Taranto guarda al mare non solo come elemento identitario, ma come leva strategica di sviluppo. Con questa visione, Confindustria Taranto ha avviato un tavolo di lavoro a composizione mista pubblico-privata, coinvolgendo rappresentanze locali, provinciali e regionali chiamate a condividere la responsabilità del futuro della città.
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, Anna Cammalleri, già direttore generale dell’USR Puglia e componente del tavolo della conoscenza del Comune di Taranto, che ha illustrato le finalità dell’iniziativa, e numerosi rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo produttivo.
Presenti il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti, il comandante della Capitaneria di Porto Cap. Leonardo Deri, il direttore degli studi della Scuola Sottufficiali della Marina Militare CV Manuel Moreno Minuto, la dirigente della Sezione Formazione della Regione Puglia Monica Calzetta, l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Taranto Francesco Cosa, il coordinatore Arpal Puglia per Taranto Michele Coviello, rappresentanti del mondo universitario e scolastico, oltre a esponenti delle imprese e delle sezioni di Confindustria.
A coordinare i lavori è stata la vicepresidente Anda Furfaro, con delega all’Education.
Al centro del confronto, il ruolo strategico dell’economia del mare, oggi riconosciuta come uno dei principali motori di sviluppo, capace di generare occupazione soprattutto tra i giovani. Settori come cantieristica, portualità, logistica, energie rinnovabili offshore, turismo sostenibile, blue economy e innovazione digitale delineano un ecosistema produttivo integrato, in grado di accompagnare Taranto verso una nuova fase di crescita, complementare alla storica vocazione industriale.
Il tavolo ha permesso di affrontare il tema in una visione sistemica, definendo con chiarezza l’ambito di analisi, contestualizzando le prospettive sul territorio ionico, individuando le azioni già avviate e delineando nuove linee di intervento. L’obiettivo è la costruzione di una strategia condivisa, finalizzata alla redazione di un documento programmatico su cui sviluppare progetti concreti.
Il quadro industriale appare incoraggiante. Il Just Transition Fund prevede per Taranto un incentivo maggiorato del 10% sugli investimenti, oltre a bandi dedicati alla formazione e alla riqualificazione delle competenze. Parallelamente, il Ministero delle Imprese sta promuovendo lo sviluppo di filiere a basso impatto nei settori della nautica, dell’eolico offshore, della meccanica avanzata, della logistica, dell’aerospazio, dei data center e dell’intelligenza artificiale.
Nei prossimi cinque-dieci anni crescerà la domanda di figure tecniche e digitali legate a questi ambiti. Tra le professioni emergenti: tecnici della transizione energetica, ingegneri per impianti eolici offshore, sustainability manager, data scientist e specialisti in intelligenza artificiale, operatori dell’economia circolare ed esperti di turismo esperienziale legato al patrimonio marittimo.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la transizione economica in un’opportunità concreta di sviluppo, occupazione e crescita sociale, puntando sulla formazione e sulla valorizzazione delle competenze legate al mare.
Confindustria Taranto conferma così il proprio ruolo di catalizzatore di progettualità e sinergie, sottolineando come solo attraverso una visione condivisa e un impegno collettivo sia possibile costruire un futuro produttivo solido per la città, restituendo ai giovani prospettive di lavoro qualificato e radicato nel territorio.
Il tavolo resta aperto al contributo di ulteriori stakeholder e tornerà a riunirsi nei prossimi mesi per mettere a sistema le proposte emerse e definire progettualità condivise.














