Tra i protagonisti più apprezzati della storia recente del Taranto c’è senza dubbio Giampaolo Ciarcià. Centrocampista duttile, capace di ricoprire diversi ruoli tra mediana, fasce e difesa, il calciatore siracusano ha lasciato un ricordo importante nella tifoseria rossoblù grazie all’impegno e all’attaccamento mostrati in ogni partita.
Nelle due stagioni e mezzo vissute in riva allo Ionio, tra il 2013 e il 2016, Ciarcià ha collezionato 72 presenze, realizzando 7 reti e servendo 8 assist. Un percorso che gli ha permesso di entrare nel cuore dei tifosi e di mantenere ancora oggi un forte legame con la città.
In un’intervista rilasciata a Giuseppe Di Cera per L’Edicola, l’ex rossoblù ha commentato la recente stagione del Taranto, conclusasi con la sconfitta nella finale playoff di Eccellenza contro il Gladiator.
«L’Eccellenza non è il campionato del Taranto»
Ciarcià non nasconde il proprio rammarico per l’esito della stagione.
«Non ho seguito la partita in diretta, ma successivamente ho visto le immagini della gara contro il Gladiator e mi è dispiaciuto moltissimo. L’Eccellenza non è il campionato giusto per il Taranto. Allo stesso tempo, quando affronti una squadra che porta il nome di Taranto, tutti danno qualcosa in più pur di riuscire a batterla».
L’ex centrocampista invita però a contestualizzare il cammino della squadra.
«Partire in ritardo rispetto alle altre società, con pochi giocatori a disposizione e disputare un’intera stagione lontano dal proprio stadio rende tutto più complicato. Recuperare il tempo perduto richiede energie enormi. Le difficoltà sono state tante per il club, per i calciatori e per l’allenatore».
«Servono giocatori che capiscano dove si trovano»
Guardando al futuro, Ciarcià si dice fiducioso sulla capacità della società di programmare la ripartenza.
«Sono convinto che i dirigenti abbiano già individuato le strade giuste per costruire il futuro. Gli errori commessi serviranno da insegnamento e, soprattutto, si potrà partire fin dall’inizio nelle stesse condizioni delle altre squadre».
Secondo l’ex rossoblù, uno degli aspetti fondamentali sarà la scelta degli uomini.
«Bisogna essere pronti subito, indipendentemente dall’eventualità di un ripescaggio. Occorrono giocatori che comprendano il peso della maglia del Taranto e siano capaci di sostenere la pressione della piazza. Servono calciatori che affrontino con la stessa mentalità ogni allenamento e ogni partita, senza lasciare nulla al caso».
Il legame con Taranto: «Per questa città scesi dalla Serie C»
Nel corso della lunga intervista concessa a Giuseppe Di Cera de L’Edicola, Ciarcià ha ripercorso anche il suo approdo in rossoblù nella stagione 2013-2014.
«Conservo ricordi bellissimi. Taranto, per alcuni aspetti, mi ha sempre ricordato Siracusa, la città in cui sono cresciuto. Inoltre mia moglie è tarantina e mio figlio è nato proprio a Taranto. Fin dal primo giorno ho percepito il grande amore della città per la squadra e mi ha sempre fatto soffrire vedere il Taranto attraversare momenti difficili».
Un legame che lo spinse a fare una scelta importante per la propria carriera.
«Arrivai dal campionato di Serie C, dove giocavo con la Paganese. Il mio obiettivo era continuare in quella categoria, ma per il Taranto accettai di scendere di livello. Non ebbi problemi ad adattarmi ai diversi ruoli che gli allenatori mi chiedevano di ricoprire. Papagni mi utilizzò in più posizioni, così come Maiuri. Ho sempre cercato di mettermi a disposizione della squadra».
Il ricordo dei playoff e il presente da istruttore
Tra i ricordi meno piacevoli restano le eliminazioni nei playoff.
«Nella prima stagione perdemmo in casa contro l’Arezzo. L’anno successivo venimmo eliminati dal Sestri Levante in semifinale. Sono sconfitte che lasciano ancora oggi un po’ di amarezza».
Oggi Ciarcià continua a vivere il calcio da un’altra prospettiva.
«Gestisco una scuola calcio e mi piace trasmettere ai ragazzi ciò che ho imparato durante la mia carriera. Non soltanto gli aspetti tecnici, ma soprattutto il rispetto per gli avversari e i valori che questo sport dovrebbe insegnare».
Parole che confermano quanto il rapporto tra Giampaolo Ciarcià e Taranto sia rimasto saldo nel tempo, alimentato da ricordi, affetto e dalla convinzione che la piazza rossoblù meriti palcoscenici ben diversi dall’Eccellenza.














