di Cosimo Ligorio
Un solo anno con la maglia del Taranto, ma sufficiente per entrare nel cuore dei tifosi rossoblù. Donato Terrevoli, protagonista della promozione in Serie C1 nella stagione 2000-2001, torna a parlare della sua esperienza ionica ai microfoni di Giornale Rossoblù, raccontando ricordi, emozioni e il suo punto di vista sul presente della società.
«Il calcio mi ha deluso, ma continuo ad allenare»
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Terrevoli ha scelto un percorso lontano dai riflettori del calcio professionistico.
«Il calcio mi ha dato tanto, ma in alcuni momenti mi ha deluso profondamente. Ho deciso di allontanarmi dal professionismo e dedicarmi alle categorie minori, dove ho trovato presidenti che mi hanno convinto con i loro progetti».
L’ex centrocampista ricorda con orgoglio la recente esperienza sulla panchina del Trani in Terza Categoria.
«Due anni fa abbiamo conquistato la promozione vincendo il campionato, la Coppa Italia e la Coppa Disciplina. Nella scorsa stagione ho allenato i ragazzi del 2010, mentre quest’anno guiderò il Levante Bitritto in Terza Categoria».
Il ricordo del derby col Foggia: «Il gol più bello della mia carriera»
Tra i ricordi più intensi della sua esperienza a Taranto c’è senza dubbio il derby vinto contro il Foggia, deciso proprio da una sua rete.
«Nei giorni precedenti soffrivo di forti dolori alla schiena e non ero convinto di poter giocare. Mi rivolsi a un fisioterapista che mi disse una frase che non dimenticherò mai: “Domenica giocherai e sarai decisivo”. Uscii dal suo studio con pochi dubbi in meno, ma aveva ragione».
Il resto è storia.
«Quel giorno il campo era pesantissimo per la pioggia. Mi arrivò un pallone vagante e pensai che avevo solo due possibilità: fare una figuraccia oppure realizzare un eurogol. Colpii il pallone di controbalzo con tutta la forza che avevo e finì sotto l’incrocio dei pali. Vincemmo 2-1 e credo sia stato il gol più bello della mia carriera. Quella vittoria cambiò il nostro campionato».
«Silva fu determinante, con Buso eravamo una Ferrari senza pilota»
Terrevoli individua nel cambio di guida tecnica il momento decisivo di quella stagione.
«Avevamo un gruppo straordinario, ma mister Silva fu la nostra arma in più. Riusciva a trasmetterci serenità, fiducia e la convinzione di poter vincere ogni partita. Con lui ci sentivamo fortissimi».
Il paragone con il precedente allenatore è netto.
«Con mister Buso, invece, eravamo una Ferrari senza pilota. Non riusciva a trasmetterci quella sicurezza mentale di cui avevamo bisogno».
«Tornerei a piedi a Taranto»
L’affetto per la piazza rossoblù è rimasto immutato.
«Se avessi vent’anni in meno tornerei a piedi a giocare a Taranto. Quello stadio è straordinario e indossare quella maglia è un sogno. Mi auguro che il Taranto torni presto nelle categorie che merita e spero, un giorno, di poter sedere sulla panchina rossoblù davanti a quei tifosi meravigliosi».
«Questo Taranto è forte, la continuità sarà un vantaggio»
Guardando all’attualità, Terrevoli vede un Taranto pronto a recitare un ruolo da protagonista nel prossimo campionato di Eccellenza.
«La squadra è forte e può affrontare qualsiasi avversario. Aver confermato gran parte del gruppo della scorsa stagione è un vantaggio importante. Cambiare poco e inserire solo elementi mirati è stata una scelta intelligente».
Per l’ex rossoblù il percorso della passata stagione rappresenta una base solida.
«Parliamo di una squadra arrivata fino alla finale nazionale. Se partirà con la mentalità giusta, giocando in uno stadio moderno e con il sostegno del pubblico, avrà davvero poco da temere».
«Il cambio di allenatore ha pesato»
Analizzando la mancata promozione dello scorso anno, Terrevoli individua una causa precisa.
«Qualcosa si è rotto, anche perché la squadra segnava poco. Ma credo che il cambio di allenatore abbia inciso tantissimo. Non ho mai capito l’esonero di Ciro Danucci quando il Taranto era a quattro punti dalla vetta. Quando è stato richiamato, la distanza era ormai salita a dodici punti. Quella decisione ha interrotto un meccanismo che stava funzionando».
«Loiodice sarà ancora decisivo»
Grande fiducia anche nei confronti di Nicola Loiodice, chiamato a guidare tecnicamente la squadra.
«Sono convinto che farà ancora meglio rispetto allo scorso anno. Dopo quanto accaduto nella finale avrà motivazioni ancora maggiori. Non è un giocatore da tantissimi gol, ma la sua qualità gli permette di essere determinante soprattutto nelle partite che contano».
«Con i Ladisa il Taranto può tornare in alto»
Infine il giudizio sulla proprietà rossoblù.
«Conosco bene i fratelli Ladisa. Se verranno lasciati lavorare con serenità e senza pressioni eccessive, credo possano fare grandi cose e riportare il Taranto nelle categorie che gli competono. Mi auguro possano andare anche oltre la Serie C, ma oggi è inutile fare programmi troppo ambiziosi. Bisogna crescere un passo alla volta».














