di Francesca Raguso
Un legame con Taranto che resta forte, nonostante il tempo trascorso. Andrea Bussi, ex calciatore rossoblù e protagonista di una carriera vissuta tra Serie C e Serie D, torna a parlare della squadra ionica, del campionato appena concluso e delle prospettive future del club.
L’ex centrocampista ammette di aver seguito solo parzialmente il percorso del Taranto nell’ultima stagione, concentrando maggiormente la sua attenzione sul Catania, altra piazza importante della sua carriera. Ma, proprio grazie alla sua esperienza maturata in realtà calcistiche di grande tradizione, Bussi evidenzia quali siano gli elementi fondamentali per puntare al salto di categoria.
“Quest’anno ho seguito poco il Taranto”, racconta l’ex rossoblù. “Ti dico la verità, ho seguito molto il Catania e purtroppo non è andata a buon fine la partita contro l’Ascoli. Quindi mi trovi un po’ impreparato sulla parte del Taranto”.
Nonostante ciò, Bussi sottolinea il valore del percorso compiuto dalla formazione guidata da mister Ciro Danucci, tecnico con cui ha condiviso anche l’esperienza da calciatore.
“Con Ciro abbiamo giocato insieme, era un gran bel giocatore. Il fatto che il Taranto abbia fatto un campionato del genere è già qualcosa di particolare, perché è una piazza di altissimo livello. Personalmente ho vissuto anche la rivalità con Catania, avendo giocato in entrambe le squadre, e so quanto siano importanti queste realtà”.
Secondo Bussi, però, per puntare stabilmente al professionismo serve una componente imprescindibile: una società strutturata e ambiziosa.
“Credo che il Taranto debba avere una società forte che garantisca il salto di categoria e che possa mantenerlo nel tempo. Senza società non si va da nessuna parte purtroppo. La programmazione è fondamentale”.
“La nuova società dovrà dimostrare il proprio valore nel percorso”
Sulla nuova proprietà rossoblù, Bussi mantiene un atteggiamento prudente, evidenziando come siano i fatti a determinare il successo di un progetto.
“Quando si parte bisogna fare le cose bene. Sulla carta hai una società solida, poi però bisogna vedere durante il percorso, perché è quello che fa la differenza. Bisogna capire se ci sono tutti i presupposti per dare a questo club, che è importante, quello che merita”.
L’ex calciatore richiama l’attenzione anche sulla gestione delle risorse economiche.
“Sulla carta siamo tutti bravi e sembra che sia tutto a posto, ma poi bisogna essere capaci di gestire una società, di spendere bene i soldi. A volte si hanno le risorse ma vengono utilizzate male e non si raggiungono gli obiettivi”.
“Ripartire dai migliori e trovare giocatori di categoria”
Guardando alla prossima stagione, Bussi indica la strada da seguire per costruire una squadra competitiva.
“Bisogna sicuramente ripartire dai giocatori che hanno fatto meglio in questa stagione. Poi servono calciatori di categoria, perché i campionati si vincono con giocatori che conoscono bene questo tipo di tornei”.
Per l’ex rossoblù l’esperienza può rappresentare un valore aggiunto.
“Avere in rosa tre o quattro giocatori che hanno già vinto il campionato e che conoscono determinate dinamiche può fare la differenza. Allo stesso tempo bisogna coltivare i giovani, perché danno forza e continuità, soprattutto nei momenti più difficili della stagione. Serve il giusto mix tra esperienza e gioventù”.
“Il Taranto merita la Serie C: spero nel ripescaggio”
Sul possibile ripescaggio, Bussi non nasconde il proprio auspicio.
“Certo che il Taranto può sperarci. È arrivato fino in fondo e credo sia giusto provarci. Quando una squadra disputa i playoff e arriva nelle fasi decisive è giusto giocarsi tutte le possibilità”.
Un pensiero speciale è rivolto alla città e ai tifosi rossoblù.
“Ho avuto la fortuna di giocare a Taranto e so che è una piazza di altissimo livello. Per me deve stare tra i professionisti, al di là del ripescaggio. Me lo auguro per la città e per i tifosi, che meritano questa soddisfazione”.
“Il mio futuro è in panchina: senza calcio non riesco a stare”
Infine, Andrea Bussi racconta il proprio presente, completamente immerso nel mondo del calcio.
“Quest’anno alleno l’Under 17 del Pomezia Calcio, che è la squadra della mia città. È un campionato bello e importante. Non faccio più il direttore sportivo, sono allenatore a tutti gli effetti e questo è il mio progetto”.
Una scelta dettata dalla passione.
“Mi diverto e sono sempre sul campo. Senza calcio non ce la faccio”.
Un amore per il pallone che continua, così come resta vivo il ricordo di una piazza, quella tarantina, che Andrea Bussi considera ancora oggi speciale.














