
Come una chiosa surreale che destabilizza al termine del primo capitolo di un poema. Che sovverte l’essenza di un prologo caratterizzato da una climax di attesa e curiosità, di evoluzione e percezione, di speranza e di invocazioni, sino all’elemento drammatico. L’atto finale della gara di debutto del Taranto contro il Brindisi, in una immaginifica letteratura calcistica, s’identifica nella rete realizzata dall’avversario quasi sul triplice fischio, che tradisce gli animi rossoblu. Un calcio di punizione raccolto sul secondo palo, una difesa che non coglie l’attimo fatale, una squadra, quella ionica, che vanifica occasioni clamorose, in un assedio costante per tutta la ripresa. A vivisezionare la sfortunata esibizione che inaugura il torneo è Jimmy Allegrini, difensore centrale approdato in estate alla corte del presidente Massimo Giove, forte di un curriculum di comprovata esperienza: “Un esordio che non ci aspettavamo. Dobbiamo pensare subito alla partita di domenica e fare tesoro degli errori che abbiamo commesso. Probabilmente, se fossimo stati più cinici, avremmo commentato un esito diverso. Dobbiamo cercare di limare le imperfezioni, affinché possano essere limitate al massimo, nelle prossime circostanze agonistiche”.
Una partita “ambivalente”: padroni di casa sensibilmente contratti per l’esordio, nel corso della prima frazione di gioco; Taranto dominante nella ripresa, produttivo, non baciato dalla Dea Bendata, punito ingiustamente nelle battute conclusive.
“Probabilmente abbiamo avvertito l’emozione dello Iacovone. L’adrenalina che trasmettono i nostri tifosi è unica, ci può anche stare, si può accusare il contraccolpo psicologico. Nel secondo tempo, siamo rientrati in campo con un piglio diverso, un po’ più tranquilli, eravamo quasi sicuri di poter vincere la partita, ma abbiamo commesso piccole disattenzioni, forse per la troppa sicurezza di conquistare l’intera posta in palio anche all’ultimo secondo”.
Alludendo ai ricercati sincronismi difensivi, puoi raccontare le dinamiche del gol incassato da Semiao Granado?
“Noi di solito facciamo una linea con sette uomini. Qualcosa non ha funzionato: qualcuno avrebbe dovuto scattare prima, forse il portiere avrebbe potuto calcolare con maggiore tempismo la propria uscita. Tutte situazioni che abbiamo già analizzato, che non dobbiamo ripetere”
Quale messaggio ha elargito mister Nicola Ragno alla ripresa degli allenamenti? Quale la sua lezione dopo aver archiviato la prima sconfitta in campionato?
“Abbiamo esaminato l’unico errore effettivo che è stato commesso, poiché penso che il Brindisi non abbia mai tirato in porta. Sicuramente, se avessimo concretizzato con cinismo le occasioni confezionate durante la ripresa, il risultato sarebbe stato diametralmente opposto. Nel proseguo del campionato, ci capiterà di disputare partite che vinceremo con un’unica conclusione in area, anche nel finale. Questo è il calcio. Dobbiamo farci trovare pronti, concentrati e lucidi in ogni porzione pericolosa del match”.
In base alla tua maturità in categoria, quali tempistiche prevedi per l’assimilazione delle idee tattiche di mister Ragno?
“La squadra è totalmente nuova. A noi giocatori serve imparare a conoscerci: dopo quaranta giorni di dure esercitazioni credo che, sia a livello fisico che tattico, non si possa essere al 100%. Dobbiamo focalizzarci nel perfezionamento, migliorare i nostri movimenti, l’armonia fra i reparti: sono sicuro che la squadra dimostrerà i suoi veri valori già a partire dalla gara di domenica. Contro il Casarano è troppo importante: andiamo subito a riprenderci quello che non abbiamo ottenuto nel debutto del torneo”.
Per il Casarano, neopromosso eppure sornione ed ambizioso, si tratterà della genesi del proprio cammino: immediatamente “sfida di cartello” fra le mura amiche.
“Una partita che sentiamo, ma non perché temiamo l’avversario. Assolutamente. La sentiamo perché vogliamo recuperare il prima possibile quello che abbiamo perso. Sappiamo che sarà un confronto molto difficile. Dobbiamo pensare solo a noi stessi: abbiamo qualità, vantiamo un blasone, disponiamo di un parco attaccanti altissimo e di una retroguardia importante. Rispettare l’antagonista sì, ma mai averne timore. Un Taranto che avrà metabolizzato il massimo della sua forza, potrà donare molte soddisfazioni. Il Casarano è una squadra molto offensiva, si dispone con un assetto tattico votato al 3-4-3. E’ abituato ad attaccare la profondità portando molti uomini in area di rigore avversaria: dovremo operare con un’attenzione spasmodica, cercando di preservare un equilibrio ed innescando la collaborazione fra centrocampo ed attacco. Abbiamo studiato i punti deboli sui quali tentare di ferire”.
Sinergia fra reparti, metodologia di impostazione: un processo che necessita di un’accelerazione logica.
“E’ l’aspetto sul quale abbiamo lavorato maggiormente. Le qualità dei singoli emergeranno, in questo momento non siamo ancora “il vero Taranto”, la squadra che impone il proprio gioco. Sono stato un allievo di Ragno anche in altre compagini, e posso assicurare che lui ama giocare a calcio, impostare l’azione dal portiere, manovrare con dinamismo in proiezione offensiva. Stiamo intensificando l’opera di collaborazione fra i reparti. Ci faremo trovare pronti, per dimenticare questa prima pagina negativa del campionato”.
Alessandra Carpino