Stagione 1991/92: il Taranto F.C. del cav. Donato Carelli, reduce da un campionato convincente terminato in undicesima posizione, è desideroso di replicare o addirittura migliorare il proprio piazzamento nel campionato cadetto. La stagione, però, parte in maniera disastrosa e dopo nove giornate i rossoblu sono il fanalino di coda costringendo il presidente Carelli ad esonerare l’allenatore Walter Nicoletti. Gli succede Giampiero Vitali, chiamato ad una vera e propria impresa per far risalire la china ad una squadra sfiduciata e vittima di una vera e propria crisi.
In otto partite il tecnico milanese riesce a collezionare tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte riavvicinando la penultima posizione. La gara valevole per la diciottesima giornata della Serie B ’91/92 vedrà gli ionici in trasferta a Pescara, ospiti di una squadra temibile e con ambizioni di promozione. I rossoblu sono galvanizzati dalla bella vittoria casalinga contro la Casertana con il risultato di due a zero e non ci stanno a fare la parte della vittima sacrificale alla corte degli abruzzesi guidati da mister Giovanni Galeone. L’allenatore biancazzurro schiera Torresin tra i pali difeso dalla retroguardia formata da Righetti e Nobile centrali e Di Cara e Camplone terzini.
A centrocampo agiranno Gelsi, Allegri e Ceredi. Tridente d’attacco composto dalle ali Pagano e Massara con Bivi unica punta. Mister Vitali risponde con Bistazzoni tra i pali; D’Ignazio, Zaffaroni, Brunetti e Mazzaferro in difesa. A centrocampo Enzo e Camolese centrali mentre Turrini e Parente esterni. Il fantasista Muro agisce alle spalle di Pisicchio. Primo tempo teso e povero di occasioni con il Taranto che, nonostante la netta distanza in classifica, non si lascia intimorire e gioca con un bel piglio. Nella ripresa il Pescara cerca più insistentemente il vantaggio ma dopo una ventina di minuti un episodio spacca in maniera netta il match.
Un colpo di testa di Dicara spedisce la palla nella trequarti rossoblu assumendo una traiettoria “a campanile”, Brunetti anticipa tutti e calcia il pallone più forte che può in maniera apparentemente insensata. Il tiro scagliato da settantacinque metri rispetto alla porta difesa da Torresin è un vero e proprio missile terra-aria che riesce a superare il portiere abruzzese insaccandosi in rete. Un gol da Guinness dei primati, un gesto tecnico unico nel suo genere che fa impazzire di gioia i supporters rossoblu. Nel post-partita il forte difensore, soprannominato per l’occasione “Luca bazooka”, giurerà di aver tirato in porta dopo aver visto Torresin lontano dai pali.
Dichiarazioni che verranno scherzosamente contestate dagli avversari convinti in un colpo di fortuna. La partita degli ionici si fa inaspettatamente in discesa, soprattutto dopo l’espulsione del capitano pescarese Camplone reo di aver sgomitato nei confronti di Parente. Il Pescara però dimostra la propria forza, soprattutto mentale e si riversa nella metà campo pugliese alla ricerca del gol. Pareggio che, infatti, si concretizza a sei minuti dalla fine grazie ad un generosissimo rigore concesso dal sig. Boemo di Cervignano che decide di punire con la massima punizione un intervento di Zaffaroni su Pagano che sembra aver palesemente simulato. Bivi spiazza Bistazzoni e porta in parità il match.
Nel finale è ancora duello tra Bistazzoni e Bivi, ma questa volta a uscirne vincitore è l’estremo difensore rossoblu che riesce a respingere un tiro a colpo sicuro del numero nove biancazzurro. Resta l’amaro in bocca per una vittoria persa a causa di un errore arbitrale, ma il punto guadagnato contro una squadra così attrezzata ed il gol da cineteca di Brunetti, renderanno meno triste il viaggio di ritorno dei tifosi tarantini.
Gabriele Campa
















