«Il Governo taglia i fondi per i servizi educativi nel Mezzogiorno e a farne le spese è anche la Puglia». È la denuncia del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che contesta le scelte del Ministero dell’Istruzione e del Merito in materia di finanziamenti destinati ai servizi educativi per l’infanzia.
Secondo Borraccino, la misura determinerebbe una riduzione della quota perequativa dal 20% al 10%, con un taglio complessivo quantificato in circa 193 milioni di euro. Un intervento che, a suo giudizio, rischia di accentuare ulteriormente il divario tra Nord e Sud, soprattutto in un settore strategico per le famiglie e per la crescita demografica.
Per la Puglia, il consigliere regionale indica una quota storica passata dai circa 19 milioni di euro del 2023 ai 17 milioni previsti per il 2025. Con la riduzione della componente perequativa, la perdita per la regione viene stimata in circa 9-10 milioni di euro, pari a circa il 50%.
«Non è comprensibile – sostiene Borraccino – come il MIM, guidato dal ministro Valditara, possa concepire una misura che accentua le differenze strutturali tra Nord e Sud e, soprattutto, come possa essere complice di un intervento che fa regredire il nostro Paese proprio sul terreno dei diritti educativi e della crescita demografica».
Il consigliere regionale pone l’accento anche sulle difficoltà finanziarie che le Regioni sono chiamate ad affrontare per garantire servizi essenziali. «Le risorse destinate alle varie Regioni e, nella fattispecie, al Mezzogiorno non possono essere un miraggio», afferma, ricordando gli interventi messi in campo dalla Regione Puglia per compensare, secondo quanto sostiene, l’assenza di risorse nazionali.
Particolarmente critica la posizione sugli asili nido. «Il dimezzamento dei fondi, proprio dove mancano gli asili nido, rappresenta uno schiaffo al Mezzogiorno», dichiara Borraccino, che accusa il Governo centrale di scaricare sulle amministrazioni regionali la responsabilità di sopperire alle carenze dello Stato.
Nel suo intervento, il consigliere rivendica quindi le scelte adottate dalla Regione Puglia durante le precedenti amministrazioni e dall’attuale governo regionale guidato da Michele Emiliano prima e da Antonio Decaro oggi, citando interventi strategici e variazioni di bilancio finalizzati a garantire i servizi essenziali.
«Lo abbiamo fatto perché non riteniamo accettabile che le famiglie paghino l’assenza di uno Stato che non dispone risorse, non sostiene i più fragili, non favorisce la crescita demografica del Paese e non contribuisce a salvaguardare le famiglie e le donne», conclude Borraccino.














