La delusione per la finale persa continua a pesare sulle spalle della città, Pablo Aguilera – uno dei simboli del Taranto – ha scelto di parlare. Lo ha fatto con un messaggio lungo, sentito, profondamente identitario, rivolto direttamente ai tifosi e alla comunità che lo ha accolto. Parole che non cercano scuse, ma che raccontano cosa significhi indossare una maglia che, a Taranto, non è mai solo una maglia.
Di seguito, il messaggio integrale pubblicato dal calciatore:
“Abbiamo perso una finale. E a Taranto, perdere fa male il doppio.
Perché questa non è una città qualsiasi. Qui la maglia pesa. Pesa la storia, pesa la gente, pesano gli occhi dei bambini che ti fermano per strada e ti chiedono se porterai la coppa a casa.
Ho sentito dire che per noi è solo un lavoro. Chi lo pensa non conosce Taranto, e non conosce me.
Io voglio sempre vincere. Sempre. Il calcio non è quello che faccio, è quello che sono. E questo gruppo ha lottato, ha sofferto e ha dato tutto fino all’ultimo minuto.
Ho una famiglia, ho dei figli che mi guardano, e sapere di non aver regalato questa gioia a loro e a voi fa male. Tanto.
So che siete stanchi delle parole. È giusto. Non scrivo per giustificarmi né per chiedere comprensione.
Scrivo solo per dire una cosa: questa sconfitta brucia anche dentro di noi. Perché chi scende in campo con questa maglia, a Taranto, lo fa con rispetto, orgoglio e fame.
Sempre.
Pablo Aguilera 99”
Un messaggio che non lascia spazio all’interpretazione: Aguilera rivendica appartenenza, responsabilità e un legame profondo con la città. Parole che, al di là dell’amarezza, tracciano una linea chiara: la sconfitta brucia, ma la fame resta. E da lì si riparte.














