“La decisione del Governo di rideterminare al ribasso, con effetto retroattivo, i compensi riconosciuti ai CAF per attività già svolte rappresenta un precedente gravissimo sul piano della certezza del diritto e dell’affidabilità dello Stato nei confronti di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali a milioni di cittadini”.
Lo afferma Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, commentando il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 aprile 2026.
Secondo Turco, i CAF svolgono ormai funzioni sempre più complesse per conto della pubblica amministrazione, occupandosi di dichiarazioni fiscali, ISEE, bonus sociali, pratiche assistenziali e supporto alle famiglie, spesso sopperendo alle carenze organizzative dello Stato.
“È inaccettabile – sottolinea il senatore – che, dopo aver scaricato su questi soggetti una mole crescente di adempimenti burocratici, il Governo decida di modificare unilateralmente e retroattivamente le condizioni economiche dei servizi già erogati”.
Per l’esponente pentastellato, il provvedimento rischia di colpire soprattutto i presìdi territoriali di assistenza fiscale e sociale, con ricadute dirette su cittadini, anziani, pensionati e famiglie che ogni giorno si rivolgono ai CAF per accedere a diritti, agevolazioni e servizi pubblici.
Turco accusa inoltre il Governo guidato da Giorgia Meloni di andare nella direzione opposta rispetto agli annunci sulla semplificazione fiscale.
“Il Governo Meloni continua a parlare di semplificazione fiscale, ma nei fatti aumenta la complessità amministrativa e riduce le risorse a chi garantisce il funzionamento concreto del sistema. Ancora una volta si tenta di fare cassa scaricando costi e incertezze su operatori e cittadini”, conclude.
Il vicepresidente del M5S ha infine annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.














