di Francesca Raguso
Con oltre trent’anni vissuti sui parquet, prima da giocatore e poi da allenatore, Luigi “Gigi” Delli Carri porta alla De Florio Nuovi Orizzonti Taranto un patrimonio di esperienza maturato in decenni di pallacanestro. Il nuovo head coach rossoblù ripercorre le tappe della sua carriera, analizza l’evoluzione del gioco, racconta i motivi che lo hanno convinto ad accettare la proposta del club tarantino e fissa gli obiettivi della nuova stagione in Serie B femminile.
Il primo tema affrontato è quello dell’evoluzione della pallacanestro e delle differenze tra il basket di ieri e quello di oggi.
«L’essere giocatore è completamente diverso dall’essere allenatore, anche perché adesso la pallacanestro è cambiata completamente», osserva Delli Carri. «Ormai non si lavora più sui fondamentali, è una pallacanestro diversa, sia maschile che femminile. Io l’abbraccio a 360 gradi. Oggi si vede una pallacanestro dove si tira, si salta, dove si vede di più la condizione fisica che atletica. Queste sono le difficoltà che ho trovato, mentre ai miei tempi si lavorava molto di più sui fondamentali e si incontravano giocatori e giocatrici che sapevano giocare a pallacanestro.»
Per il tecnico, uno degli aspetti che più si è perso nel basket moderno è la capacità di leggere il gioco senza palla.
«Anche sulle letture oggi è difficile trovare gente che sa giocare senza palla perché la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici non sono autonomi e hanno bisogno di essere guidati. Prima, invece, o ce l’avevi nel DNA oppure ci si lavorava durante tutta la stagione. Oggi questa chiave di lettura si è un po’ persa. A me la giocatrice che sa giocare senza palla fa impazzire, perché è molto più difficile marcare un’avversaria che sa muoversi senza palla. Oggi, invece, è più semplice marcare la palla che leggere chi sa muoversi negli spazi. Sono difficoltà che ho riscontrato sia nei settori giovanili sia nelle prime squadre.»
Guardando al recente passato, Delli Carri ripercorre l’esperienza alla guida della Juve Trani, culminata con importanti risultati.
«Tre anni fa vincemmo il campionato di Serie C, poi non venni confermato per fare la serie B, anche perché avevamo un po’ le idee diverse. Subentrai l’anno dopo a campionato in corso a dicembre e per un pelo sfiorammo i playoff. Sono stato riconfermato lo scorso anno, facemmo la squadra, affrontammo la Coppa Puglia e anche i playoff, essendo arrivati secondi.»
La scelta di sposare il progetto della De Florio Nuovi Orizzonti nasce invece da un rapporto umano consolidato e dalla convinzione di aver trovato una società con idee chiare.
«Sono molto legato e amico di Luigi Dicensi. Abbiamo vissuto insieme gli anni di Massafra, quando giocavo lì. Abbiamo vinto due campionati e lui era assistente degli allenatori che ho avuto in quel periodo. Da allora il nostro rapporto è cresciuto sempre di più.»
È stato proprio Dicensi a fare il primo passo.
«È stato lui a chiamarmi dicendomi che poteva esserci la possibilità di venire alla De Florio, dove lui è stato assistente e segue anche il settore giovanile. Mi ha parlato molto bene della società. Conoscevo già Massimiliano, che avevo incrociato quando arbitrava e successivamente durante la sua esperienza alla Dinamo Taranto. Luigi ha fatto il mio nome all’interno della società e nel giro di pochissimo abbiamo trovato l’accordo.»
A convincerlo definitivamente è stato soprattutto il progetto.
«Mi ha spinto la serietà del progetto che c’è dietro. È un progetto fatto di entusiasmo, di tanta voglia di divertirsi e di far crescere la società. Sono aspetti che considero fondamentali.»
Sugli obiettivi della stagione, il tecnico predica equilibrio e realismo, senza rinunciare all’ambizione.
«Parlando con la società, la linea è molto chiara: non vogliono spendere oltre misura e intendono procedere con i piedi di piombo. L’obiettivo è disputare un campionato tranquillo. Non c’è la velleità di vincere il campionato, poi è chiaro che se durante la stagione arriveranno risultati positivi e ci troveremo nelle posizioni importanti, ci giocheremo tutto fino alla fine.»
Per Delli Carri, la programmazione resta il vero punto di forza del club.
«La società vuole mettere basi solide per gli anni futuri. Non ha intenzione di fermarsi e vuole dare continuità a un progetto che considero ambizioso. Affrontare già al primo anno la Serie B è un impegno importante: ci saranno sedici squadre, molte delle quali molto attrezzate, e il campionato sarà lungo e impegnativo.»
Infine, il tecnico sottolinea l’importanza della sostenibilità economica.
«Capisco perfettamente anche il discorso economico: non bisogna azzardare per poi compromettere il bilancio della società negli anni successivi. L’obiettivo iniziale è fare un campionato tranquillo, ma provare anche a conquistare l’ultimo posto disponibile per i playoff. Se ci riuscissimo, sarebbe già una grande vittoria.»














