprese continuano a subire aumenti di costo che non riescono a trasferire lungo la filiera logistica».
In Puglia il peso maggiore sulle piccole imprese
In Puglia il problema assume una dimensione ancora più significativa, perché il sistema logistico regionale si basa in larga parte su piccole e medie imprese di autotrasporto, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’anello più fragile della filiera.
Il carburante, infatti, è una delle principali voci di spesa e incide direttamente sulla sostenibilità economica dell’attività.
L’autotrasportatore Andrea Quaranta racconta le difficoltà quotidiane del settore:
«La situazione sta diventando sempre più grave per il trasporto. I nostri utili sono già molto bassi e il caro carburanti rischia di azzerarli del tutto, se non addirittura di farci lavorare in perdita. Il settore era già in difficoltà prima di questi aumenti e anche i viaggi locali hanno costi che continuano a gravare sulle aziende».
Secondo Quaranta il problema riguarda tutta la filiera:
«Con la scusa dell’aumento dei costi la grande distribuzione ha già ritoccato i prezzi dei prodotti. Se non si trova un rimedio rischiamo di entrare in un meccanismo in cui il cane si morde la coda. Anche nel settore marittimo stanno applicando maggiorazioni legate al carburante: MSC ha aumentato i noli proprio per questo motivo. È inevitabile che questo succeda anche nel nostro settore».
Ancora più dura la testimonianza dell’autotrasportatore Giacinto Fallone:
«La situazione è tragica. A febbraio, su una fattura di 4.700 euro, ben 1.700 sono stati assorbiti dal costo del gasolio. E purtroppo marzo sta andando anche peggio. Con questi livelli di costo diventa sempre più difficile sostenere l’attività».
Il nodo del potere contrattuale nella filiera
Le piccole imprese di autotrasporto dispongono infatti di un potere contrattuale molto limitato nei confronti dei committenti, e gli aumenti del prezzo del gasolio difficilmente vengono riconosciuti nelle tariffe di trasporto.
Sebbene la normativa di settore preveda alcuni strumenti di tutela, nella pratica questi meccanismi risultano spesso complessi da applicare per le aziende più piccole.
Per questo motivo Casartigiani Puglia ha scritto alle Prefetture pugliesi, chiedendo un monitoraggio attento delle dinamiche di mercato e delle eventuali speculazioni sul prezzo dei carburanti.
Le richieste al Governo
Secondo la federazione delle imprese artigiane è necessario un intervento urgente del Governo su tre fronti principali:
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riduzione o modulazione delle accise nei momenti di forte volatilità dei prezzi;
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rafforzamento delle tutele normative, affinché gli aumenti dei costi vengano riconosciuti nei contratti di trasporto;
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maggiore controllo del mercato dei carburanti per prevenire fenomeni speculativi.
«Se non si interviene rapidamente – conclude Castronuovo – il rischio concreto è quello di mettere fuori mercato centinaia di piccole imprese di autotrasporto artigiano, con conseguenze gravi per la logistica e per l’economia dei territori».













