Si è svolto questa mattina l’incontro tra il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e le segreterie di CGIL Puglia e Taranto e della FIOM CGIL Taranto, convocato a seguito della richiesta avanzata dai metalmeccanici sul tema dell’ex Ilva.
Un confronto segnato dall’urgenza, in un contesto in cui le vicende dello stabilimento siderurgico tarantino continuano a essere caratterizzate da forti criticità e incertezze.
Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, le risorse economiche messe a disposizione dal Governo rappresenterebbero una “coperta troppo corta”, tale da rischiare di compromettere definitivamente ogni ipotesi di rilancio dell’ex Ilva.
Un riferimento esplicito anche alle misure annunciate dal ministro Adolfo Urso sia nell’attuale fase sia in quella precedente al cosiddetto “Piano Corto”. Per Cgil e Fiom, gli strumenti economici risultano insufficienti ad affrontare questioni cruciali come sicurezza, assetti produttivi, manutenzioni e la necessaria transizione economica e sociale.
Il rischio, secondo i sindacati, è che nel perdurare di una situazione di incertezza si possa arrivare a una paralisi definitiva dello stabilimento. Da qui l’appello a un intervento più incisivo e coordinato.
La CGIL torna così a sollecitare attenzione non solo sulla debole ricaduta delle risorse del JTF, ma anche sul progressivo disimpegno di alcune grandi realtà industriali dal territorio. Allo stesso tempo, viene sottolineato l’impegno congiunto delle organizzazioni sindacali confederali nel tentativo di rilanciare la vertenza Taranto nella sua complessità.
La piattaforma “Taranto è Italia” viene indicata come strumento che evidenzia criticità e possibili soluzioni, ma viene ribadita la necessità di uno sforzo corale.
“Quando per l’ex Ilva termineranno le risorse annunciate nel corso dell’ultimo incontro al MIMIT, tutto rischia di scivolare nuovamente verso il basso in un vortice che abbiamo il dovere di fermare”, hanno spiegato i segretari Francesco Brigati, Giovanni D’Arcangelo e Gigia Bucci, richiamando la necessità di misure straordinarie, dell’estensione dei benefici legati all’amianto e di un sostegno concreto alle famiglie.














