di Maurizio Mazzarella con la collaborazione di Francesca Raguso
Taranto si conferma ancora una volta un punto di riferimento per il movimento sportivo inclusivo. La conferenza inaugurale dello Special Basket, ospitata al Tursport di San Vito, è stata presentata e moderata dalla giornalista Alessandra Carpino, vicedirettore di GiornaleRossoBlu.it, e ha riunito istituzioni, dirigenti sportivi, associazioni, atleti e rappresentanti del mondo accademico in vista di una tre giorni che vedrà scendere in campo 320 atleti provenienti da Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Un appuntamento che va oltre la dimensione agonistica e che si inserisce pienamente nel percorso di crescita dello Special Olympics sul territorio pugliese e nazionale.
Al centro del dibattito, il significato stesso del movimento Special Olympics, illustrato dalla direttrice del Team Puglia Ketty Lorusso, che ha voluto chiarire con precisione la natura e la missione dell’organizzazione. “Se parlo di Special Olympics dico cose giuste, perché ritengo sia opportuno e interessante sapere che è arrivato a Taranto, ma non tutti sanno davvero cos’è”, ha spiegato. “Special Olympics è un’organizzazione mondiale, un ente del Terzo Settore presente in più di 180 Paesi che organizza competizioni per persone con disabilità intellettiva a ogni livello, fino alle gare mondiali”.
Lorusso ha poi sottolineato un aspetto fondamentale del modello sportivo proposto, precisando che non si tratta di sport agonistico tradizionale. “Non facciamo agonismo, e questo deve essere chiaro. Tutti gli atleti, con qualsiasi livello di abilità, possono gareggiare in tutti gli sport ufficiali. Gli atleti vengono allenati dai loro team e poi, in occasione delle gare, competono con compagni di pari abilità, cercando di mettere l’atleta con disabilità allo stesso livello di chi non ha disabilità, e insieme scendono in campo. Lo sport è di tipo unificato”, ha affermato.
La direttrice ha poi ricordato la crescita del movimento in Puglia, dove Special Olympics è presente dal 2002 e oggi conta 26 team accreditati. “La nostra regione è in crescita. Non sono pochi, ma non sono neanche tanti rispetto a una diffusione che sta diventando sempre più forte. C’è il desiderio di vedere sempre più persone con disabilità sui campi. Noi vogliamo continuare a tracciare questa strada affinché tutti questi ragazzi e queste persone abbiano un posto negli Special Olympics”, ha aggiunto.
Sulla dimensione concreta del lavoro quotidiano è intervenuto anche il direttore provinciale Special Olympics per Taranto, Luigi Dicensi, che ha ribadito la forza della rete territoriale. “Si parlava tantissimo di rete e vi posso assicurare che tutte le persone che sono qui presenti quasi tutte io le posso chiamare per nome. È una cosa positivissima, perché non si sta parlando solo di sport e salute, ma di inclusione vera”, ha dichiarato. “Sono tutte persone che sul campo lavorano davvero e ci credono. Bisogna ampliare questa rete e smettere di parlare soltanto: bisogna entrare sul campo e vedere concretamente cosa fanno i ragazzi”.
Dicensi ha evidenziato anche l’impatto sociale del progetto sulle famiglie e sul territorio. “Non è una cosa che riguarda solo il basket, ma ho notato che è di aiuto a molte famiglie. La sfida è questa: in provincia di Taranto vogliamo uno sport a 360 gradi, senza distinzioni. Il nostro obiettivo è questo e sono convinto che da domani tutti inizieranno a darci una mano”, ha concluso.
Il tema dell’inclusione è stato centrale anche nell’intervento del vicesindaco di Taranto Mattia Giorno, che ha collegato il percorso dello sport inclusivo alla più ampia trasformazione urbana e sociale della città in vista dei Giochi del Mediterraneo. “È un anno importante per noi perché è l’anno dei Giochi del Mediterraneo e speriamo che lo sport possa diventare un volano sempre maggiore per il miglioramento della qualità della vita, per la partecipazione e per lo sviluppo turistico”, ha detto.
Giorno ha sottolineato il ruolo strategico delle infrastrutture sportive. “Viviamo in una città che negli ultimi anni ha avuto poche infrastrutture idonee e accessibili. La vera eredità dei Giochi del Mediterraneo sarà avere impianti in grado di garantire sport di qualità per tutti, con l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’inclusione non dovrebbe nemmeno essere una notizia, dovrebbe essere la normalità”, ha affermato.
Anche il presidente della Quarta Commissione Servizi del Comune di Taranto, Gianni Tartaglia, ha ribadito il valore sociale dello sport inclusivo, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni. “Essere al fianco di queste realtà mi inorgoglisce come rappresentante istituzionale ma anche come padre e cittadino”, ha dichiarato. “Lo sport ha la capacità di riempire di contenuto la parola inclusione, che troppo spesso viene usata ma poco realizzata”.
Da Massafra è intervenuta la consigliera con delega allo sport Annamaria Antonante, che ha evidenziato il ruolo delle amministrazioni locali. “Si parla spesso di inclusione ma si fa ancora troppo poco. Qui invece si vede concretamente cosa significa. Il nostro compito è agevolare queste realtà e lavorare in rete con il territorio”, ha affermato.
Il coordinatore regionale di Sport e Salute, Luca Balasco, ha infine ricordato il ruolo dell’ente nella promozione dello sport sociale e inclusivo, spiegando che “Sport e Salute non si limita a patrocinare, ma sostiene iniziative che devono avere una valenza nazionale e un impatto reale sul territorio”.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti numerosi altri protagonisti del mondo sportivo e istituzionale, che hanno contribuito a delineare il quadro complessivo dell’iniziativa. Tra questi Attilio Caputo, presidente del Team Regionale Pugliese di Special Olympics, Roberto Anelli, presidente dell’ASD De Florio Nuovi Orizzonti Basket Taranto, Francesco Damiani, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Angela Pagano, presidente del CSEN Centro Sportivo Educativo Nazionale, Mariangela Lamanna in rappresentanza del Garante Regionale per i diritti delle persone con disabilità, Annita Lavecchia del Corso in Scienze e Tecniche dello Sport dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Antonio Lella atleta leader di Special Olympics Team Puglia e referente del torneo Special Basket, oltre a Mimma Battista, vice direttrice del Team Puglia Special Olympics, e Roberto Ficarra, referente organizzativo del torneo.
La conferenza ha rappresentato un momento di confronto ampio e partecipato, confermando la capacità del territorio di fare rete attorno a un progetto condiviso di sport inclusivo.
Tra i momenti più attesi della manifestazione, è stata annunciata anche la presenza del testimonial di Sport e Salute Stefano Maniscalco, uno dei karateka italiani più titolati di sempre. Nato a Palermo nel 1982, ex atleta della Nazionale italiana e delle Fiamme Gialle, Maniscalco ha costruito una carriera straordinaria nel kumite, conquistando due titoli mondiali senior WKF, cinque titoli europei, diciassette titoli italiani e tre ori ai Giochi del Mediterraneo.
Conclusa la carriera agonistica tra il 2017 e il 2021, oggi è impegnato come tecnico, formatore e ambassador istituzionale, oltre che “Legend” di Sport e Salute. Autore del libro “L’ultimo imperatore del karate”, è attivo in progetti educativi, inclusivi e di promozione degli stili di vita sani.
Taranto, dunque, si prepara a vivere non solo una manifestazione sportiva, ma un momento di costruzione collettiva in cui lo sport diventa linguaggio comune, strumento educativo e occasione concreta di inclusione.












