Clonavano auto rubate per immetterle sul mercato: sei persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato.
Gli investigatori della Sezione Polizia Stradale di Taranto, insieme ai colleghi del Compartimento Polstrada di Torino e delle Sezioni di Brindisi e Lecce, hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare. Due persone sono state arrestate, due sottoposte agli arresti domiciliari e altre due destinatarie dell’obbligo di presentazione agli uffici della polizia giudiziaria.
Gli indagati sono ritenuti presunti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione di numerose autovetture di alta gamma commerciale, attraverso procedure di clonazione, assemblaggio di parti rubate, cancellazione e alterazione dei dati identificativi di veicoli e persone.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i documenti di circolazione e le carte d’identità utilizzate risultavano contraffatti e i veicoli venivano successivamente immessi sul mercato nazionale attraverso piattaforme online.
L’attività investigativa, condotta dalla Squadra di polizia giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Taranto e coordinata dai sostituti procuratori della Procura di Brindisi, dottoressa Sonia Nuzzo e dottor Alfredo Manca, ha avuto inizio nel marzo 2023.
L’indagine ha permesso di ricostruire i diversi modus operandi dell’organizzazione: clonazione dei veicoli, falsificazione documentale e successiva vendita illecita online, ai danni di ignari acquirenti.
Un’ulteriore modalità criminale consisteva nell’acquisto di parti di veicoli per poi rimetterli sul mercato tramite imprese individuali intestate agli stessi indagati, inducendo in errore gli acquirenti.
Le attività investigative hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale strutturata, i cui componenti, dislocati sul territorio pugliese, avrebbero dimostrato elevate competenze tecniche, anche nella manomissione delle centraline elettroniche delle autovetture di ultima generazione e nell’assemblaggio rapido di parti di ricambio.
L’indagine ha inoltre permesso di denunciare in stato di libertà altre 18 persone, coinvolte a vario titolo nei presunti reati di riciclaggio, falsità in atto pubblico, ricettazione e falsa attestazione del privato.
Sono state infine sequestrate 27 autovetture di alto valore commerciale, per un illecito profitto stimato in circa 1 milione di euro.
Si ricorda che, per tutti gli indagati, vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.














