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Amarcord, il Taranto che umiliò con quattro gol la Salernitana capolista

Stagione 2007/2008: il Taranto, suo malgrado, deve ricominciare a programmare una stagione che possa concludersi con la tanto agognata promozione in Serie B dopo la dolorosa eliminazione in semifinale playoff ad Avellino. La società riconferma i calciatori più importanti della stagione appena conclusa, fatta eccezione per Toledo che viene ceduto al Ravenna, Cammarata alla Salernitana e Fabio Prosperi che si trasferisce per sei mesi a Frosinone in Serie B, tornando in riva allo Ionio ad inizio 2008. Addio sofferto ma inevitabile anche per “Il Cobra” Andrea De Florio che deve appendere la fascia di capitano rossoblu al chiodo, scendendo di categoria a causa di qualche acciacco di troppo, trasferendosi a Monopoli. 
La campagna acquisti è molto importante e vede ben dodici innesti di indiscusso valore come Migliaccio, D’Alterio e Cutolo oltre ai giovani De Falco, Marsili e Sciaudone. Nomi di tutto rispetto ma che la piazza inizialmente non accoglie con tanta fiducia, soprattutto per la mancanza di una prima punta che sappia andare in “doppia cifra” con il solo Davide Dionigi, ingaggiato a parametro zero, che nelle ultime stagioni ha siglato pochissimi gol e che non sembra più avere la condizione fisica di un tempo. La squadra viene affidata ad Adriano Cadregari, conoscitore della categoria reduce da una parentesi di due anni nelle giovanili della Fiorentina. Il tecnico cremasco, però, abbandona la panchina rossoblu prima dell’inizio della stagione per motivi personali e gli subentra Marco Cari, fresco di eliminazione in semifinale playoff con il suo Perugia. E’ proprio la formazione umbra a battere il Taranto nella prima giornata di campionato facendo iniziare nel peggiore dei modi la stagione. Il girone d’andata sarà abbastanza deludente con il Taranto molto lontano dalla zona playoff, complice anche la sconfitta a tavolino nella gara casalinga contro la Massese per disordini da parte dei tifosi (non solo tarantini) presenti in Curva. 
Si arriva così alla quinta giornata di ritorno. Il 3 Febbraio 2008 è una data segnata in rosso per i supporters ionici: si disputerà il sentitissimo match contro l’odiata capolista Salernitana degli ex Pinna e Cammarata. I granata stanno dominando il campionato grazie alla miglior difesa che gli ha consentito di perdere fino a quel momento solo a Pescara e Gallipoli (miglior attacco del torneo). Il mercato invernale è cruciale per la compagine rossoblu, che rafforzerà notevolmente il proprio parco giocatori con il forte centrocampista brasiliano Borges Ramos Emerson dalla Nuorese, specialista nei calci di punizione, l’esterno d’attacco Alessandro Carrozza dal Pisa, il ritorno di Fabio Prosperi dopo la sfortunata parentesi frusinate, ma soprattutto con l’acquisto dal Foggia del forte centravanti Gianvito Plasmati che debutterà proprio in occasione della gara contro la Salernitana. 
Il clima sugli spalti è teso ed i tifosi rossoblu si aspettano una partita difficile quanto fondamentale in ottica playoff. Mister Cari schiererà il solito schema ad “albero di Natale” con Barasso tra i pali, linea difensiva composta dai terzini D’Alterio a destra e Colombini a sinistra con Pastore e Migliaccio centrali. Il centrocampo a tre vede De Falco, Cavallo e l’insostituibile Cejas. Gianvito Plasmati all’esordio in rossoblu sarà assistito da Aniello Cutolo e Antonio Zito. La Salernitana di Agostinelli risponde con un difensivo 4-4-2 interpretato da Pinna, Ambrogioni, Milanese, Troise, Fusco, Cardinale, Soligo, Mamede, Cammarata, Di Napoli e Russo. Neanche il tempo di accomodarsi sugli spalti che il Taranto passa già in vantaggio: discesa di Colombini che mette in mezzo un pallone, respinta errata della difesa campana e classica botta dai venticinque metri di Max Cejas che non lascia scampo all’ex Tore Pinna. Una perla del centrocampista argentino che dopo aver timbrato il cartellino si infortunerà lasciando anzitempo il terreno di gioco. 
Pronti, via ed è subito uno a zero. Parlare di una Salernitana sotto shock sarebbe un eufemismo, con i calciatori che assistono in maniera incredula all’esultanza dei calciatori tarantini sotto la gremita Curva Nord. Il Taranto è incontenibile e sembra indemoniato, mostrando una faccia completamente diversa rispetto al girone d’andata. Quando sono passati due minuti dalla mezzora di gioco Aniello Cutolo decide di ingranare una marcia in più e dopo aver saltato con una finta ubriacante il proprio marcatore serve un pallone che attende solo di essere depositato in rete al nuovo acquisto Plasmati, posizionatosi sul filo del fuorigioco. 
Destro perentorio e raddoppio per i padroni di casa grazie al primo gol in riva allo Ionio del possente attaccante materano, che qualche istante dopo rimedierà anche la prima ammonizione per essersi sfilato la maglietta non riuscendo a contenere la gioia. Cutolo però non è ancora sazio e dopo aver confezionato un generosissimo cadeau al proprio compagno, decide di mettersi in proprio imbucandosi in area dall’out sinistro e superando Pinna con un delizioso scavetto mancino. Tris e “Iacovone” che viene giù. Il Taranto sulle ali dell’entusiasmo non si ferma più ed al primo minuto di recupero cala il poker. Scatto fulminante di Andrea De Falco che ruba palla e si fionda nei pressi del vertice destro dell’area di rigore, assist rasoterra per Plasmati che realizza la facile doppietta all’esordio in rossoblu. 
Davvero un benvenuto coi fiocchi da parte dei suoi compagni che hanno mostrato tutta la loro cordialità mettendolo in condizione di stupire la sempre scettica piazza tarantina. Il match del Taranto si chiuderà qui. Forse troppa fiducia, forse troppa magnanimità nei confronti di un’ormai distrutta Salernitana. C’è chi giura che nell’intervallo una delegazione di calciatori granata sia andata nello spogliatoio del Taranto chiedendo pietà, timorosi per il ritorno in città che altrimenti non sarebbe stato di certo piacevole. Probabilmente leggende metropolitane. L’unica certezza è che il Taranto nella seconda frazione di gioco si limiterà ad amministrare il possesso palla subendo due gol, prima da Di Napoli che al ventesimo infila Barasso di testa, poi a cinque dalla fine ad opera di Mamede che scaglia un potente mancino nell’angolino. Taranto trionfante che esce tra gli applausi scroscianti dello “Iacovone” e che finalmente, grazie a questo snodo cruciale della stagione, prende consapevolezza delle proprie potenzialità. 
Gabriele Campa
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