I Giochi del Mediterraneo non devono far passare in secondo piano la vertenza dell’ex Ilva. È il messaggio che arriva dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali tarantine alla vigilia dell’inaugurazione della ventesima edizione della manifestazione internazionale, che porterà in città il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e numerose autorità istituzionali.
Confindustria, Confapi, AIGI, Confartigianato e Federmanager, già promotrici del Tavolo permanente per Taranto, hanno deciso di rivolgersi al prefetto di Taranto, dottor Liguori, chiedendo di valutare la possibilità di favorire un incontro istituzionale con Mattarella e Meloni, possibilmente proprio in occasione della cerimonia inaugurale dei Giochi prevista venerdì 21 agosto.
Al centro della richiesta c’è il futuro dello stabilimento siderurgico e, soprattutto, quello delle imprese dell’indotto. Le associazioni intendono ribadire le criticità dell’ex Ilva e di Acciaierie d’Italia, aggravate dalla prospettiva della chiusura dell’area a caldo, ma anche dare voce alle numerose aziende che rischiano di subire pesantemente le conseguenze della crisi.
La richiesta è quella di una strategia industriale chiara e di risposte tempestive sulla tutela del credito vantato dalle imprese. Temi già sottoposti dalle associazioni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e ai Commissari di Acciaierie d’Italia ed ex Ilva, anche nel corso dei recenti tavoli interministeriali.
L’obiettivo è evitare che l’incertezza sul futuro dello stabilimento finisca per alimentare una vera e propria desertificazione industriale del territorio. Una situazione che, secondo le organizzazioni, rischia di manifestarsi proprio mentre Taranto si prepara a vivere una vetrina internazionale senza precedenti.
Sul fronte sindacale arriva contemporaneamente un appello ancora più diretto. CGIL, CISL e UIL chiedono al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio di non dimenticare i lavoratori e di intervenire per evitare che la crisi industriale si trasformi in una nuova emergenza sociale.
«Va bene l’ondata di entusiasmo per i XX Giochi del Mediterraneo – sottolineano i segretari generali Giovanni D’Arcangelo per la CGIL Taranto, Antonio Baldassarre per la CISL Taranto Brindisi e il coordinatore della UIL Taranto Gennaro Oliva – ma a Taranto c’è anche un’emergenza sociale che riguarda 8mila lavoratori dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, 1.500 dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria e oltre 2.500 lavoratrici e lavoratori dell’indotto e degli appalti».
Secondo i sindacati, questi ultimi rappresentano la fascia maggiormente vulnerabile agli effetti della crisi industriale. La preoccupazione riguarda quindi non soltanto la continuità produttiva dell’ex Ilva, ma le prospettive occupazionali e il futuro economico di un intero territorio.
A preoccupare ulteriormente le organizzazioni sindacali è la possibilità che alcune imprese dell’indotto possano avviare procedure di licenziamento collettivo dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano relativo alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento tarantino entro la fine di ottobre.
Per questo CGIL, CISL e UIL chiedono un intervento straordinario e immediato, richiamando la misura adottata durante l’emergenza pandemica.
La proposta è quella di introdurre una norma analoga all’articolo 46 del Decreto Cura Italia, destinata specificamente ai lavoratori dell’indotto e degli appalti dell’area dello stabilimento, con il blocco dei licenziamenti, accompagnata da un ammortizzatore sociale speciale che consenta di tutelare il reddito durante la fase di transizione e di avviare percorsi di riqualificazione professionale.
«Dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci aspettiamo il necessario sostegno; dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci aspettiamo fatti, azioni concrete di sostegno, per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori», ribadiscono i tre rappresentanti sindacali.
Il timore è che l’attenzione concentrata sui Giochi possa finire per oscurare una crisi che riguarda direttamente migliaia di famiglie e che, secondo le organizzazioni, avrebbe conseguenze sull’intera economia provinciale.
Il messaggio finale di CGIL, CISL e UIL è netto: i Giochi del Mediterraneo devono rappresentare un nuovo inizio per Taranto, non una parentesi prima di una nuova fase di difficoltà.
«I XX Giochi del Mediterraneo rappresentino un nuovo inizio – concludono D’Arcangelo, Baldassarre e Oliva – ma non siano una parentesi temporale prima della condanna ad una fine drammatica».















